Interviste Cinema

Incontro con Pippo Mezzapesa e Aylin Prandi

Il paese delle spose infelici, un'opera prima italiana in concorso. È questa una delle notizie di questo Festival di Roma

Incontro con Pippo Mezzapesa e Aylin Prandi

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Incontro con Pippo Mezzapesa e Aylin Prandi per Il paese delle spose infelici


Un'opera prima italiana in concorso. È questa una delle notizie di questo Festival di Roma. Pippo Mezzapesa si è fatto conoscere per alcuni cortometraggi molto premiati (come il curioso Come a Cassano) e un documentario molto particolare come Pinuccio Lovero - sogno di una morte di mezza estate. Per l'esordio al lungometraggio di finzione ha scelto di adattare il romando Il paese delle spose infelici di Mario Desiati. Lo abbiamo incontrato la mattina presto in una sala dell'Auditorium, Pippo Mezzapesa. Ci ha confessato di avere sicuramente molta carica e un po' di tensione. Il suo film è il viaggio di un ragazzo che cresce: "Sono tappe di iniziazione, in un percorso, in un passaggio che è quello dell'adolescenza del protagonista, un'adolescenza tormentata, un' adolescenza che è il più crudo dei tormenti. - ci ha detto il regista - Quello che mi ha interessato molto del romanzo di Desiati era proprio il momento di passaggio che vivono i personaggi, i due protagonisti maschili, i due ragazzi, che vivono la loro adolescenza mentre Annalisa che invece si trova a vivere una seconda fase adolescenziale scaturita da una perdita che non riesce a colmare e che la getta in questo bisogno di scegliere se rimanere in vita, se vivere e lasciarsi attraversare dalla vita o se lasciare tutto; sulla sua strada un altro incontro di questi due ragazzini che al contrario della società che la circonda sono gli unici a incuriosirsi, a cercare di carpire il suo segreto, a diventare i suoi custodi."

Il motore del film è il rapporto particolare fra i suoi protagonisti, una storia di ragazzi, un dialogo fra persone che hanno sofferto e persone che non l'hanno mai fatto. Ce lo conferma anche Pippo Mezzapesa che sottolinea come ci sia un incontro tra due sofferenze, tra chi cerca di diventare uomo attraverso lo sforzo di sfuggire a un destino che sembra ineluttabile, di emergere dalla melma e tra chi invece dalla vita si è visto togliere tutto. "E' un incontro tra chi vuole superare questa fase di passaggio, vuole solcare la linea d'ombra e Veleno riesce a farlo salvando forse quest'anima combattuta e violata di Annalisa: Zazà lo fa riappropiandosi di quella bellezza che gli è stata negata per tutta la vita e Annalisa riesce a farlo toccando il punto più basso del suo percorso, morendo spiritualmente e riuscendo a riemergere, a camminare su quella soglia della strada che è stata spesso l'orlo del precipizio e su cui ora si mantiene in equilibrio.”

La protagonista femminile, Aylin Prandi viene definita nel romanzo da Mario Desiati come una madonna randagia: "è questo che lei rappresenta per i ragazzi - continua il regista - è un'icona, è qualcosa di apparentemente irraggiungibile, qualcosa che non riescono a spiegarsi, è animata da un tormento, da un dolore che li affascina, che li mette in moto per una ricerca. Loro dedicano la loro vita e questa ultima fase dell'adolescenza a capire il segreto di questa madonna, e anche nel film Annalisa è come se fosse vista dallo sguardo dei ragazzi, è come se io mi fossi posto all'altezza dei ragazzi e l'avessi guardata lì su, in equilibrio sul tetto della chiesa da cui si butta piombano nella realtà di tutti".

Dopo i recenti ruoli in Gianni e le donne e Qualche nuvola l'italo francese Aylin Prandi interpreta qui il tormentato personaggio di Annalisa. Sempre sbarazzina, sorridente e vivace ci ha detto la sua sul film, che ancora non ha avuto occasione di vedere: "Nel film non parlo molto. Credo che sia una madonna più nello sguardo degli altri, non credo che Annalisa si senta tale. Io nel film poi non ho fatto niente, sono solo stata uno strumento. Pippo è stato il direttore d'orchestra. Si, loro sono diversi da lei, sono molto reali, vivono la vita che c'è in quel posto. Lei è più un personaggio onirico e la conoscenza di questi due ragazzi con la loro spontaneità e la loro voglia di vita la riportano alla realtà. A me piace muovermi, adoro conoscere altri posti, la mia vita è dentro una valigia, mi piace la sfida di vivere il posto dove mi trovo e provare ad appartenerci. La Puglia è una regione molto diversa, sorprendente".



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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