Il regista Chris Sanders a Roma ci parla dei Croods

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Il regista Chris Sanders a Roma ci parla dei Croods

Abbiamo conosciuto a Roma Chris Sanders, coregista con Kirk DeMicco di I Croods, cartoon targato DreamWorks Animation in uscita il 21 marzo, storia di una famiglia di cavernicoli costretta a emigrare per l'imminente fine del mondo. Chris ha avuto una lunga militanza disneyana, lavorando agli storyboard di Bianca e Bernie nella Terra dei Canguri, La Bella e la Bestia, Aladdin e Il Re Leone. E' stato promosso a cosceneggiatore e responsabile della storia con Mulan, per poi debuttare alla regia con Lilo & Stitch, insieme a Dean DeBlois. Ora alla DreamWorks, prima di I Croods ha codiretto sempre con DeBlois Dragon Trainer. E' facile farsi contagiare dalla sua allegria.

 

John Cleese, ex-dei Monty Python, è accreditato come coautore del soggetto di I Croods. Suppongo che il film abbia avuto un'origine particolare.

John e il mio co-regista Kirk De Micco avevano già scritto un prima versione del film. Io sono subentrato in un secondo momento e ho mantenuto l'idea portante, cioè che Grug il papà, interpretato da Nicolas Cage, ha una paura esasperata di tutto ciò che è nuovo. Le nuove tecnologie lo terrorizzano. E John è proprio così! John non adora la tecnologia. Pensa che tutte queste tecnologie moderne che ci sono nel mondo stiano compromettendo la società. Il suo contributo è il DNA del film.

 

Ho davvero ammirato I Croods dal punto di vista visivo. Lo stile è iperrealista, potremmo dire. Realistico e cartoon allo stesso tempo. E' stata una scelta precisa?

Giocavamo con forme fantastiche, gli stessi personaggi ne sono un buon esempio. Sono tutti in CGI, hanno braccia e spalle enormi, anche il personaggio di Eep: corpo da nuotatrice e grandi spalle. Eppure la loro forma riesce ad essere aggraziata. Le forme delle piante, degli animali e degli esseri umani sono fantastiche, ma le superfici sono realistiche. Questo perché volevamo che la storia avesse un forte cuore emotivo, così come le conseguenze delle azioni nella storia. Volevamo che le persone avvertissero quel mondo come tangibile, anche se fantasioso.

 

Se dovessi indicare i temi principali di I Croods, cosa sceglieresti?

Ci sono tanti temi diversi. C'è la paura del cambiamento. Abbiamo ambientato la storia in un mondo preistorico perché è quello più soggetto a modifiche. Il terreno stesso cambia sotto i loro piedi. E questa è la storia di un cavernicolo il cui unico scopo è quello di salvaguardare la sua famiglia, di mantenerla viva. Il tema centrale diventa così il cambiamento. Grug cerca di nascondersi al cambiamento, ma il cambiamento trova lui. E' un'esperienza che proviamo tutti. Devi cambiare lavoro, devi cambiare scuola, i figli cresceranno, tu stesso invecchi: è l'aspetto con cui tutti gli spettatori si identificheranno, su un forte livello emotivo. Si parla di come il cambiamento alla fine sia una cosa che tutti siamo costretti ad accettare prima o poi.

 

Affrontare il domani, il sole.

Sì, affrontare il domani. Adoro il tema del seguire il sole. Il personaggio di Ryan Reynolds, Guy, è il nuovo cavernicolo, l'essere umano 2.0. E' come noi, ama la tecnologia, crea il fuoco. Quando arriva nella storia per Grug è assolutamente terrificante. Lo odia, ma quello che Guy porta ai Croods è proprio l'immaginazione. Immagina questo posto meraviglioso in cui tutto sarà migliore. Lo chiama "domani", sta seguendo questo sogno che lo conduce verso il sole, segue il sole sicuro di raggiungere il domani.

 

E' la nascita dell'immaginazione.

Sul serio, sì. E' il tema del "seguire la luce", che abbiamo creato per il film: i personaggi, bambini e adulti, sono tutti attirati dal sole e dalla luce. Potete interpretare "la luce" in tanti modi, nessuna interpretazione sarebbe sbagliata. Secondo me sono tutte giuste.



Non penso che tutti gli attori del film avessero in precedenza doppiato personaggi animati. In quanto regista, come li aiuti ad affrontare l'impresa?

Wow, è uno dei miei compiti principali! Kirk e io abbiamo presentato ai nostri attori questo strano mondo. Cerchiamo sempre la prima volta di passare un po' di tempo con loro, prima di scaraventarli davanti a un microfono. Non affrettiamo i tempi in stile "Piacere di conoscerti. Okay, sei un cavernicolo! Ora! Fai questo!" Mostriamo le grafiche, parliamo del mondo. Registriamo i nostri attori in una decina di sessioni nel corso di almeno un anno, a volte anche di più. Nel corso di quell'anno abbiamo sempre più cose da mostrare. Registriamo prima le voci, poi animiamo e mostriamo loro le scene, e in quel lasso di tempo tutti entriamo meglio nel personaggio. La cosa interessante del lavorare a un film d'animazione è che cresce col passare del tempo. Alla fine della lavorazione hai veramente capito tutto. A quel punto dovremmo rifare il film dall'inizio, perché conosciamo bene i personaggi e tutte le dinamiche!

 

Hai dato la tua voce, o per meglio dire i tuoi suoni, a Stitch e anche a Belt, l'animaletto-cintura di Guy in I Croods. Potresti descrivere il processo che porta membri della troupe a fare delle voci per il film? Non siete attori, dopotutto.

[Ride] Ogni tanto succede. Nel caso di Stitch, non volevamo che parlasse, quindi pensammo che saremmo stati in imbarazzo assumendo un attore chiedendogli però di non parlare. Ci sembrava strano e pensammo di affidarlo a uno di noi. Quando poi cominciò a parlare, mi preoccupai: sapevo di non essere un attore, era meglio andarci cauti! Per Belt è successa la stessa cosa. In origine quel personaggio, credeteci o no, non si sarebbe nemmeno dovuto muovere. Era solo appunto una "cintura", una piccola cosa pelosa. Poi lavorandoci abbiamo pensato che sarebbe stato carino se ogni tanto avesse mosso gli occhi o le mani, allora lo abbiamo fornito di un rigging molto semplice: il rigging è quella cosa che non si vede ma attraverso la quale gli animatori muovono le cose. E' il personaggio del film con il rigging più elementare. Non poteva fare praticamente nulla, ma sono riusciti a far meraviglie con lui. Ovviamente


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