Il Premio: presentata la commedia on the road di Alessandro Gassmann con Gigi Proietti

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Il Premio: presentata la commedia on the road di Alessandro Gassmann con Gigi Proietti

Davanti ad un’affollatissima platea e accompagnato dal cast quasi completo (Gigi Proietti, Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Erika Blanc, Matilda De Angelis e Marco Zitelli in arte Wrongonyou, coautore delle musiche al suo debutto come attore), Alessandro Gassmann ha presentato alla stampa il suo nuovo film da regista, intitolato Il Premio e scritto insieme a Valter Lupo e Massimiliano Bruno. Si tratta di un singolare road movie che racconta il viaggio verso la Svezia che due figli distanti e non all'altezza del talento paterno, intraprendono con un padre geniale, Giovanni Passamonti, insignito del Nobel per la letteratura, e col suo segretario tuttofare, per andare a ritirare il prestigioso riconoscimento. Figlio di un padre famoso e forse, come il Giovanni Passamonte interpretato da Gigi Proietti, a volte un po’ ingombrante, Gassmann desiderava da tempo raccontare questa storia, che ha introdotto così:

Per ma la vita in generale è una commedia, con divertimento, fatta di risate ma anche drammi, emozioni e malinconia. Le commedie mi piacciono perché rappresentano la ricerca della verità, io avevo voglia di fare un viaggio che per vari motivi avevo desiderato di fare nella vita. Quella del film non è la mia famiglia ma ci sono molti umori, molti rapporti che per forza di cose ricordano alcuni dei passaggi della mia gioventù, pur essendo una storia inventata. Per il padre avevo bisogno di un attore che conoscesse l'argomento e che fosse di un vero, grandissimo successo nella vita, come lo è Gigi in tutto quello che ha fatto. Chi meglio di un attore straordinario e di un profondo conoscitore dei rapporti personali come lui?

Gigi Proietti, purtroppo raramente presente al cinema, tra i motivi per cui ha accettato di diventare protagonista del film cita anche l’amicizia che lo legava a Vittorio Gassman: E’ una sceneggiatura che ha avuto varie versioni, quello che leggi spesso non è proprio quello che vai a fare, pian piano è diventata questa cosa, ma non c’è dubbio che mi sia interessata da subito. Io sono stato molto amico di Vittorio e Alessandro l'ho visto da bambino, non da piccolo perché era già altissimo. Era il tempo in cui si cantava insieme, anche Vittorio in privato ci provava, erano i tempi della casa sull’Aventino, dove Vittorio aveva un piccolo teatrino, e invitata delle persone tra cui me che ero molto giovane. Devo molto a lui che una volta in un’intervista mi citò assieme a Carmelo Bene dicendo che eravamo due attori bravi. Ero giovanissimo e avere una specie di viatico da un attore come lui è stato fondamentale. Se non avessi fatto questo film oggi non sarei contento. Non mi era mai capitata una sceneggiatura così e il film ne rispecchia l'equilibrio: mi è piaciuto lo stile, i piani e i forti, la risata e la malinconia, i momenti depressivi e la durezza, fatto tutto con grande equilibrio che è una cosa rarissima.

Proietti non ha voluto riprodurre niente di gassmaniano nel film. L’unico omaggio presente, confessa, è un suo modo particolare di dire “No”, con aria quasi sofferta, che gli ha rubato dal set di un film in cui hanno lavorato insieme, La Tosca di Luigi Magni, in cui Gassman era Scarpia e rispondeva in quel modo a una richiesta del personaggio di Fiorenzo Fiorentini.

Alessandro Gassmann parla dei veri viaggi fatti col padre e del dovere che sente di ricordarlo anche col proprio lavoro: Abbiamo fatto molti viaggi insieme, specie durante le tournée, lui guidava molto male e aveva macchine molto veloci, Maserati, Porsche... per cui io mi offrivo di guidare con la scusa di farlo riposare. Erano viaggi caratterizzati da grandissimi silenzi, lui non parlava tanto nella vita, specie quando lo stato etilico era a zero, ma aveva un modo di dire delle verità per lui giuste alle persone a cui voleva bene, le diceva in maniera netta, queste sono le similitudini maggiori col personaggio del film, erano verità sbattute in faccia in quel modo che poi risolvono la vita, come mi sono accorto tanti anni dopo. Non credo di aver chiuso i conti con mio padre, spero di non farlo mai. Ormai faccio questo lavoro da 33 anni, ho iniziato in maniera traumatica con mio padre, apparendo in scena nudo come un verme con i capelli bianchi quasi albini, in Affabulazione di Pasolini, dove il finale del primo atto era terribile per le abbonate più anziane. Lui diceva “uccidi il bambino che vuole vedere il tuo cazzo” e calava il sipario nel silenzio più assoluto. Alla fine io gli dissi che forse per avere un applauso sarebbe stato meglio dire “sesso”, lui si arrabbiò perché era un testo di Pasolini e non andava cambiato, ma poi mi dette ragione. Spero non aver chiuso il conto con lui, è giusto che personaggi come lui vengano ricordati in continuazione, è un mio dovere e lo faccio molto volentieri.

Anna Foglietta interpreta Lucrezia, la sorella del personaggio di Gassman, una blogger antipatica e autoreferenziale: Voglio un gran bene ad Alessandro perché ci vuole un grande coraggio e una grande consapevolezza nel mettersi a nudo nel proprio privato con questa leggerezza. Poi ho avuto l’onore di avere un padre come Gigi Proietti per un mese e mezzo: so che mio padre non ci resterà male se dico che mi sarebbe piaciuto averlo come padre. Ho duettato con lui in Fior de limone in un autogrill mentre Rocco suonava la chitarra. Ho avuto il piacere di aver fatto un film così strano, pop, colorato, fresco, stravolgente e sorprendente. E quando arriviamo in Danimarca troviamo questi giovani meravigliosi con la loro freschezza e la loro positività. E’ un film moderno, internazionale, esportabile, dove proponiamo un'Italia e una famiglia diverse e l’immagine di uomo così colto ma così connesso con le particolarità dei suoi figli. Lucrezia mi ha fatto molto ridere, anche se spero di essere antipatica solo all’inizio, dietro la sua scorza dura e radical chic alla fine emerge una donna con le sue fragilità e sensibilità.

Marco Zitelli, che nel film è il figlio di Alessandro Gassman, compone e Matilda De Angelis canta (benissimo, visto che come musicista e cantante nasce): Era la prima volta che facevo una colonna sonora, ma visto che la maggior parte delle volte in cui compongo musica guardo film, è stato bello poterlo fare, sapendo anche avrei anche scritto due canzoni cantate da Matilda. La giovane e talentuosa attrice gli fa eco: Sono stata contentissima. Quando sono andata a fare il provino, Alessandro mi ha fatto sentire le canzoni di Marco e io l'avevo scambiato per uno che veniva, chissà, dalle montagne della Nuova Zelanda, e invece poi ho scoperto che veniva dai Castelli Romani e faceva la musica che ascolto e che amo. E' riuscito a mettere in musica delle emozioni e a creare un immaginario all'interno del film e sono felice di aver potuto cantare delle canzoni così belle e di aver fatto un personaggio allegro con il sorriso sulla faccia, una specie di Bjork.

Rocco Papaleo, il segretario Rinaldo, rivendica la propria pigrizia e la facilità del suo ruolo: Io non entro in nessun personaggio, se proprio vuole il personaggio può entrare dentro di me, ma non ho questa attitudine, per una pigrizia congenita. Con Alessandro siamo amici da tanti anni, amici particolari, abbiamo vissuto in contemporanea la prima gravidanza delle nostre compagne e la nascita del nostro primo e unico figlio, poi ho fatto anche un film con lui e Vittorio, che purtroppo ho conosciuto troppo tardi, Alessandro ha fatto due dei miei 3 film, abbiamo lavorato insieme come attori, c’è questo parallelismo. Non mi è sembrato nemmeno di accettare un ruolo, ma era una prolunga di qualcosa di più profondo della relazione artistica. Il fatto poi che Gigi Proietti fosse la persona da venerare mi ha facilitato perché io venero davvero Proietti e non è che dovevo fare niente di speciale, lo veneravo nel camper e lo veneravo in scena, non ho fatto nessunissimo sforzo e ciò nonostante lo veneravo meglio nel camper.

Infine Erika Blank, che ha il breve e bizzarro ruolo di una diva un po’ squinternata, confessa: Ho vissuto in un sogno, un sogno breve, una pennichella, erano solo 4 pose, ma nel film sono un'attrice miliardaria, molto di più della moglie di Berlusconi, e ho vinto anche 2 Oscar. I presenti sono diventati tutti miei parenti, li amo tutti, uno di loro lo sposerei anche, ma purtroppo è già impegnato.

Per vedere al cinema Il Premio, la storia di una famiglia molto particolare, basta aspettare il 6 dicembre, giorno dell'uscita del film distribuito da Vision Distribution.



Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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