Il pretore: Giulio Base e i suoi attori presentano il film

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Il pretore: Giulio Base e i suoi attori presentano il film

Non era facile riportare sullo schermo uno dei massimi cantori italiani della provincia, Piero Chiara. Dai suoi libri sono stati tratti film come La stanza del vescovo e l'autore sceneggiò pellicole di successo come Venga a prendere il caffé da noi. E proprio Chiara ha tentato inutilmente di portare sullo schermo il suo romanzo breve "Il pretore di Cuvio", che, ambientato negli anni Trenta, racconta la fame bulimica di sesso del pretore di una cittadina lacustre lombarda e il tradimento che si compie proprio tra le mura della sua casa tra la giovane e trascurata moglie e un avvocato ambizioso che ha accolto come un figlio. Una storia grottesca e drammatica, che fustiga la corruzione e l'ipocrisia dell'epoca fascista.

Si deve all'insistenza di anni dell'attrice Sarah Maestri con gli eredi e il curatore Federico Roncoroni se la produzione (Lime Film) è riuscita ad assicurarsene i diritti. La sceneggiatura è stata scritta, sulla base delle molte stesure di Piero Chiara, dai fratelli Dino e Filippo Gentili. A quel punto è stato coinvolto Giulio Base, che dopo tante storie di santi fa la sua rentrée al cinema, dopo 15 anni, con quella di un peccatore (dopo questo il regista ha girato un altro film, Mio papà, con Giorgio Pasotti, Donatella Finocchiaro e Nicolò Calvagna, in cui esplora il legame che si crea tra un padre e un figlio non biologicamente legati).

Base non era certo un neofita dell'opera di Chiara, come racconta: "Mi sono approcciato a questo film con grande amore per lo scrittore, di cui ho letto proprio tutto negli anni Ottanta, quando mio fratello lo ha portato come argomento di esame alla maturità. L'amore che ho in genere per la letteratura e per Chiara in particolare ha fatto sì che approfondissi la mia conoscenza di lui per questo film, leggendo le varie esegesi dei suoi libri. Poi però uno vede le opere tratte da lui e inizia a tremare, perché sono state fatte da gente come Lattuada, Tognazzi, Risi...  Lui aveva la capacità, riconosciutagli ad esempio anche da Paolo Conte, suo grande ammiratore, di raccontare la provincia come pochi, fino a farla diventare la famiglia umana. Noi abbiamo puntato a camminare sul filo in equilibrio tra la commedia e dramma che percorre la sua scrittura e ci siamo interrogati su dei personaggi che sono quantomai attuali".

Francesco Pannofino, che compie un vero e proprio tour de force nei panni di un uomo brutto e volgare che si serve del suo ruolo per procurarsi favori sessuali, così lo descrive: "E' un personaggio con tante bassezze, irrispettoso verso le donne, privo di gentilezza, per lui sono solo oggetto del suo desiderio. Dal punto di vista umano ha imboccato una cattiva strada da cui non riesce a tornare indietro. A me piace mettere in scena le debolezze e le schifezze umane, mi piace farlo sia a teatro che al cinema.In questo modo si racconta meglio e il pubblico capisce subito la situazione e cosa vuoi dire. A dire il vero quando cercavo di trattenermi Giulio Base mi aizzava".

Conferma il regista: L'ho fomentato perché è così che è descritto nel libro, sempre fuori dalle righe. E Francesco è un attore generoso, che pur non essendo Brad Pitt ha accettato di rendersi sgradevole, grasso e repellente come nel romanzo. Nel film c'è tanta musica di Verdi, uno dei brani più usato è del Rigoletto, perché sottolinea la sua deformità sessuale e la prevaricazione, l'opera lirica è parte della nostra cultura, è il nostro modo di essere conosciuti nel mondo".

Dichiara tutta la sua emozione una delle artefici del progetto, Sarah Maestri: "Ho sognato tanto questo momento che ancora non mi sembra vero. Avevo da sempre l'idea di riportare il grande cinema nella mia terra, a Luino, da quando non c'era neanche una sala cinematografica e io vedevo in cassetta i grandi film che ci erano ambientati. Volevo che la città diventasse un vero cantiere cinematografico e così è stato, 450 comparse hanno partecipato al progetto, tutti hanno voluto diventare membri attivi delle pagine di un romanzo. Siamo riusciti a girare il film nell'anno del centenario di Chiara, abbiamo celebrato l'autore e fatto ristampare il romanzo da Mondadori, per me è già tantissimo".

Quanto è ancora moderno il romanzo? Risponde Base: "se uno spoglia la trama è la più antica del mondo, lui lei e l'altro, una storia che ci soppravviverà. E' moderno ahimè per caratteristiche come l'uso del potere a fini privati, il servirsi della propria carica per avere prestazioni sessuali, il non potercela fare senza raccomandazione. La provincia italiana non cambia mai, io ho voluto restituire in maniera filologica questo romanzo ambientato negli anni Trenta sul lago Maggiore con gli infausti presagi del futuro. Siamo stati molto fedeli al libro tranne che nel finale, che era stato criticato da tutti e che non soddisfaceva lo stesso Chiara, ci siamo fermati al penultimo capitolo senza il ritorno del figlio ormai grande".

Il pretore, di cui gli altri protagonisti Eliana Miglio, Mattia Zàccaro Garau e Carlina Torta hanno esaltano la leggerezza del tono e lo spessore dei personaggi, arriverà in sala in 50 copie, distribuito da Mediaplex, il 3 aprile. Può essere l'occasione per riscoprire un grande autore italiano oggi ingiustamente dimenticato.



Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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