Interviste Cinema

Il padre dei miei figli - intervista a Chiara Caselli e Mia Hansen-Løve

Arriverà nelle nostre sale l'11 giugno, distribuito dalla teodora film, il padre dei miei figli, film drammatico diretto dalla giovane mia hansen love e ispirato a una storia vera. Ne abbiamo parlato con la regista e con la protagonista femminile, Chiara Caselli.

Il padre dei miei figli - intervista a Chiara Caselli e Mia Hansen-Løve

Il padre dei miei figli - intervista a Chiara Caselli e Mia Hansen-Løve

Mia Hansen-Løve e Chiara Caselli sono la regista e l'attrice protagonista di uno dei film più gradevoli della scorsa edizione del festival di cannes, Il padre dei miei figli, triste storia di un produttore indipendente francese che, schiacciato dai debiti, finisce per togliersi la vita. Interpretato da Louis-Do de Lencquesaing, questo personaggio è liberamente ispirato al celebre Humbert Balsan, che con la sua piccola casa di produzione sostenne finanziariamente alcune opere di Youssef Chaihine, Elia Suleiman e James Ivory, e si tolse la vita il 10 febbraio del 2005.

"Prima di Humbert Balsan - ci ha spiegato la Hansen-Løve - non avevo mai incontrato un produttore cinematografico, avevo 23 anni e faticavo a trovare dei finanziamenti per il mio primo film. Poi lui ha accettato di leggere la mia sceneggiatura e si aiutarmi, e mi sono trovata davanti un uomo curioso, generoso, disponibile, con una grande personalità. Balsan è un artista che in francia ha lasciato il segno perché ha aperto le porte alle cinematografie lontane, poco frequentate, in primis quelle orientali. Non ho fatto il padre dei miei figli per ringraziarlo di avermi sostenuto o per rendergli omaggio. Semplicemente, la sua vicenda mi sembrava interessante e perciò degna di essere raccontata per immagini".

Anche se ha conosciuto personalmente Balsan, nel narrare la sua sconsolata vicenda, la regista si è presa più di una licenza poetica. "Nel mio film, l'invenzione e la realtà si fondono continuamente, è impossibile distinguere i due piani. Ho scritto la sceneggiatura in maniera intuitiva e credo che in ogni singola scena ci sia una parte di finzione e una parte di verità. Qualunque film io affronti, la mia ispirazione è sempre poetica: non sono guidata dalle cose che so, ma dalle immagini, dalle idee, dalle persone che voglio filmare e dai luoghi che intendo riprendere. Tornando al film, posso dire che tutto ciò che riguarda la vita privata del protagonista film è stato inventato, mentre le scene relative al suo lavoro nella casa di produzione sono basate su fatti realmente accaduti".

Il padre dei miei figli è un film che affronta in modo originale tematiche serie e in un certo senso scomode. Il suicidio del protagonista, per esempio, viene raccontato senza sbavature melodrammatiche, eccessive drammatizzazioni e soprattutto senza alcun giudizio morale. "Fin dal principio - ha continuato la Hansen-Løve - non ho voluto prendere posizione contro il suicidio, proprio perché da sempre faccio un cinema in cui non giudico i personaggi. Nel film ognuno ha le sue ragioni: il produttore Gregoire, la sua famiglia, perfino la gente della banca. Quanto alla morte, mi piace considerarla, come dice la moglie del protagonista, solo una fase della vita. E' sempre stata questa la mia convinzione, e lo devo ai miei genitori, che sono stati entrambi professori di filosofia e che mi hanno insegnato a coltivare l'amore per la vita, la saggezza e la verità".

Oltre ad essere sobrio nella rappresentazione del dolore e realistico nella descrizione dei personaggi, Il padre dei miei figli è un opera profondamente anticonformista perché, a metà film, cambia il punto di vista, eliminando il protagonista e spostando l'attenzione sui suoi familiari sconvolti dal lutto. "Sapevo che questa scelta avrebbe potuto destabilizzare lo spettatore. Magari avrei perso l'attenzione del pubblico, dal momento che il film parte come un action movie con un personaggio principale forte e carismatico e poi si risolve in un racconto forse meno avvincente perché più intimista. Eppure, questa suddivisione in due parti distinte corrispondeva a una mia profonda esigenza interiore: quella di un film che parlasse prima di una forte presenza e poi di un'assenza. In fondo, anche per me, Humbert Balsan è stato prima una presenza e poi un'assenza".

Chiara Caselli, che a Cannes era stata molto apprezzata per questa sua performance, ci ha confessato di aver trovato in Mia Hansen-Løve un'ottima regista e compagna di lavoro. "Mia - ha cominciato - ha l'apparenza di una ragazza esile e timida, invece è una saggia novantenne ... Scherzi a parte, è una delle registe con lo sguardo più pulito, semplice e sincero che abbia mai incontrato. Quando è venuta da me, nove mesi prima dell'inizio delle riprese, con la sceneggiatura in mano, mi sono detta: ma questa ragazzina cosa vuole? Dopo cinque minuti mi sono resa conto di quanta convinzione la animasse. Credo che i film somiglino quasi sempre alle persone che li dirigono e ne Il padre dei miei figli ci sono, senza dubbio la forza e la limpidezza di Mia".

Limpida, forte, sicura, ma nello stesso tempo discreta e silenziosa è anche la donna che Chiara Caselli interpreta nel film, e cioè la moglie del produttore suicida. L'attrice ha avuto modo di conoscere colei che l'ha ispirata, e cioè Donna Balsan. "Il nostro è stato un incontro molto breve, circoscritto, avvenuto nel momento in cui il personaggio era già definito e aveva già quella luminosità che mia voleva dargli. Appena ho visto donna, ho pensato: mamma mia! E' veramente una persona piena di energia ... Non ce la farò mai a essere come lei. Ci ho provato, e spero che ne sia venuto fuori qualcosa di buono".

Se la Caselli non ha avuto l'opportunità di lavorare con Balsan e apprezzarlo, nella sua carriera di attrice ha incontrato molti produttori animati dal suo stesso entusiasmo: "In Italia è pieno di persone che hanno difeso e perseguito ciò in cui credevano, persone innamorate del proprio mestiere, a cominciare dai distributori italiani di questo film. Nel nostro paese, al giorno d'oggi, quello del produttore è un ruolo coraggioso. Quando ho cominciato a fare cinema, c'era una vecchia famigliona di produttori, un po' maneggioni, ma di grande simpatia. La nuova generazione, soprattutto in un'epoca di crisi come questa, è davvero impavida, perché è disposta a rischiare tutto ciò che ha pur di sostenere un film. Mi auguro che per questi eroi prima o poi le cose cambino".

Attrice e regista, Chiara Caselli si diletta anche nella fotografia, una forma d'arte che le consente una totale libertà creativa. "La fotografia esprime la mia parte più intima e indipendente, perché quando fai l'attore - ed è una cosa meravigliosa, sei comunque al servizio di qualcuno. E' il bello di questo mestiere, il cosiddetto alibi perfetto: essere se stessi ma dentro il vestito di un altro, essere credibili ma con il nome e il cognome, le battute e la visione della vita di una persona esterna. Se un film è un quadro, l'attore è solo uno dei colori. Quando faccio fotografie, invece, il quadro è tutto mio".

 



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming