Interviste Cinema

Il permesso: Claudio Amendola racconta il suo prison movie fuori dalle sbarre

1

In concorso al Noir in Festival, il film è stato presentato agli studenti dello IULM di Milano.

Il permesso: Claudio Amendola racconta il suo prison movie fuori dalle sbarre

A tre anni da La mossa del pinguino, Claudio Amendola si lancia ancora una volta nella mirabile impresa di dirigere un film, aiutato da un soggetto di Giancarlo De Cataldo (anche autore della sceneggiatura insieme a Roberto Jannone) e dalla fotografia di Maurizio Calvesi. L’opera seconda del Samurai di Suburra si intitola Il Permesso ed è solo in parte un prison-movie, perché la vicenda - anzi le vicende incrociate dei quattro protagonisti - si svolgono fuori dalle sbarre, in un mondo al quale è necessario ridare temporaneamente ordine confrontandosi con affetti importanti. Interpretato - oltre che da Amendola - da Luca Argentero, Valentina Bellè e Giacomo Ferrara, il film è l’unico titolo italiano del concorso del Noir in Festival ed è stato presentato (oltre che alla stampa) agli studenti dello IULM, l’Università di Lingue e Scienze della Comunicazione di Milano. Dopo la proiezione, il regista ha incontrato i ragazzi, che hanno subito individuato qualche elemento in comune fra Il permesso e Non essere cattivo.

"Mi ha colpito molto l’ultimo film di Caligari" - ha detto il regista. "In effetti ho pensato a lui mentre giravo Il permesso, lo reputo un riferimento. Certo, avete ragione. A me piace partire da cose scritte da altri. Io non sono un regista da foglio bianco, con me il foglio rimane bianco, diciamo che mi reputo un buon correttore di bozze. La mossa del pinguino partiva da una sceneggiatura di Edoardo Leo che ho amato e che mi ha fatto ridere, non potevo non farla mia. Ho trasformato quella storia in un film anche perché l’avevo trovata piena di dolcezza, sentimento che Fassari e Fantastichini potevano esprimere benissimo. Se devo essere sincero, però, il cinema che preferisco è il cinema di genere, il western, il noir, i gangster movie. Quando il produttore Claudio Bonivento mi ha portato il copione di Jannone e De Cataldo, ho trovato personaggi ed emozioni che desideravo da tempo raccontare".

Se La mossa del pinguino ha richiesto a Claudio Amendola di dimostrare solamente la sua abilità di regista, Il permesso gli ha imposto anche la sfida di interpretare un ruolo e quindi di filmarsi: "Dirigere e recitare insieme è stato complicatissimo. Ho iniziato a recitare durante la terza settimana, era la prima volta che mi dirigevo e il primo giorno è stato terribile. Rammento che era nuvolo, stava per piovere, dovevo girare una scena in interno e poi girarne un’altra in esterno. Ricordo che guardavo fuori - la sequenza era quella della tintoria - e non riuscivo a concentrarmi sulla recitazione. Rivedendomi, mi sono trovato terribile. Pian piano, comunque, ho imparato a coniugare i due ruoli".

Oltre a Claudio Amendola, ne Il permesso recitano i giovani Giacomo Ferrara Valentina Bellè, e Luca Argentero, finalmente alle prese con un personaggio diverso dai tanti romantic lead che i nostri registi lo chiamano spesso a interpretare: “Io e Luca abbiamo fatto già due film insieme, Cha cha cha e Noi e la Giulia. E’ un ragazzo di una serietà rara sul lavoro. Siccome ne ho potuto osservare le qualità nel tempo, ho capito che dovevo liberarlo da una serie di ruoli tutti uguali che gli erano stati cuciti addosso. Sul fisico gli ho fatto fare quello che avrei voluto sempre fare io. Gli ho chiesto poi di cercare il dolore, un sentimento che molti attori non trovano perché non lo hanno dentro. Quando ho fatto Mery per sempre, mi sono dovuto inventare una sofferenza che di certo non mi apparteneva. A Luca ho domandato di compiere un processo simile. Ha fatto anche un lavoro 'spirituale'. Un giorno è venuto sul set e mi ha raccontato tutta la vita di Donato. Solitamente io diffido degli attori che entrano completamente nel personaggio, ma in questo caso credo fosse necessario. In quei giorni, comunque, Luca era molto turbato e dolente".

Claudio Amendola ha anche parole di lode per la Bellè, che fa la parte di una ragazza benestante che finisce in prigione per aver portato in Italia dal Brasile dieci chili di cocaina: "Valentina è il mio vanto, è una ragazza che ho scelto perché è entrata nella stanza in cui facevamo i provini con un’aria completamente stralunata. Le altre attrici erano più altezzose, lei mi ha fatto impazzire, l’ho trovata sorprendente. Ci sono inquadrature in cui non è così curata come lo sono solitamente altre attrici. Le ho detto: freghiamocene, anche se c’è qualche capello fuori posto. Ha sempre dimostrato grande forza e una sorprendente fisicità".

Ad accompagnare Il permesso al Noir a Milano c’era anche Giacomo Ferrara, che vedremo in Suburra - La serie e che ha parlato del lavoro che ha fatto sul romanesco: "Sulla romanità devo ringraziare Claudio, io sono abruzzese e quindi sul modo di parlare mi sono appoggiato molto al mio regista, che incarna davvero la romanità. Si è creata una bella energia fra noi quattro ragazzi, un’intesa che credo Claudio cercasse fortemente. Ci siamo divertiti quanto si vede nel film, abbiamo giocato come se fossimo realmente amici cresciuti insieme, era importante soprattutto per il personaggio di Angelo, perché gli amici erano l’unica famiglia che aveva fuori dal carcere".



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming