Il professor Cenerentolo: sul set con Leonardo Pieraccioni e Laura Chiatti

- Google+
139
Il professor Cenerentolo: sul set con Leonardo Pieraccioni e Laura Chiatti

In un porticciolo di Formia, con il sole allo zenit e la troupe ammassata in un lenzuolo d’ombra, Leonardo Pieraccioni sta girando il suo dodicesimo film: Il professor Cenerentolo.
Sveliamo subito il mistero di questo titolo che potrebbe suggerire una nuova incursione del regista toscano nella commedia sentimentale che scolora nella favola.
Siccome il personaggio che Leonardo ha deciso di interpretare è un detenuto che di fronte alla donna di cui è più o meno innamorato si finge uomo libero, ogni sera, all’approssimarsi della mezzanotte, deve inventarsi una scusa per fuggire e raggiungere in gran fretta il carcere.
Come mai è finito dietro le sbarre? Semplice: sentendosi in debito con la vita e con l’economia, ha sfondato il muro di una banca per tentare un audace colpo "alla I soliti ignoti". L’impresa non è andata a buon fine e così ecco la prigione, per fortuna sull’amena isola di Ventotene.

Dopo aver girato una scena su un gozzetto insieme a Laura Chiatti, Pieraccioni incontra la stampa in una sala dell’Hotel Villa Irlanda di Gaeta, dove gli hanno portato una torta con venti candeline.
Sono già passati due decenni da I laureati (per questo si festeggia), ma l’entusiasmo con cui il regista parla del proprio lavoro è sempre lo stesso: "Vi racconto com’è nata l’idea de Il professor Cenerentolo. Sette, otto mesi fa, sono andato in un carcere a presentare proprio I laureati. Alla proiezione del film è seguito un dibattito, e al dibattito un buffet. L’atmosfera era informale e mi è capitato di parlare con molte persone. Guardando questi assessori, ho cominciato a chiedermi se fossero assessori che potevano o meno uscire, e in che senso 'potevano uscire', così ho pensato a un film su detenuto che s’improvvisa regista, gira un cortometraggio, lo presenta al pubblico e conosce una ragazza".

Già da questa trama rocambolesca e dalla natura non esattamente virtuosa del protagonista, si intuisce che Il professor Cenerentolo ha una sua scorrettezza, una ruvidezza che lo distanza di parecchie lunghezze dalla restante filmografia del regista. "E’ una commedia cattiva" – spiega orgogliosamente il toscanaccio – "senza lieto fine, a tratti aspra e quindi più comica. Aspettatevi un personaggio completamente diverso da quelli a cui vi ho abituato. Arrivato a cinquant’anni, ho capito che la favola non esiste. L’incanto è finito e al suo posto c’è il disincanto, un disincanto buffo e divertente che poi è il disincanto della vita. Questo film ha su di me un effetto catartico, perché finalmente posso interpretare il ruolo del cattivo. Qui sono un disgraziato, mentre Massimo Ceccherini è quello buono. Non voglio dire che d’ora in poi le mie commedie saranno tutte così, ma per me si è aperta una nuova fase. Stavolta nella sceneggiatura che ho scritto con Giovanni Veronesi e Domenico Costanzo abbiamo perfino messo qualche parolaccia. Mi sento anche più sicuro di me, pensate che non mi sono ancora mai riguardato nel combo".

Visto che il sognatore stralunato del primi undici film ha lasciato il posto a un poco di buono, anche la relazione amorosa intorno a cui ruota Il professor Cenerentolo non è né romantica né vecchio stile. "Ne I laureati" – racconta ancora il regista. "Il mio personaggio parla con Maria Grazia Cucinotta di quelle love-story che partono benissimo ma che poi fanno poof e si perdono. È quello che succede ai nostri due protagonisti, che si incontrano, ci provano, non vanno avanti, ma si aiutano. La ragazza di cui si innamora temporaneamente il mio personaggio è interpretata da Laura Chiatti: guardatela, sembra dolce ed eterea, invece è un incrocio fra Massimo Ceccherini, Maradona e quel tipo de Il grande fratello che fu cacciato dopo aver bestemmiato. Insomma, è una manfana".

Seduta accanto a Pieraccioni in maglietta e con i capelli raccolti, l’attrice scoppia in una fragorosa risata e lascia proseguire il regista, che spiega il significato dell’astruso termine di probabile matrice fiorentina: "La parola manfana si riferisce a una persona che non viene esattamente dall’Accademia della Crusca. Nemmeno la Morgana di Laura è una fanciulla inerme, è una sciroccata, una che va subito al punto".
"Leonardo è veramente un figo"– dice la Chiatti in tutta risposta" – e lo è proprio perché non lo sa. E’ da qualche anno che ci inseguiamo. Più che altro ero io che volevo lavorare con lui e non viceversa. Lui pensava che fossi troppo piccola e immatura per recitare in un suo film. Per me Leonardo è il regista perfetto: non è presuntuoso, non attacca 'pipponi' sul personaggio, ti dirige ma non forza la tua natura ed è sempre di buon umore".

Prodotto da Marco Belardi per Lotus Production con Rai Cinema e Levante, e distribuito da 01 Distribution, Il professor Cenerentolo arriverà nelle sale italiane il 10 dicembre. Cominciamo a prepararci guardando questa intervista accompagnata dalle immagini del backstage.

 



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
Lascia un Commento
Schede di riferimento
Lascia un Commento