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Intervista a Lee Daniels regista di Precious

Nella giornata mondiale contro l'abuso sulle donne, Lee Daniels è venuto a Roma a presentare il suo secondo lungometraggio Precious, che racconta la disperata lotta per la sopravvivenza di una minorenne obesa di Harlem vittima di ripetute violenze.

Intervista a Lee Daniels regista di Precious

Intervista a Lee Daniels regista di Precious


Nella giornata mondiale contro l'abuso sulle donne, Lee Daniels è venuto a Roma a presentare il suo secondo lungometraggio Precious, che racconta la disperata lotta per la sopravvivenza di una minorenne obesa di Harlem vittima di ripetute violenze. La fonte di ispirazione della storia è un intenso romanzo della poetessa afroamericana Saffire che si intitola Push e che ha lasciato il regista letteramente senza fiato. "La forza del romanzo di Saffire - ci ha spiegato - è che sottolinea quanto sia importante per una persona imparare a volersi bene. E' una cosa molto semplice da fare, almeno in apparenza, che però necessita di grande coraggio e di un profondo rispetto per se stessi. Alzarsi, guardarsi allo specchio e dirsi 'mi voglio bene' può sembrare stupido, sdolcinato ed egoistico, ma non lo è, e credo sia propio questa la bellezza del personaggio di Precious, che è una ragazza che trova il coraggio di volersi bene".

Dopo lunghe riflessioni Lee Daniels ha deciso di affidare il ruolo di Precious - nome competo Claireece Precious Jones - se non a un'attrice professionista, comunque a una ragazza che aveva studiato i rudimenti della recitazione, e cioè Gabourey Sidibe.
Inizialmente, però, il regista aveva pensato di dare la parte a una vera "ragazza di vita" di Harlem. "Gabourey aveva fatto uno spettacolo al college. Quando l'ho incontrata, nemmeno lo sapevo. La sua performance mi ha lasciato senza fiato. C'erano molte ragazze che volevano la parte. Erano delle 'Precious'. Alcune avevano subito violeza sessuale, altre avevano l'AIDS, altre ancora erano tossicodipendenti. Tutte quante avevano nello sguardo una profonda vaghezza, era come se volessero rendesi invisibili. Come attrici erano straordinarie e i loro provini mi hanno emozionato, ma se le avressi prese, le avrei sfruttate, guastate, perché erano 'vere'. Gabby è fantastica, ma recita”.

Non meno talentuosa di Gabourey Sidibe è colei che interpreta la perfida madre di Precious, e cioè Mo'Nique, che non a caso si è aggiudicata l'Oscar come Miglior Attrice Non Protagonista. "Avevo una cintura..." - ha scherzato Lee Daniels - "me la toglievo e dicevo a Mo'Nique: recita! No, in verità siamo molto amici e soprattutto ci fidiamo l'uno dell'altra. Credo che, sia al cinema che sul palcoscenico, i miracoli avvengano solo quando c'è una grande fiducia reciproca fra il regista e gli attori. Mi è successo con tutti gli interpreti di questo film, anche se con Mo'Nique ho un rapporto privilegiato. Un giorno, mentre recitava una scena in cui teneva in braccio la nipote, le ho detto: Ok, adesso butta per terra la bambina. Lei mi ha guardato e mi ha risposto: Cosa? E io: butta la bambina. Poi ho dato lo stop e le ho detto che desideravo vedere fin dove si sarebbe spinta. Sapevo che si fidava talmente tanto di me che avrebbe scaraventato senza problemi per terra quella bimba. Questa è Mo'Nique.".

Le sequenze di cui è protagonista il personaggio di Monique sono piuttosto dure, tanto da trasformare il film, almeno a tratti, in un horror. A mitigarne l'effetto scioccante sono alcuni colorati sogni ad occhi aperti della sventurata Precious, che si immagina ora stella del gospel, ora icona pop. "Nel romanzo mancavano questi inserti" - ha precisato il regista - "e non stupisce che il libro sia stato vietato ai minori di 18 anni. Nel libro la mamma di Precious dice alla figlia: fai sesso con me, dopodiché segue la descrizione della scena di sesso fra le due. Non potevo fare altrettanto nel film, non volevo un film vietato ai minori di 18 anni. Era fondamentale avere per il personaggio di Precious dei momenti di evasione, e poi non ci sembrava giusto lasciare il pubblico in uno stato di tensione e angoscia perenne...”

Se Precious è un film così toccante e verosimile è perchè Lee Daniels per primo è stato vittima di violenza e ha avuto un'infanzia e un'adolescenza disgraziate. “Posso dire con certezza che il mio lavoro mi ha letteralmente salvato la vita. Tutte le persone con cui sono cresciuto ... o spacciano droga, o si trovano in prigione, o sono morte o lavorano da McDonald's. La creatività, il disegno e il lavoro in teatro sono stati per me uno sfogo, una via di fuga, e mi sento davvero felice quando penso che oggi ho perfino un ritorno economico per questo”.

Affascinato dalla complessità dell'animo femminile, che secondo lui è decisamente più interessante e stimolante di quello maschile, Lee Daniels si è detto ammirato dal fatto che in Italia ci sia una giornata dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne. In America non esiste, anche se la situazione genereale sembra migliorata. “Nel mio paese i servizi sociali sono più attenti alle donne e soprattutto ai bambini. I casi non diminuiscono, ma c'è più controllo. Non so se anche da voi, quando uno è in pericolo, chiama la polizia al telefono. I miei figli lo fanno. Ogni volta che alzo la voce, mi guardano minacciosi e afferrano il telefono. I poliziotti adesso rispondono subito e arrivano per davvero. Quando ero bambino io, invece, non succedeva, e le donne venivano violentate e uccise, e anche i bambini”.


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