Interviste Cinema

Il ventaglio segreto. Intervista esclusiva a Francesco Carofiglio

Uscirà l'8 luglio prossimo sui nostri schermi distribuito Il ventaglio segreto. Il film è tratto dal bestseller See Lisa pubblicato in Italia con il titolo Fiore di Neve e il ventaglio segreto. E proprio per parlare del rapporto tra cinema e letteratura abbiamo intervistato il noto scrittore Francesco Carofiglio

Il ventaglio segreto. Intervista esclusiva a Francesco Carofiglio

Il ventaglio segreto: cinema e letteratura. Intervista esclusiva a Francesco Carofiglio


Uscirà l'8 luglio prossimo sui nostri schermi distribuito dalla Eagle Pictures Il ventaglio segreto. Ambientato nella Cina del XIX secolo, quando mogli e figlie avevano i piedi bendati e vivevano in uno stato di isolamento quasi totale, il film racconta di alcune donne di una remota contea dell'Hunan che ricorrevano a un codice segreto per comunicare tra loro: il "nu shu", "la scrittura delle donne". Diretto da Wayne Wang, il film è tratto dal bestseller di See Lisa pubblicato in Italia con il titolo Fiore di Neve e il ventaglio segreto. E proprio per parlare del rapporto tra cinema e letteratura abbiamo intervistato il noto scrittore Francesco Carofiglio. Nel 2008 Carofiglio era stato tra gli sceneggiatori del film Il passato è una terra straniera tratto da uno suo romanzo.

D: Quale aspetto della complessa cultura cinese presente nel film porterebbe nella nostra attualità?

R: Ogni cosa ha un suo posto nel tempo e nel mondo, quindi di primo acchito direi nulla. Però credo che una certa qualità del silenzio, quell'intimità condivisa e misteriosa che è così forte e presente nel rapporto delle protagoniste, è una dimensione che mi interessa e che mi attrae.

D: Una definizione di amore o di amicizia per lei o un'esperienza significativa della sua vita che parli di amore o di amicizia?

R: Le rispondo con una citazione da Shakespeare, peraltro presente nel mio nuovo romanzo: “Quegli amici che hai e la cui amicizia hai messo alla prova, aggrappali alla tua anima con uncini d'acciaio.” Ecco! Mi sembra che queste parole raccontino con semplicità e potenza evocativa la complessità e il conflitto, ingredienti indispensabili in un rapporto di amore e di amicizia.

D: Il film Il ventaglio segreto è tratto dall'omonimo romanzo. Lei ha lavorato nel cinema come sceneggiatore ed è anche un attore ma allo stesso tempo è uno scrittore. Quindi ancora una volta si fa forte il legame tra scrittura e cinema. Cosa porta a fare di un libro un film?

R: Prosaicamente potrei dire che i produttori decidono di portare i romanzi sullo schermo perché ci sono poche sceneggiature originali, valide, in circolazione. O forse perché in un'economia della comunicazione, fare di un libro un film è un'operazione potenzialmente più vantaggiosa.
Diversamente direi che il passaggio dal romanzo al film costituisce indubbiamente una sfida accattivante (a volte vinta, a volte persa) ed un'autentica scommessa per tutti - a patto che si sia disposti, come diceva Visconti, a "tradire" il romanzo per farne un buon film


D: Quanto la scrittura influenza il cinema?

R: Da alcuni decenni a questa parte direi che accade l'opposto.È il linguaggio dell'immagine a influenzare la scrittura. Io credo che i meccanismi dell'ispirazione siano misteriosi. Non esistono camere stagne.

D: Qual è il lato fascinoso della scrittura e quale quello di un film?

R: Beh! Tutto quello che non vedi puoi immaginarlo.In teoria, il lettore ha un rapporto con l'opera più "attivo" rispetto allo spettatore. Sartre diceva che il lettore è coautore del romanzo. Ma il fascino e la potenza dei mezzi di espressione non sono oggetto di paragone o di contesa. Ogni arte si esprime secondo il mezzo che utilizza.

D: Come è stata l'esperienza di sceneggiatore? Cosa le è piaciuto?

R: Scrivere sceneggiature è un percorso formativo. Scrivere una buona sceneggiatura significa fornire uno strumento di lavoro a qualcun altro. E lo strumento, per farci un buon film, deve funzionare. È quindi una scrittura mediata, ma tecnicamente utilissima per organizzare la mente sulle storie. Scrivere delle buone sceneggiature serve anche a maturare nella scrittura dei romanzi.

D: Come scrittore, è già nelle librerie, il suo ultimo libro Radio Pirata. C'è qualcosa che accomuna il suo libro al film Il ventaglio segreto?

R: Quanto detto prima sul rapporto di amicizia è sicuramente un piccolo filo rosso. L'amicizia che attraversa le stagioni, a volte si perde, e a volte si ritrova imprevedibilmente. L'alchimia di un rapporto (che nel film e nel libro sono un nodo centrale) si risolve in narrazioni differenti, ovviamente, ma quel nocciolo di detto e non detto, di aspettative e delusioni, di desideri e speranze, credo possa tendere quel piccolo filo rosso.

D: Il suo libro parla di alcuni ragazzi che fondano una radio pirata un pò controcorrente. Come incoraggia i giovani di oggi a farsi posto nel mondo lavorativo e nel perseguire i propri obiettivi considerando le reali difficoltà della nostra società?

R: Per lavoro mi capita di intercettare persone diverse, tra loro lontanissime. Giovani e vecchi. A volte, e questa è la bellezza dello scrivere, posso condividere emozioni e sentimenti con persone che diversamente non avrei mai incontrato. Ai ragazzi dico sempre di provarci. Di essere testardi e pazienti. Di provare a esercitare la creatività anche nei cuniculi stretti di una vita complicata. È quello che provano a fare i ragazzi di Radiopirata. È quello che provo a fare anche io.

D: Farebbe del suo libro un film?

R: Certo. E non è detto che non accada. Radiopirata potrebbe riservare delle sorprese.

D: In internet ho trovato una curiosa campagna per la promozione del suo libro, pensa che le nuove tecnologie e i nuovi media finalmente possano interagire e supportare l'arte?

R: Penso di sì. Ogni cosa che riguardi il progresso della comunicazione è utile, se usata con intelligenza. Oggi ci nutriamo di tutto, dal punto di vista della comunicazione siamo onnivori. E quello che facciamo - ad esempio scrivendo un romanzo o girando un film - non può prescindere dalla velocità con cui il mondo e la tecnologia si stanno muovendo. Quindi facciamone uso, usiamo la tecnologia, per poi magari provare anche qualche volta a fermarci. Il tempo che serve.

D: La affascina la cultura orientale. Se dovesse scrivere la sceneggiatura di un nuovo libro, ambienterebbe il film in un contesto simile a quello di Il ventaglio segreto?

R: Beh! Il doppio registro su cui è articolata la narrazione del film è sicuramente uno stimolo e una tentazione, insieme. Confondere piani temporali in un unico racconto è un'avventura creativa che può riservare sorprese straordinarie.

D: Un motto che porta con sé.

R: "Non si pugna nella speranza del successo." Lo diceva Cyrano de Bergerac.

D: Quali saranno i suoi appuntamenti e progetti futuri - magari anche parlando proprio del suo libro?

R: Il libro fa e farà la sua strada. Ho ricevuto molte lettere di lettori, recensioni molto belle, sono contento. Ma la sua strada ormai deve farla da solo. Io intanto scrivo un nuovo romanzo e due progetti per il cinema. Chissà, forse proprio un film potrebbe essere il prossimo appuntamento. Comunque, in un modo o nell'altro, ci rivediamo. Prima o poi.



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