Insospettabili sospetti: ce ne parla in esclusiva il regista Zach Braff

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Insospettabili sospetti: ce ne parla in esclusiva il regista Zach Braff

Se in TV è stato unanimemente amato dal pubblico come attore grazie a una sitcom innovativa come è stata Scrubs, al cinema Zach Braff ha spesso preferito sedere dietro la macchina da presa piuttosto che recitarvi davanti.
Il suo esordio come regista La mia vita a Garden State è stato amato da critica e pubblico, il secondo film Wish I Was Here - realizzato grazie al contributo fondamentale del crowfunding - è invece passato più inosservato. Alla terza prova Braff ha decisamente alzato il tiro con il remake di Vivere alla grande, cult movie diretto da Martin Brest nel 1979. E lo ha fatto soprattutto per quanto riguarda l'incredibile cast di attori con cui ha lavorato: Michael Caine, Morgan Freeman, Alan Arkin e Ann-Margret. Abbiamo incontrato Zach a New York, dove ci ha presentato il suo nuovo film Insospettabili sospetti, nei cinema italiani dal 4 maggio.

Partiamo proprio dal gruppo di attori che ha diretto. Come li ha scelti?
Quando sono salito a bordo la Warner Bros. aveva già inserito nel cast Michael Caine e Morgan Freeman. Sono molto affiatati, hanno fatto numerosi film insieme e cercavano altre opportunità per continuare a divertirsi. Io poi ho proposto Alan Arkin, volevo un'altra leggenda vivente a completare il trio. A questo punto ci serviva un'icona per la parte femminile, la prima scelta era Ann-Margret che ha accettato immediatamente. Mio padre è un suo grande fan, è stato felicissimo quando gli ho raccontato che avrei girato un film con lei, ho dovuto per forza inserirlo come comparsa nella scena del matrimonio così che potesse conoscerla. A 82 anni è molto più entusiasta di me.

Ha sentito la pressione di impartire ordini a tali miti del cinema contemporaneo?
Eccome! All'inizio ero molto nervoso, per fortuna ho avuto un po' di tempo per incontrarli prima di iniziare a girare. Niente prove, ci siamo soltanto incontrati un paio di volte per parlare di qualche scena. Conoscerci meglio mi ha tolto molta della tensione, ero spaventato dall'idea che un cast del genere non si sentisse a proprio agio a essere diretto da uno come me. Ma tutti sono stati d'aiuto e soprattutto gentilissimi. Era fondamentale per il film che loro accettassero la mia leadership e allo stesso tempo che io non fossi troppo intimidito da fornirla loro. Penso che alla fine tutto abbia funzionato al meglio.

Insospettabili sospetti è diverso dall'originale Vivere alla grande?
Si è differente. Quando hanno scelto Ted Melfi (il regista de Il diritto di contare, ndr.) per riscrivere la storia gli hanno chiesto di renderla meno triste e dark del film di Martin Brest. In quello c'è chi muore, chi finisce in prigione, c'è una almeno scena addirittura disperata. Quel film è un capolavoro, non fraintendetemi, ma appartiene alla fine degli anni 70 e a quel modo di fare cinema. Nel 2017 noi volevamo fare qualcosa di più speranzoso, anche se abbiamo inserito un certo tipo di critica sociale su come gli anziani vengono trattati negli Stati Uniti, ad esempio per quanto riguarda la previdenza sociale.

Ha lasciato che gli attori improvvisassero durante le riprese?
Gliel'ho chiesto come favore personale! Soprattutto Alan Arkin ama farlo, mentre Michael e Morgan avendo lavorato molto insieme spesso provavano tra loro e venivano fuori con nuove idee o semplicemente battute. Tutti inserivano spesso materiale fresco soprattutto nei primi ciak di una scena, io poi chiedevo loro di continuare a tenere ciò che pensavo buono. Anche se la sceneggiatura era già briosa quando lavori con talenti come questi vuoi che producano il loro repertorio per migliorare il tutto. E' stato incredibile collaboare con persone che hanno un bagaglio di esperienza e ricordi così importante. Sentire Ann-Margret raccontare di quando recitava con Elvis Presley o Michael Caine parlare del suo vecchio amico Richard Burton è stato emozionante. Come appassionato di cinema sono stato felice di poter condividere questi momenti e ascoltare i loro discorsi.

Cosa l'ha sorpresa maggiormente di questi "grandi vecchi" del cinema contemporaneo?
Più che sorpreso mi ha emozionato l'attaccamento al lavoro e la passione che hanno ancora oggi. Quando vedi Michael Caine che si mette in un angolo a provare le sue battute al meglio e poi ti chiede un altro ciak perché ha delle nuove idee, ecco che capisci la grandezza di questi artisti. Soprattutto perché sono anche grandi professionisti.

Sarebbe interessante sapere come ha scelto la colonna sonora del film, piuttosto bizzarra
Volevo mescolare nuovo e classico, proporre rap dal suono contemporaneo ma anche musicisti storici come Otis Redding o Stevie Wonder. Con il responsabile della colonna sonora Rob Simonsen abbiamo lavorato per settimane per trovare il giusto mix. Sul set spesso facevo mettere un po' di musica tra le varie riprese per trovare il tono giusto, soprattutto Motown. Penso mi abbia aiutato molto a vedere quali canzoni funzionavano per il montaggio finale. Ad esempio Stevie Wonder l'avevo già provato sul set e me ne sono innamorato, e alla fine la Warner Bros ha detto: "Ok, va bene..."

Ultima domanda: vista l'ondata di revival di serie TV di culto, c'è possibilità di riavere anche Scrubs?
Ne stiamo parlando seriamente, mi piacerebbe molto tornare nel ruolo di J.D.



Adriano Ercolani
  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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