Interviste Cinema

Il regista che faceva miracoli: Francis Ford Coppola presenta Il Padrino a Taormina, ed è subito standing ovation

La sessantottesima edizione del Taormina Film Fest si è aperta con la versione restaurata del Padrino nell'anno del suo cinquantesimo anniversario. Per l'occasione è arrivato Francis Ford Coppola, che ha deliziato il pubblico del Teatro Antico con i suoi racconti e poi ha incontrato la stampa.

Il regista che faceva miracoli: Francis Ford Coppola presenta Il Padrino a Taormina, ed è subito standing ovation

Era il 2001 quando le immagini di Apocalypse now Redux scorrevano sullo schermo del Teatro Antico di Taormina e, mentre il capitano Benjamin L. Willard si avventurava per la giungla cambogiana o il Colonnello Kurtz morendo sussurrava: "L'orrore, l’orrore", l’Etna, sullo sfondo, aveva un cappuccio incandescente di lava rossa. All'epoca Francis Ford Coppola non aveva accompagnato il film in versione integrale al Taormina Film Fest, che quest'anno ha rinnovato l'invito in occasione del cinquantenario de Il Padrino, che torna al cinema in versione restaurata. Proprio Il "nuovo" Padrino, infatti, è stato scelto come film d'apertura della manifestazione cinematografica siciliana e stavolta, nonostante i suoi 83 anni, Coppola ha detto sì. E’ salito a bordo di un aereo privato ed è volato in Sicilia, quella Sicilia da cui Vito Corleone era scappato per trovare fortuna a New York.

Quando Francis Ford Coppola è arrivato sul palco, scendendo da una macchina da golf verde, faceva molto caldo e il Teatro Antico era illuminato di rosso e di blu. Il pubblico, numerosissimo, si è subito alzato in piedi per applaudire come un solo uomo il maestro, mentre la conduttrice della serata Anna Ferzetti aveva gli occhi che le brillavano per la commozione e i tre direttori del festival (Francesco Alò, Alessandra De Luca e Federico Pontiggia) sfoggiavano un sorriso a 32 denti.

Francis Ford Coppola ha raccontato, prima in piedi, e poi seduto su una sedia che lui stesso ha messo al centro del palco, della difficile partenza de Il Padrino, di un cast che nessuno voleva, e delle allora difficili condizioni economiche della famiglia Coppola. A quel tempo il regista era uno sceneggiatore di solida fama e stava scrivendo il copione de Il Grande Gatsby, e fu sua moglie a informarlo che il pubblico aveva adorato il film e che le sale dove lo proiettavano a New York erano diventate cinque.

Agli ospiti del Festival di Taormina, Francis ha parlato del suo amore per la Sicilia e dell'incontro con Nino Rota, un uomo piccolo piccolo a cui aveva chiesto, per il tema d'amore del film, qualcosa di arabeggiante. Coppola ha spiegato che lui il cinema lo ha sempre fatto e lo fa per i giovani e che ancora oggi ha l'entusiasmo di una volta, e non a caso si accinge a cominciare le riprese di un progetto al quale sta dietro da tempo immemore: Megalopolis. Prima di congedarsi e recarsi a una cena di gala sul tetto del ristorante La Baronessa, il regista ha detto: "Fare un film è come andare in guerra. Fare un grande film è un miracolo". E giù applausi.

Francis Ford Coppola conserva ancora l’intelligenza vivace di quando era giovane, così come il senso dell'umorismo e la generosità. Era previsto che facesse poche interviste e un breve intervento al Teatro Antico. Invece il regista si è speso, ed è andato via da La Baronessa alle 2:30 del mattino. Oggi ha incontrato di nuovo la stampa: per narrare ancora de Il Padrino e parlare in maniera più diffusa di Megalopolis.

Francis Ford Coppola rifarebbe Il Padrino oggi?

Quando ho fatto Il Padrino ero infelice, spaventato, la sola cosa che farei, se dovessi girare di nuovo, è dimostrarmi più contento, entusiasta, e godermi i miei figli. All'epoca ero triste e sconsolato, anche perché non sapevo se il film avrebbe avuto successo, e invece ora ne sono perfettamente consapevole.

L'Oscar in famiglia

Se Il Padrino portò a casa Coppola l'Oscar per il miglior film e per la migliore sceneggiatura non originale (a Marlon Brando andò quello per il miglior attore protagonista), Il Padrino - Parte II vinse l'Academy Award per il miglior film, il miglior regista, la migliore sceneggiatura non originale, il miglior attore non protagonista (Robert De Niro) e quello per la migliore colonna sonora, composta da Nino Rota e da Carmine Coppola, il papà di Francis.

Per tutta la vita, fin da quando ero bambino, ho sempre saputo che mio padre era molto frustrato a causa del suo lavoro, e tutti speravamo che riuscisse ad avere finalmente la sua opportunità. Era uno straordinario flautista. Tutti noi in fondo nasciamo con un talento, ma non capita sempre che sia proprio il talento che desideriamo. Il talento di mio padre era essere il flautista migliore del mondo, ma lui voleva essere un compositore e seguire le orme di George Gershwin. Gershwin era un grande pianista, era bravissimo a scrivere canzoni, nessuno scriveva canzoni meglio di lui, ha scritto un'opera, una sinfonia, una rapsodia. George Gershwin era un maestro, un modello da seguire, e credo che mio padre volesse diventare come lui, quindi da bambino ho sempre letto sul viso di mio padre la delusione, l’infelicità, quindi potete bene immaginare cosa abbia significato per me, una volta cresciuto, vederlo vincere un Oscar. E’ stata una cosa che mi ha riempito di felicità, ma poi ho visto mia figlia Sofia vincere un Oscar e poi mio nipote, e quindi, uno dopo l’altro, i componenti della mia famiglia sono passati dall'anonimato al successo. La gente ha cominciato a vederci come una famiglia importante, ma non conoscevamo nessuno, non avevamo nessun aggancio, non avevamo soldi, è successo tutto per caso.

Ricordi siciliani

Ciò che ricordo con più piacere è la gentilezza che mi hanno dimostrato tutte le persone che ho incontrato. Ho ripetuto spesso quanto sia stato difficile per me girare Il Padrino, ma quando sono venuto a Taormina non ero famoso, nessuno mi conosceva. Non ero neppure siciliano, ero mezzo napoletano e mezzo lucano, ma tutti sono stati deliziosi e ho uno splendido e vivido ricordo, è non è stato così solamente a Taormina, ma in molti piccoli paesi nei dintorni. Gli abitanti della Sicilia sono le persone più accoglienti che abbia mai incontrato in Italia. Tutti gli italiani sono interessanti, ma molto diversi fra loro, e i siciliani sono particolarmente gentili e affettuosi.

Megalopolis: il tema del film

Girerò in autunno, ho un cast straordinario, è un film davvero inusuale, completamente diverso da ciò che è stato fatto fino ad oggi. E’ pieno di speranza, è un film che parla di un mondo che sarebbe bellissimo avere e che, a ben pensarci, è possibile avere. Credo che il tema centrale sia la lealtà. Tutti i miei film hanno un tema riassumibile in una parola. Per il Padrino era successione, Apocalypse Now parlava di moralità, La conversazione parlava di privacy, I ragazzi della 56esima strada di famiglia. Credo che Megalopolis parli soprattutto di lealtà, ma lealtà nei confronti della famiglia, perché facciamo tutti parte di una grande famiglia, qualsiasi sia il nostro paese di appartenenza, sia che si venga dall'Asia che dall'Africa. Facciamo parte di un'unica famiglia che è sopravvissuta. E io credo che sia sopravvissuta perché siamo stati tutti generosi con il prossimo, e quindi la lealtà di cui io parlo è una lealtà verso il genere umano e verso le specie che dobbiamo proteggere, e verso la Terra, che è la nostra bellissima casa. Quindi sì, la lealtà è proprio il tema di Megalopolis.

Megalopolis: perché Adam Driver come protagonista maschile?

Adam Driver aveva l'età giusta, la giusta complessità, la capacità di lasciarsi andare alle emozioni ma nello stesso tempo di essere un uomo di intelletto. E’ un giovane bravo attore. Di base Megalopolis è una storia d'amore, e ci interessava non avere un uomo più grande di 30 anni della sua donna, ma piuttosto due coetanei.

Cinema, nutrimento e cibo spazzatura

Si fanno film soltanto per intrattenere le persone. Funziona un po’ come con il cibo. Ci sono tante cose da mangiare, in America, che hanno un'aria deliziosa e ci attraggono, per esempio gli hamburger, noi le chiamiamo cibo spazzatura perché non nutrono. Al cinema funziona nello stesso modo: puoi fare un film che per un paio di ore appassiona e diverte, ma, a meno che tu non dia al pubblico qualcosa di più, e cioè un nutrimento, il film viene presto dimenticato. Per un'opera d’arte il nutrimento è qualcosa capace di illuminare la vita contemporanea. Per noi l'arte è importante perché illumina la vita, permettendoci di comprenderla meglio. E ci aiuta a capire la nostra vita, permettendoci di confrontarci con gli altri. Lo scopo del cinema dovrebbe essere l'illuminazione.

Ed ecco, in onore al Taormina Film Fest 2022 e a Francis Ford Coppola, il trailer della versione restaurata del Padrino, o versione per il cinquantesimo anniversario.

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