Interviste Cinema

Il volto di un'altra: una commedia un po' horror e molto surreale sui nostri tempi

Autori e interpreti presentano Il volto di un'altra di Pappi Corsicato

Il volto di un'altra: una commedia un po' horror e molto surreale sui nostri tempi

Dopo l'anteprima ufficiale in occasione dello scorso festival di Roma, Pappi Corsicato, assieme allo sceneggiatore Gianni Romoli – anche coproduttore del film - e agli attori Laura Chiatti, Alessandro Preziosi, Iaia Forte e Lino Guanciale, presenta Il volto di un'altra alla stampa, in attesa di incontrare il pubblico in sala l'11 aprile, con una distribuzione (Officine Ubu) di un centinaio di copie. Un film raffinato, dalla sceneggiatura semplice, che parla, attraverso i volti, i corpi, gli abiti, le scenografie e le suggestioni dei generi cinematografici, anche dei nostri tempi e dei tempi del cinema.

E' così che Pappi Corsicato cerca di definirlo: "E' una variazione sui temi della chirurgia plastica e dei media, e anche un po' una metafora di quello che succede oggi. Uno dei temi è che oggi va bene tutto, ogni cosa e il suo contrario, perciò volevo raccontare questo senso di totale sbandamento in cui passa tutto, anche il cambiare faccia, anche il motivo per cui all'ultimo momento la si sta cambiando. Io trovo che quello che succede oggi sia tragicomico, quindi questo film alla fine è un po' una summa dei miei scombinati pensieri su questo. Inoltre mi sono divertito a metterci dentro tutto quello che mi piace: l'arte, la musica, l'estetica e il cinema”. Parlando dei suoi attori, Corsicato dice: “al di là della bravura che dovrebbe essere sempre alla base, per me è importante che abbiano un forte senso dell'ironia e dell'autoironia, altrimenti avrebbero difficoltà a fare certe cose. Mi è capitato che alcuni abbiano rifiutato un ruolo. Credo che loro abbiano accettato di fare il film anche perché ne hanno capito l'ironia”.

Bellissima, su un paio di tacchi 12 come la conduttrice cattiva del film, Laura Chiatti commenta il suo lavoro col regista: "Per la prima volta ho trovato un personaggio femminile davvero interessante e completo, in grado di esprimere molti aspetti. Quando ho letto la sceneggiatura la cosa che mi ha incuriosito di più e che la visione del film ha confermato, è che ogni scena racconta un genere diverso. E' un film che mi ha arricchito moltissimo perché Pappi mi ha molto bacchettato. Io sono molto pigra e quindi anche nella recitazione tendo sempre ad amare i personaggi realistici perché mi sforzo di meno e invece lui è riuscito a farmi entrare nei panni di questa donna molto lontana da me perché sicura di sé e molto ambiziosa, che vuole essere sempre perfetta ed è disposta a far di tutto pur di arrivare”.

L'altro superbello del film, il bravissimo Alessandro Preziosi, parla del momento particolare in cui il suo personaggio e quello della moglie, in feroce e sotterranea competizione per le luci della ribalta, sembrano ritrovarsi: “mi piace raccontare la scena del balletto, di questo ballo molto simmetrico e già cult, evocativo di un mondo cinematografico andato, che poi lascia il posto a una grande tenerezza, a un valzer alla massima potenza, un'occasione in cui i due di questa coppia in grande competizione possono ritrovarsi. La scena a letto mi ha ricordato quella tra Tom Cruise e Nicole Kidman in Eyes Wide Shut, e non sto scherzando. Ci sono registi che lavorano con grande determinazione e grande cinismo sui temi che vogliono raccontare, dove gli attori sono solo una funzione rispetto all'immagine del cinema che è più alta in questo tipo di film, poi c'è un momento in cui il regista si avvicina con grande intimità ai personaggi perché deve riuscire a trovare il modo di raccontare il risvolto del loro cinismo: quello è forse l'unico momento del film in cui tutti e tre ci siamo trovati a cercare il modo, sia a livello estetico che a livello umano. per trasmettere quel calore”.

Iaia Forte, vera e propria musa del regista napoletano di cui ha interpretato - da protagonista o in ruoli minori - tutti i film, parla di cosa le piace tanto nel suo cinema: “Al di là dell'amicizia che ci lega io ammiro molto Pappi perché trovo che in un paese conformista come il nostro è una fortuna che lui riesca ancora ad avere uno sguardo così personale e così libero. Continuo ad ammirare questa sua costante anarchia, perché è molto facile invece farsi inglobare e appiattire dal pensiero comune, e dunque al di là del divertimento come attrice, sempre fortissimo, ho per lui un'ammirazione scevra dall'amicizia”.

Infine, Gianni Romoli commenta il lavoro particolare fatto sul copione per questo film: “è stato molto lungo, perché è un film che è stato costruito seguendo due piste, una puramente narrativa a cui abbiamo lavorato io, Monica Rametta e Daniele Orlando, e un'altra (forse quella più interessante) solo di Pappi, che era la costruzione di un film il cui contenuto reale non era tanto la narrazione quanto le forme del raccontare. Quando noi ci vedevamo perciò non discutevamo solo della storia, ma dei film visti, delle musiche che suggerivano a Pappi certe situazioni, delle suggestioni strettamente di forma. Il film è una grande contaminazione di forme e di generi molto alti ma anche molto bassi, perché c'è la commedia sofisticata ma anche il trash, l'horror ecc. e questo richiedeva un equilibrio molto forte perché si rischiava di svaccare troppo da un lato o di diventare troppo ostici o raffinati dall'altro. Proprio perché nel film di Pappi c'era un contenuto legato alla forma, era necessario che il plot fosse estremamente semplice e lineare. Per arrivarci però abbiamo dovuto fornire moltissimi materiali e andare all'eccesso per permettergli di asciugare al massimo, perché lui era l'unico che poteva far combaciare questo doppio racconto”.

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