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Interviste Cinema

Imago Mortis - parlano il regista Bessoni e le attrici Geraldine e Oona Chaplin

Imago Mortis è un horror italiano che strizza l’occhio al fantastico, somigliando in questo a tanti film spagnoli contemporanei. È stato proprio il desiderio di ripercorrere un genere da noi ormai abbandonato a spingere Stefano Bessoni a dirigerlo. Lo abbiamo incontrato insieme alle due protagoniste femminili Geraldine e Oona Chaplin, ...

Imago Mortis - parlano il regista Bessoni e le attrici Geraldine e Oona Chaplin

Imago Mortis - parlano il regista Bessoni e le attrici Geraldine e Oona Chaplin

Prima di scegliere il mestiere di regista Stefano Bessoni pensava di diventare zoologo, convinto che il suo totale e incondizionato amore per la scienza avrebbe trovato piena espressione nello studio del comportamento animale. Poi, però, è arrivato il cinema .. e le cose hanno preso un’altra piega. Folgorato dall’Espressionismo tedesco, dalle pellicole della Hammer, dai film del primo Dario Argento e di Mario e Lamberto Bava, Bessoni ha spostato la sua indagine sull’uomo, osservandolo da dietro una macchina da presa e restituendoci il suo vissuto per immagini. Dal 1998 al 2001 ha collaborato con Pupi Avati e oggi esordisce nella regia con Imago Mortis, una coproduzione italiano-spagnola-irlandese.

“Alla base di questo film” – ci ha detto – “c’è la mia volontà di rilanciare il fantastico, un genere che in Italia non esiste più. Mi sono ispirato alla recente produzione spagnola, a cominciare dall’opera di Alejandro Amenabar e Guillermo del Toro”. Sono tutte influenze e suggestioni perfettamente riconoscibili, non c’è dubbio, e di spagnolo Imago Mortis ha anche lo sceneggiatore, Luis Alejandro Berdejo, lo stesso di Rec. “È stato un validissimo collaboratore. La scrittura del copione ci ha richiesto ben due anni e abbiamo contato più di trenta versioni della sceneggiatura”. Ambientato nella scuola di cinema Murnau, che prende il nome dal maestro espressionista, Imago Mortis segue le peripezie di uno studente di cinema che “vede la gente morta” e che ritrova una specie di elmetto strappa-occhi presumibilmente inventato da uno scienziato del Seicento. Supportato da una specie di rudimentale macchina fotografica (detta tanatografo), permetteva di immortalare e riprodurre l’ultima immagine fissata sulla retina di un uomo (a cui prontamente venivano asportati i bulbi oculari).”Ovviamente il congegno è frutto di fantasia” – ci ha spiegato Bessoni – “ma è vero che nel Seicento c’era un gesuita di nome Athanasuis Kircher che elaborò una teoria sulla persistenza delle immagini sulla retina. Tutto il resto è stato inventato”. Di vero, però, c’è l’amore spassionato di Stefano Bessoni per la settima arte, fucina di meraviglie per cui sarebbe disposto ad ogni cosa. “Esistono persone che, pur di catturare un’immagine, arriverebbero a uccidere. Pensiamo agli snuff-movie. In parte mi identifico con il professore cattivo di Imago Mortis che per fare il suo film diventerebbe un assassino”.

Se Bruno, il protagonista del film, è interpretato dallo spagnolo Alberto Amarilla, Imago Mortis può contare anche sul talento di una madre e una figlia d’eccezione: Geraldine e Oona Chaplin, rispettivamente figlia e nipote del grande Charlot. Si sono ritrovate sullo stesso set casualmente (ci hanno confessato), la prima fortemente voluta dal regista, la seconda selezionata da una direttrice di casting inglese. “Mi è bastato vedere Oona in una scena” – ha detto mamma Geraldine – per capire quanto sia brava e sicura. È una ragazza decisa e orgogliosa, a cui ho consigliato, nel momento in cui ha cominciato a fare l’attrice, di imparare ad accettare il rifiuto. Ogni attore verrà rifiutato molte volte, farà provini e non otterrà la parte. È necessario quindi che accetti il rifiuto senza suicidarsi e senza perdere ,però, quella sensibilità che deve essere il suo primo strumento di lavoro”.Nella sua lunga carriera, Geraldine Chaplin ha alternato alti e bassi. A spronarla a non arrendersi è stata anche la lezione più importante che le ha impartito suo padre, e cioè che il talento non basta. “Se vuoi fare strada, devi lavorare sodo”. Lei lavora decisamente sodo, perché la sua ossessione è recitare fino all’ultimo giorno di vita. A proposito di Imago Mortis, in cui è la Contessa Orsini, direttrice della scuola di cinema, la Chaplin ci ha infine detto di averne amato molto la sceneggiatura. Ciò che non ama è la fotografia, “che ruba l’anima alle persone e ferma il tempo”.

Oona Chaplin, che ha frequentato prestigiose scuole di recitazione e studia flamenco da diciotto anni, interpreta invece la dolce Arianna, che aiuta il protagonista del film nella sua ricerca di verità. “Era da tanto che non leggevo un copione così interessante e ad ispirarmi non è stata solo la storia, ma anche il luogo in cui abbiamo girato, che è un ex manicomio. Quei corridoi, quelle stanze mi provocavano un fortissimo senso di claustrofobia, spaventandomi tremendamente, ed era l’ideale, visto il genere di film che stavamo facendo”. Della madre, la giovane attrice ci ha detto di aver sempre ammirato la generosità. “Mi ha insegnato a dare, e a capire che se sei disponibile verso gli altri, un giorno potrai anche ricevere”. Quanto alla famiglia ingombrante a cui appartiene, la giudica una benedizione. “Non posso farci nulla se nella mia famiglia scorre il sangue del genio. All’inizio mi bloccava, il senso di fallimento mi spingeva a evitare la carriera di attrice. Poi ho imparato a non pretendere troppo da me stessa e a seguire il mio percorso”. Consapevole degli ostacoli che un attore può trovare sul proprio cammino, Oona Chaplin è d’accordo con un vecchio professore di teatro che le diceva sempre: “Se vuoi fare, l’attore non basta volerlo. L’unico modo per riuscirci è avere un disperato bisogno di recitare esserne ossessionati”.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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