Interviste Cinema

Il padre d'Italia: Luca Marinelli, Isabella Ragonese e il regista Fabio Mollo in conferenza stampa

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Il film esce nelle sale il 9 marzo distribuito da Good Films.

Il padre d'Italia: Luca Marinelli, Isabella Ragonese e il regista Fabio Mollo in conferenza stampa

“Raccontare la precarietà emotiva della mia generazione” è il pensiero di Fabio Mollo intorno al quale lui stesso, insieme a Josella Porto, ha scritto la storia de Il padre d’Italia, dal 9 marzo al cinema. Al secondo lungometraggio, il trentaseienne regista dirige Luca Marinelli e Isabella Ragonese in una storia intima su due sconosciuti che trovano riparo l’uno nell’altra. “Lui si sente indegno di essere felice e vive in disparte, mentre lei è un’esplosione di vitalità” spiega Mollo in conferenza stampa alla Casa del Cinema di Roma. Con i due attori “abbiamo lavorato un annetto prima di arrivare alle riprese, siamo stati rinchiusi molto tempo per dare vita a Mia e Paolo lavorando battuta per battuta e questo è un grande regalo che mi hanno fatto Luca e Isabella”.

Isabella Ragonese è una giovane donna in avanzato stato di gravidanza che incontra un ragazzo omosessuale interpretato da Luca Marinelli. “È bello che siano estranei, perché a volte sveli più cose di te quando ti trovi di fronte a uno sconosciuto” racconta l’attrice. Il film mette in scena “il corto circuito che accade quando incontri una persona nel momento giusto, come loro due che si riconoscono in maniera animale, istintiva. Sono due angeli custodi, vivono un amore inteso come prendersi cura di qualcuno”

“È un amore verso se stessi, verso le persone, verso la vita” aggiunge l’attore subentrato nel discorso. “Conoscere bene Fabio prima delle riprese è stato fondamentale, perché ti deve piacere in qualche modo il regista, se vai a fare un film con lui”. Marinelli elogia la sceneggiatura che l’ha emozionato fin dalla prima lettura e ne sottolinea la grazia e la delicatezza con la quale tratta argomenti così importanti. “Il mio personaggio vede in lei una parte della sua vita che non conosce o che non ha ancora percorso. Hanno entrambi paura, hanno entrambi bisogno di qualcuno inconsciamente”.

Nella storia Mia e Paolo si incontrano a Torino iniziano a viaggiare verso Sud. “Ho sempre visto la storia d’amore come un viaggio, quindi il viaggio qui doveva esserci per forza” dice il regista, “attraversiamo l’Italia geograficamente e socialmente e più ci si avvicina al Sud più i due si spogliano della corazza che hanno, lasciandosi andare alla vita”. Mollo cita Una giornata particolare di Ettore Scola e Il ladro di bambini di Gianni Amelio, “due film importanti che riecheggiano un po’ anche qui, con un look più europeo, contemporaneo” e indica il film Laurence Anyways di Xavier Dolan come l’atmosfera di riferimento per Il padre d’Italia, anche in termini di estetica e musicali.



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