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Il Noir Honorary Award 2018 Joe Dante si racconta al Noir in Festival da Los Angeles

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Intervistato da Giorgio Gosetti e Adrian Wotton, il regista parla di Roger Corman e della sua passione per il mash up di generi.

Il Noir Honorary Award 2018 Joe Dante si racconta al Noir in Festival da Los Angeles

Dopo il maestro britannico Stephen Frears, l'amico e poliedrico regista Gabriele Salvatores e Mr. Abel Ferrara, il Noir in Festival assegna il Noir Honorary Award a Joe Dante, al quale dedica una mini-retrospettiva (Pirana ed Explorers) e che nell'ultima serata milanese della manifestazione rende protagonista di un breve incontro virtuale. Dante è nella sua casa di Los Angeles, ma per il pubblico dell'Auditorium della IULM è come se il regista di Gremlins, L'erba del vicino e La seconda guerra civile americana fosse sul palco insieme a Giorgio Gosetti e ad Adrian Wotton, direttore esecutivo di Film London e responsabile della British Film Commission. Entrambi lo intervistano, ma prima Gosetti legge la motivazione del riconoscimento: "Cavaliere solitario nella sconfinata pianura del grande cinema di intrattenimento e di genere, erede della migliore tradizione americana del racconto fantastico, Joe Dante riceve il premio Noir Honorary Award per un talento originale che di film in film ha saputo tenere uniti humour e paura, fantasia e osservazione realistica della società americana. I suoi film hanno accompagnato più generazioni di giovani spettatori sulle strade della fantasia, fra sogno e incubo, grazie a uno stile pop, personale e cinefilo".

Joe Dante ringrazia commosso e parla innanzitutto del genere al quale il festival è dedicato: "Mi piace molto il noir, mi sarebbe piaciuto farne uno, purtroppo a Hollywood sono stati e sono tuttora un po’ restii, e quindi questo mio desiderio non si è realizzato, ma è uno dei miei generi preferiti".

Poi Dante parla del suo rapporto con Roger Corman, per cui ha cominciato a lavorare nel 1974 e che è stato un amico e un mentore: "L'ho incontrato molto presto, mi piacevano già i suoi film, Roger è stata la mia occasione per andare a Hollywood. Insieme sperimentavamo nuove tecniche ed eravamo sempre messi duramente alla prova, eravamo sempre nel mirino. Il suo lavoro è stato spesso sottovalutato anche se le sue opere mi sembrano ancora oggi molto più di classe e molto più belle di quelle della concorrenza".

Joe Dante è conosciuto per la sua capacità di combinare i generi, in particolare la commedia e l'horror, mix che era già presente in certi b-movie degli anni '40 e '50: "Da bambino guardavo molti di quei film in tv, in particolare quelli di James Whale in cui davvero c'era una mescolanza di horror e commedia, anche nella stessa scena si passava improvvisamente da una cosa all’altra. Horror e commedia sono sempre alleati, anche perché l'horror è essenzialmente un genere assurdo che alla fine diverte il pubblico".

Per Adrian Wotton questo miscuglio ha un che di sovversivo e costituisce in qualche modo un antidoto ai valori tradizionali espressi dal cinema mainstream. Dante, però, non è d’accordo, e risponde che, soprattutto da giovane, ha semplicemente tentato di trasformare in qualcosa di inquietante, segreto e oscuro cose apparentemente normali, - proprio come faceva Lynch con l'erba che cresce - o cose che venivano idealizzate. Quando poi gli domandano se si consideri un po’ l'anti-Spielberg, si limita a dire: "Spielberg è un grande regista. Quando è arrivato Gremlins, E.T. era uscito solo da due anni e sembrava addirittura che i poster dei due film fossero simili, e si avvertiva un'apprensione diffusa. Comunque il mio film era sicuramente molto più dark e più inquietante del suo. In ogni modo ammiro le qualità di Steven e il fatto che abbia creato una sua società di produzione con cui ha potuto realizzare i suoi film.

Se Joe Dante dovesse dire quale dei suoi film lo rappresenti di più, avrebbe qualche difficoltà a decidere: "Tutti i miei film sono personali, sono come dei figli, e poi io non faccio film che non andrei a vedere. Comunque ne scelgo due: Matinee, perché si basa su ricordi della mia infanzia, e Gremlins 2".
E i Gremlins, ma quelli del primo film, chiudono l'incontro con Joe Dante, che si è aperto con un estratto proprio di Matinee. Prima di interrompere il collegamento, Giorgio Gosetti invita Dante ad apparire di persona al Noir in Festival. La nostra speranza è che il regista di Looney Tunes: Back in Action prenda in considerazione l'idea e cominci a programmare un viaggio in Italia per il prossimo dicembre.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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