Interviste Cinema

Il ritorno al western: i fratelli Coen protagonisti in concorso a Venezia 2018

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Ci parlano del loro antologico The Ballad of Buster Scruggs.

Il ritorno al western: i fratelli Coen protagonisti in concorso a Venezia 2018

Non sono tipi da molte parole, i fratelli Coen, come se i loro film non lo dimostrino abbastanza, Dal loro sereno rifugio newyorkese se ne sono guardati bene dallo smentire che il loro nuovo progetto, The Ballad of Buster Scruggs, non era una serie televisiva, ma “un film antologico”. L’hanno confermato loro stessi, Ethan e Joel, uno più giovane e sorridente, l’altro più taciturno e sarcastico. Parlano alternandosi con abile esperienza, sempre riducendo a una dose molto ragionevole le loro dichiarazioni. Ma li amiamo anche per questo, del resto i loro personaggi sono poco ordinari e dalle poche parole; al massimo possono incominciare a cantare in maniera inattesa, come Tim Blake Nelson in questo ritorno al western.

“Le storie le abbiamo scritte nel corso di un periodo di 25 anni. Scrivevamo questi racconti e non sapevamo bene cosa farci, allora le mettevamo nel cassetto. Anche se erano completamente differenti per atmosfera e argomento rientravano tutte in una vaga idea di western, in qualche modo raccontavano tutte la stessa cosa e ci sembrava interessante metterle insieme. Nessuno fa più dei film antologici, è stato divertente resuscitare questo genere”.

Gli attori sono poco noti, a parte qualche cammeo di James Franco, Liam Neeson, Brendan Gleeson, Zoe Kazan. “Mai stata una serie televisiva”, hanno dichiarato i Coen, “nelle riviste di settore il fatto che fossero varie storie e fosse prodotto da Netflix ha portato all’erronea conclusione, ma l’abbiamo da subito concepito come un film. Il formato è strano, certo, ha una struttura antologica sulla frontiera americana con una lunghezza diversa per ogni storia”. Come per Roma di Cuaron, anche in questo caso ci sarà la possibilità, almeno negli Stati Uniti, di vedere il film anche nelle sale, oltre che su Netflix.

Impreziosito dalle pagine in animazione di un ipotetico libro che illustra le avventure raccontate, “scritto e realizzato quando ci trovavamo in post produzione”, segna il ritorno a un genere molto amato dai registi americani. “Mi ricordo che quando avevano 9 e 11 anni abbiamo approfittato di una festività ebraica, in cui le scuole erano chiuse, per intrufolarci in un cinema che c’era nella città in cui siamo cresciuti, a Minneapolis, per vedere Invito a una sparatoria. Siamo stati beccati, ovviamente, portati nell’ufficio del direttore. Ci chiese perché non eravamo a scuola. ‘Siamo ebrei e oggi è festa’, abbiamo risposto. Alla fine abbiamo visto poco del film e molto dell’ufficio del direttore del cinema. I primi, visti in televisione, sono stati quelli di Sergio Leone che abbiamo sempre amato molto. Ultimamente mi sembra ci sia un ritorno a questo genere, più di molti degli ultimi decenni. Abbiamo girato a Santa Fe e c’erano varie produzioni, televisive e cinematografiche, al lavoro da quelle parti. Sembra che tutti facciano western, oggi”.

The Ballad of Buster Scruggs sarà disponibile su Netflix a partire da metà novembre.

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