Interviste Cinema

Incontro con Richard Gere, finanziere senza scrupoli in La frode

Richard Gere è stato a Roma per presentare il suo nuovo film.

Incontro con Richard Gere, finanziere senza scrupoli in La frode

In un mondo del cinema sempre alla ricerca di nuove star, che però spesso durano lo spazio di pochi film, la presenza di un attore come Richard Gere è una certezza. Passano i decenni, ma il suo fascino e la sua popolarità sembrano rimanere intatti, a maggior ragione con la riscoperta degli anni 80. Un attore che da molti anni sembra più interessato al suo impegno umanitario a favore della causa tibetana e alla sua amicizia con il suo leader spirituale Dalai Lama che al cinema. Lo conferma lui stesso nel corso di un incontro con i giornalisti italiani durante il tour promozionale per il lancio de La frode, diretto dall’esordiente Nicholas Jarecki, che lo ha portato anche a Roma all’Hotel de Russie:

“Il focus della mia vita è guardare alla natura della mente. È un lavoro a tempo pieno cercare di capire chi siamo, come funziona la realtà e come la gente ci si relaziona o come depurare la mente da elementi negativi. È un monitoraggio che va avanti costantemente. Questo si manifesta nel cinema e in ogni rapporto che ho. Anche per questo non credo che farò il regista, perché voglio avere tempo per dedicarmi ad altro. Poi in realtà sto sviluppando dei progetti che mi sono molto cari e potrei anche dirigerli… non lo so. Non ho un grosso impulso a passare alla regia, sennò l’avrei già fatto. Detto questo mi preoccupa molto il Tibet: una situazione terribile e ormai vecchissima, capire come affrontare la questione occupa molto del mio tempo ora”. Ma anche la famiglia ha un ruolo molto importante nella sua vita in questo momento: “mio figlio ha 13 anni, mi rimangono pochi anni e voglio dedicare del tempo di qualità a lui prima che si allontani e mi respinga cercando la sua strada."

La frode racconta la storia di un finanziere di grande successo che nasconde una crisi che lo spinge a fare di tutto per vendere il suo impero ed evitare guai con la giustizia, ma una notte mentre è in macchina con la sua amante succederà qualcosa che metterà a dura prova il suo sangue freddo e la sua capacità di uscirne fuori sempre pulito. “Una cosa che fa il film è mischiare differenti generi: thriller, noir, family drama. Lo fa molto bene in una storia in cui c’è sempre un orologio ideale che corre: tutto deve succedere ora, devo risolvere subito il problema. C’è un senso di pressione e urgenza, tutti elementi che nella sceneggiatura si amalgano senza sforzo. Nel film mi muovo costantemente, come uno squalo che non può fermarsi altrimenti morirebbe. C’è anche il commento sociale di chi vede il mondo da punti di vista molto diversi: i neri, un poliziotto arrabbiato, i giudici, una donna ricca, che si comporta diversamente da un uomo ricco. Poi c’è la città di New York che solo tangenzialmente è America e come Paese a se stante rappresenta bene il mondo in tutte queste angolature sociali”.

Quello del protagonista de La frode è un personaggio che in qualche modo può farci identificare e che è valso a Gere una nomination ai Golden Globe: “non è uno psicopatico, ma compie degli errori, seppur amplificati, che facciamo tutti. Leggendo la sceneggiatura mi ha fatto venire in mente Madoff o un episodio accaduto a Ted Kennedy, scappato mentre la donna con cui era in macchina moriva e costituitosi solo due giorni dopo con una spiegazione inplausibile. È interessante come anche una brava persona possa prendere decisioni davvero brutte. Anche io, come tutti, sono sceso a compromessi, ho detto bugie. Se interpreti un personaggio come questo con onestà non puoi non finire per guardarti allo specchio. Che sia il mondo della finanza, del cinema, dell’industria, del governo, ad un certo livello di potere c’è una sorta di boy’s club esclusivo che ti protegge. Una volta che sei arrivato in quell’empireo non ne esci, c’è lealtà in quel circolo, tutti si proteggono uno con l’altro. Se raggiungi quel livello sei un semidio, un intoccabile, lo vediamo anche qui in Italia”.

Dietro il successo di un uomo come lui c’è una famiglia presente, difficile da imbrogliare e capeggiata da una Susan Sarandon in gran forma e amica da tanti anni di Gere: “interpreta mia moglie per la seconda volta. Ci conosciamo da qualcosa come quarant'anni, per un periodo siamo stati divisi solo da una parete; il mio appartamento da una parte, il suo dall’altra, ma non vi dico cosa è successo lì dentro, non sono affari vostri. Per noi attori è difficile simulare una grande confidenza, un'intimità fatta di tanti anni di convivenza, ma per noi è stato facile, ci conosciamo bene, ma litighiamo sempre su ogni cosa, esattamente come una coppia sposata!”

La frode è un film amaro, un ritratto del mondo dell’alta borghesia finanziaria senza assoluzioni facili: “abbiamo discusso molto col regista su come interpretare il film, specie la fine. Non eravamo d’accordo sempre, ma in fondo conta quello che pensa il pubblico. Ci poniamo delle domande, raccontiamo molte zone grigie, responsabilità, motivazioni. Ognuno può avere la sua risposta, non c’è un messaggio, anzi l’unico messaggio è uno specchio. In una scena, quando alla fine spiego a mia figlia cosa non va nei nostri bilanci, le rinfaccio di non essere mia partner, ma di lavorare per me. Lì poi mi sono lasciato andare all’improvvisazione e le ho urlato ‘tutti lavorate per me’. Il che è proprio quello che secondo me è il problema del mondo di oggi. Non basta avere soldi e potere, vogliamo essere al centro dell’universo, che tutti gli altri siano al nostro servizio”.

Stimolato se allora anche lui appartiene a questa élite non si è tirato indietro: “In qualche modo faccio parte anche io del club perché sono qui e continuo a lavorare e non vado via, ma le cose sono cambiate radicalmente nel cinema, qui come a Hollywood. Questo film è stato fatto in maniera indipendente, con pochi soldi e in soli 31 giorni. È un film molto ben fatto, sembra mainstream, parla di storie e personaggi non violando nessuna regola, non è radicale, ma nonostante questo è considerato un film non facile da fare oggi giorno”.

La frode uscirà nelle sale italiane il 14 marzo distribuito da M2 Pictures.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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