"Il nostro mantra era iniziamo prima di essere pronti" - Christian Bale e Natalie Portman parlano del metodo Malick

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"Il nostro mantra era iniziamo prima di essere pronti" - Christian Bale e Natalie Portman parlano del metodo Malick

Le conferenze stampa dei film di Terrence Malick sono sempre un'esperienza a parte. Sono presenti solo gli attori, talvolta neanche certi di quanto sia rimasto nel film delle loro interpretazioni, e a guidare tutto e tutti la presenza fantasmatica, sempre invocata, del Maestro. A dirla tutta, in occasione della presentazione oggi pomeriggio di Knight of Cups in concorso alla Berlinale 2015, è stato anche direttamente invocato il suo parere, due volte, da alcuni giornalisti malaccorti o quantomeno poco al corrente delle abitudini di Malick.

Risate garantite, con un Christian Bale particolarmente in forma e in controllo, anche senza tavole della legge. Il protagonista del film, presente quasi in ogni inquadratura, ha provato a spiegare l'approccio così particolare al cinema di Malick.
“La cosa interessante è che non ti dice di cosa parla il film, ci avevo lavorato dieci anni fa in The New World. Ti fornisce solo una descrizione del personaggio, il suo percorso di vita. Non sapevo cosa avrei fatto ogni giorno, mi spingeva a vedere cosa succedeva. Il nostro mantra era: iniziamo prima di essere pronti, per trovare momenti reali. Lo definisce autosiluramento. In ogni caso il film parla di qualcuno i cui sogni e desideri sembrano realizzati, ma sente dentro un grande vuoto. Non si rende conto di aver bisogno di aiuto, ha successo, viene invitato alle giuste feste e le persone lo considerano uno di successo, vicino alla cima della montagna. Se lo ripete cercando di convincersi, non avendone reale consapevolezza.

Se Bale è sempre presente, per poche scene compare Cate Blanchett, sua ex moglie, mentre Natalie Portman, presente a Berlino, appare dopo un'ora e venticinque minuti di film. “Sono una fan di Malick da tutta la vita. I giorni del cielo è uno miei film preferiti in assoluto. È un autore di incredibile impatto visivo ed emotivo. È stata una delle rare occasioni in cui una persona eccede le tue aspettative sia umanamente che come artista. È stato il primo film, anche se molto breve, dopo aver fatto un figlio senza lavorare per due anni. Ho girato quattro, cinque giorni, ma è stata una storia molto intensa da interpretare. Terrence ci dava una trentina di pagine al giorno con suggerimenti per i dialoghi, che potevamo utilizzare come volevamo.”

Come tipico del cinema del regista americano la voce fuori campo è molto presente, tanto che la Portman dice di aver passato più gioni a incidere queste frasi che sul set. Le registrazioni potevano avvenire ovunque, per la strada, sul sedile posteriore di una macchina in marcia, in uno studio attrezzato. Il clima particolare, di totale improvvisazione, è confermato dalla protagonista: “Mi ha ricordato che le regole del girare un film, i rituali, non sono necessari. Tutto sta nel cercare la propria voce e accettare quello che viene, anzi dare il benvenuto ai contrattempi, a quelle situazioni che normalmente in un set vengono visti come problemi, mentre per Malick sono un'occasione per abbracciare l'ignoto e cercare ogni giorno qualcosa di bello e inatteso.”

Nel percorso di ricerca il protagonista ritorna con la mente alle persone più care: il fratello e il padre, le donne che ha amato, l'ex moglie. Il tutto sullo sfondo delle ricche ville e del sole di una Los Angeles luminosa, una bolla in cui cercare quel senso di pienezza che non gli fa godere la sua vita. “Nel cercare di aggiungere maggiore significato alla sua vita - aggiunge Bale - passa per sorta di purificazione nel deserto. Los Angeles è un elemento ovviamente molto importante e trovo che sia molto bella nel film. Piena di decadenza e superficialità, ma anche bellezza e profondità. Puoi trovare spiritualità anche in posti in cui non ti aspetteresti necessariamente di trovarla.”

Knight of Cups è un film girato con tanta libertà che ogni tanto il regista dava una camera GoPro al suo protagonista chiedendogli di andare in giro e girare qualcosa. Immagine che in qualche caso sono anche finite nel montaggio finale, come di consueto solo una minima parte di un girato infinito.

Il film uscirà prossimamente in Italia distribuito da Adler Entertainment.






Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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