Interviste Cinema

Il premio Oscar John Kahrs ci parla di Paperman

Il regista sul suo corto animato vincitore dell'Oscar

Il premio Oscar John Kahrs ci parla di Paperman

L'Oscar del miglior cortometraggio d'animazione assegnato a Paperman è l'occasione perfetta per discutere con il suo regista John Kahrs (già animatore presso Pixar e Disney), della rivoluzione tecnico- artistica che il piccolo film propone. Nonostante l'onorificenza, John guarda al futuro: "L'Oscar è solo la ciliegina sulla torta dell'impegno. Continuare a lavorare conta più del premio in sè."


Da quando la computer grafica si è imposta nella produzione dei cartoon, proprio a seguito del successo pixariano, il tratto a mano libera bidimensionale è andato via via sparendo dalle grandi produzioni. Paperman è prodotto usando un programma chiamato Meander, che consente agli artisti di apporre il loro disegno (la "final line") sull'animazione in CGI.
Questo sistema ha qualcosa in comune con il cel- shading, usato in diversi corti e in molti videogiochi? Kahrs lo esclude: "Qualche idea l'abbiamo pescata dal cel-shading, però quella è pura computer grafica che simula il disegno, mentre il Meander mira a coinvolgere di nuovo l'artista. Il computer non crea le linee, trascina quelle dell'artista sulla CGI. E' nato da una mia idea." A riprova, lo stesso Kahrs, che nasce come animatore CGI, ha potuto fare ben poco di persona con il Meander, proprio perché è un sistema al servizio degli animatori tradizionali, di veri disegnatori.

Ma i grandi animatori degli anni Novanta che hanno partecipato a Paperman, grafici del calibro di Eric Goldberg (che mosse il Genio di Aladdin), come hanno reagito alla strana richiesta di disegnare sopra un modello in computer grafica? "E' un modo diverso di concepire la lavorazione. Ammetto che dipende sempre dalla CGI, ma gli animatori 2D sono comunque gli ultimi a toccare l'immagine. La differenza per loro è che nel 2D a mano libera l'espressività arriva molto presto, mentre qui arriva solo alla fine del processo." Prevedendo le loro perplessità, John ha fatto appello alla memoria del grande animatore disneyano Milt Kahl, che a differenza dei colleghi fu un grande sostenitore del sistema Xerox in La carica dei 101 , proprio perché consentiva con la fotocopiatura di preservare la forza espressiva della sua linea, per lui sovrana.

La crociata di John Kahrs è in definitiva la difesa del disegno a mano libera, contro la Hollywood che ne ha decretato la morte? "Non credo di lottare per salvare l'animazione, cerco solo di coniugare la tecnologia con il talento artistico. Penso di esserci riuscito. Non me la sento di parlare per Hollywood, io tento soltanto di trovare la tecnica migliore per la storia che voglio raccontare." Gli facciamo notare che è una risposta molto disneyana. Ride. "Non l'ho fatto apposta!"
Meglio ancora.

Paperman sarà tra i contenuti extra delle edizioni homevideo di Ralph Spaccatutto, in uscita il 9 aprile.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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