Interviste Cinema

Il nostro incontro con Ridley Scott, a Roma per girare All the Money in the World

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Il regista è nella Capitale con Kevin Spacey, Michelle Williams e Mark Wahlberg per girare il film che verrà distribuito dalla Lucky Red.

Il nostro incontro con Ridley Scott, a Roma per girare All the Money in the World

All'inizio, nel contesto dell'Italia dei primi anni Settanta piagata da terrorismo, rivolte sociali, crisi economica e molto altro, non si era data grande attenzione al rapimento di un ragazzo un po' fricchettone di nome John Paul Getty III.
All'inizio, considerato il tipo, il tipo che se la spassava, che vendeva collanine fatte da lui a Trastevere, che non sembrava davvero il nipote di uno degli uomini più ricchi del mondo, la Polizia pensò quasi che tutta la storia del rapimento fosse un'idea dello stesso Paul, organizzata con degli amici allo scopo di estorcere un po' di soldi al nonno.
E invece no: a rapire Getty fu la 'Ndrangheta, che per far capire quanto facesse sul serio spedì un orecchio del ragazzo alla redazione romana del Messaggero, e che intavolò con l'inflessibile John Paul Getty I, il capofamiglia, una trattativa economica che si concluse col pagamento di un riscatto di un miliardo e 700 milioni di lire, a fronte di una richiesta di 17 milioni di dollari, e con la liberazione del ragazzo.

Questa storia, oggi forse un po' misconosciuta, la sta raccontando, col cinema, Ridley Scott.
Dopo dieci anni passati a raccontare lo spazio e altri mondi fantastici (con l'eccezione di The Counselor), il regista inglese torna a un film ispirato a fatti e persone reali, come American Gangster, come Body of Lies, ed è in questi giorni a Roma per girare All the Money in the World.

"All the Money in the World, è un'espressione idiomatica inglese e americana per per indicare che hai tantissimi soldi, un  patrimonio davvero molto grande," ci ha raccontato il regista, che si porta incredibilmente bene i suoi quasi 80 anni, in un caldo pomeriggio romano, dentro Palazzo Braschi. "Getty come titolo avrebbe fatto troppo biopic, non credete? E questo film non è un biopic. È una storia che gira attorno ai soldi, all'avarizia di Getty senior, alla trattativa."

Il film di Scott, infatti, non è incentrato sulla figura del rapito, quando su quella della sua famiglia: la madre Gail, che sarà interpretata da Michelle Williams, e il nonno Getty, ruolo affidato a Kevin Spacey, mentre Mark Wahlberg sarà invece il negoziatore incaricato dalla famiglia di trattare con i rapitori.
"Gail era una donna molto forte, di carattere, molto atletica. Era figlia di un giudice e per un po' aveva vissuto con marito, John Paul Getty II, lontano dall'impero della loro famiglia," spiega Scott. "Poi l'uomo aveva chiesto lavoro al padre, e si erano trasferiti a Roma, dove per un po' se la sono spassata: poi però lui ha iniziato a bere, ha conosciuto un'altra donna, e le cose sono andate a rotoli. Quando Paul è stato rapito, tutta la famiglia stava attraversando un periodo un po' sfortunato, sul piano della vita privata come su quello degli affari."

A spingere Scott a imbarcarsi in questo progetto è stata prima di tutto una cosa: "Ovviamente la sceneggiatura. È sempre solo quella, che ti spinge ad accettare un film o a rifiutarlo. Perché se un film lo rendi interessante sulla carta, allora sai già che verrà bene sullo schermo. Ho letto il copione di David Scarpa in aereo, mentre tornavo dall'Australia, e mi ha conquistato: anche perché è una storia molto contenuta, concentrata nell'arco di pochi mesi raccontati in maniera epica."
Chissà però se possa aver giocato un ruolo il fatto che, 44 anni fa, Scott e la sua famiglia hanno visto molto da vicino come funzionava l'industria dei sequestri in Italia: "Mi ricordo che eravamo in vacanza in Sardegna, vicino Palau," racconta. "Una delle vacanze più belle della mia vita. E vicino a dove eravamo c'è stato un rapimento: furono portati via il figlio e la moglie di un turista che, per via di un'assonanza fraintesa, i rapitori pensavano fosse un membro della famiglia Rotschild. Era terribile. I rapimenti in Sardegna uccisero il turismo."

Alla sera, poi, Scott ha girato una grande scena, con oltre trecento comparse, a Piazza Navona. La scena in cui John Paul Getty III, interpretato dal giovane Charlie Plummer, attraversa la piazza di notte, tornando verso casa: i momenti che precedono in suo rapimento avvenuto pochi minuti dopo, a poca distanza, in Piazza Farnese.
All the Money in the World sarà girato ancora per un po' a Roma e nei dintorni (a Villa Adriana, ad esempio, e a Manziana, che sarà nel film la Calabria dove è prigioniero il ragazzo. La produzione si sposterà poi in Giordania per 2 o 3 giorni e a Londra per una decina.

Prodotto dalla Sony, il film in Italia verrà distribuito dalla Lucky Red, che ne ha acquisito i diritti al Marché di Cannes e che ne farà una delle punte di diamante del suo listino per la prossima stagione.

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