Interviste Cinema

Incontro con Meryl Streep alla Festa del Cinema di Roma: attrice indomabile che sogna di lavorare con Scorsese

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La protagonista di Florence si racconta alla Festa del Cinema di Roma.

Incontro con Meryl Streep alla Festa del Cinema di Roma: attrice indomabile che sogna di lavorare con Scorsese

E’ la signora del cinema americano, una persona umile e con i piedi per terra, una madre di famiglia e una delle attrici preferite dall’Academy, che negli anni le ha destinato premi e una pioggia di nomination. Protagonista di un Incontro ravvicinato, Meryl Streep è la star indiscussa dell’ottava giornata della Festa del Cinema di Roma, dove presenta il film di Stephen Frears Florence e viene accolta dal pubblico della Sala Sinopoli con una standing ovation.

II cacciatore e la scena dentro la roulotte - E’ magnifico vedere questa scena dopo 150 anni… e che bello che era Robert De Niro! Giravamo in questa roulotte in West Virginia, c’erano 34 gradi e io indossavo un maglione di lana e De Niro un’uniforme di lana. Lui però non sudava, mentre io ero zuppa. Quanto a Michael Cimino, era nudo, stava seduto vicino al direttore della fotografia e indossava solo un paio di boxer striminziti. Tutta la troupe era seminuda per il caldo.

Un’attrice a cui non insegnare nulla - Sono “informabile”, mio fratello è qui con me questa sera e ve lo può dire lui: nessuno mi può insegnare nulla. Amo i registi, ho lavorato con i più grandi al mondo, molti di loro non ci sono più, quindi l’ultima parola spetta a me. Da ciascuno ho imparato qualcosa.

Kramer contro Kramer e la scena in tribunale - Dustin Hoffman non voleva riscrivere il film o la scena in tribunale, in realtà non sapevamo cosa Joanna avrebbe detto, perché nel libro non era chiaro. Non si capiva perché lei fosse scappata. Dustin ha detto: "So cosa avrebbe fatto e detto". Così abbiamo deciso che ognuno di noi avrebbe scritto la sua versione della scena. Lo abbiamo fatto, le abbiamo lette, abbiamo votato e… indovinate un po’ chi ha vinto? Sto trattando forse con leggerezza qualcosa di serio. Il cacciatore e Kramer contro Kramer sono film realizzati in un momento particolare, l’inizio degli anni ‘70, un periodo in cui le persone cominciavano a divorziare, prima era un anatema. Sono state opere fondamentali. Tornando a Cimino, ricordo che quando ho fatto il provino per Il cacciatore, la pagina era vuota e lui mi ha detto: "Ma tu cosa diresti? Quali dovrebbero essere battute di Linda?". A quel punto ho cominciato a pensare che il lavoro di un regista fosse lasciare libero l’attore, poi sono stata diretta da Harold Pinter e mi sono resa conto di essermi sbagliata.

Cinema e teatro - Mi piace sentire il respiro delle persone, quando lo trattengono, quando ridono, se una pièce è divertente. La cosa bella del cinema, la sua specialissima energia, consiste nel fatto che anche il più piccolo dettaglio può trovare eco e risonanza. Il cinema è fatto di tanti strati e livelli. Anche a teatro si può creare una simile profondità, ma solo se prima hai stabilito un’empatia incredibile con il pubblico.

Il regista con cui vorrebbe lavorare - Nessun dubbio: Martin Scorsese

Margaret Thatcher e le donne leader - Il personaggio di Margaret Thatcher naturalmente è molto diverso da me, eppure tutte noi donne abbiamo avvertito prima o poi uno sdegno nei nostri confronti quando ci siamo trovate in una posizione che la gente  - specialmente gli uomini - pensava non dovessimo occupare. Di recente ho visto un video sul primo ministro australiano che si rivolgeva al leader donna dell’opposizione. Quest’uomo sembrava avere certezze incrollabili e aveva una claque tutta per lui, e il modo in cui si rivolgeva a questa donna rivelava una certa misoginia, che lei però è riuscita a "smantellare". Alla Clinton dicono che deve parlare a con voce più bassa ed essere più attraente, e lo fanno perché l’attenzione generale è rivolta al modo in cui si dice una cosa e non a ciò che viene detto. La Thatcher è entrata in un mondo che non era accogliente nei confronti di una donna leader.

Silvana, Anna e Alba - Silvana Mangano e Anna Magnani le ho conosciute sullo schermo in un momento particolare del cinema americano in cui non c’erano molti ruoli interessanti per le donne. Vedevamo i loro film all’università o nei piccoli cinema. Queste due donne mi colpirono (insieme a Simone Signoret) perché, per me che conducevo una vita provinciale, erano creature esotiche. C’era in loro qualcosa di primordiale. La Mangano l’ho vista per la prima volta in Morte a Venezia, la Magnani in Pelle di serpente, al fianco di Marlon Brando. Mentre le guardavo, ero inchiodata alla poltrona. Alba Rohrwacher, di cui ho parlato oggi, è un po’ come loro: è pura.

Il canto - A 12 anni ho cantato in un musical scolastico il brano "Santo Natal". Qualcuno rimase colpito e disse ai miei genitori: "Dovreste farle prendere lezioni di canto". Così mia madre cominciò a portarmi da un’insegnante che abitava a New York. Tutti i sabati andavamo dal New Jersey a New York. Dopo 2 anni ho smesso perché volevo fare la cheerleader.

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