Interviste Cinema

Il mio Copperfield fra commedia e modernità: Armando Iannucci presenta La vita straordinaria di David Copperfield

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Abbiamo incontrato virtualmente Armando Iannucci, che ci ha parlato del suo film La vita straordinaria di David Copperfield, con Dev Patel, Tilda Swinton e Hugh Laurie.

Il mio Copperfield fra commedia e modernità: Armando Iannucci presenta La vita straordinaria di David Copperfield

Armando Iannucci è sempre stato un ammiratore e cultore di Charles Dickens, a cui ha dedicato lo speciale televisivo della BBC Armando's Tale of Charles Dickens. Dell'autore inglese il regista scozzese di origini italiane ha sempre amato la modernità, l'energia e una certa visione comica dell'umana esistenza, punteggiata di di momenti difficili ma anche di interludi di leggerezza. L'idea di trasformare il monumentale David Copperfield in un film scevro della gravitas dell'epoca vittoriana, e quindi più solare e rutilante, gli è venuta 10 anni fa, così si è lanciato nell'adattamento del libro del 1950 da oltre 600 pagine insieme a Simon Blackwell, suo abituale collaboratore. Il risultato è un film con Dev Patel, Tilda Swinton e Hugh Laurie intitolato La vita straordinaria di David Copperfield, che esce il 16 ottobre. In tempi diversi Iannucci sarebbe venuto a promuoverlo a Roma, ma in epoca di Covid-19 ci è stato possibile incontrarlo soltanto su Zoom, mentre fuori c'erano il sole e un clima quasi estivo. 

Adattare Charles Dickens e renderlo comico

La vita straordinaria di David Copperfield abbraccia un arco temporale piuttosto vasto. Comincia con la nascita di David Copperfield e con la sua infanzia felice insieme a Peggotty e alla sua famiglia che vive in una barca adibita a casa in riva al mare. Prosegue con David che viene mandato dal patrigno a Londra a lavorare in una fabbrica di imbottigliamento per poi trovare la felicità grazie all’eccentrica zia Betsey Trotwood, che lo ospita nella sua grande casa e gli permette di studiare e di iniziare il praticantato in uno studio legale, dove il nostro conosce Dora, di cui si innamora perdutamente. Armando Iannucci ha rispettato la lunga storia che Charles Dickens racconta, ma ha ha voluto insistere, come già detto, sul suo lato più buffo: "Con Samuel Blackwell" -  spiega - "abbiamo sempre parlato di quanto fosse divertente Charles Dickens e lo abbiamo sempre paragonato a Charlie Chaplin. Quando ho deciso di trasformare David Copperfield in un film, ho voluto cogliere la parte forte, la parte visiva della storia, e soprattutto la comicità, che rasenta lo slapstick. Mentre adattavamo il romanzo, ci siamo resi conto che c'era moltissimo materiale che potevamo utilizzare e che potevamo comportarci in maniera molto diversa rispetto a quello che era stato fatto nelle altre trasposizioni, dove c'era sempre stato un timore reverenziale nei confronti della storia. Secondo noi il timore reverenziale doveva limitarsi allo spirito del libro, perché David Copperfield è un'opera ricca di creatività e di immaginazione".

La vita straordinaria di David Copperfield è troppo politicamente corretto?

Come abbiamo spiegato un po' più su, le opere di Charles Dickens riescono a parlare anche alla contemporaneità, perché affrontano temi senza tempo. La vita straordinaria di David Copperfield parla di diversità e di accettazione, e ha un protagonista indiano (Dev Patel), cosa che alcuni hanno trovato troppo politically correct. A costoro Iannucci ha risposto: "Nel mio film volevo mettere un piede nel passato, cioè nel 1840. Al contempo desideravo che il passato desse allo spettatore la sensazione di un tempo presente. Non credo sia politicamente corretto mostrare le grandissime disparità fra ricchi e poveri che convivono fianco a fianco nelle città, né tantomeno rappresentare la battaglia che si è costretti a combattere per trovare la propria identità o per diventare parte dell’establishment, e nemmeno far vedere come a volte gli individui cambiano la propria personalità per diventare popolari. Credo che questi siano temi eterni, e oggi hanno un peso ancora maggiore".

Dev Patel e l'importanza della parola ne La vita straordinaria di David Copperfield

Il protagonista di David Copperfield è dunque Dev Patel, attore molto popolare che abbiamo conosciuto con The Millionaire. Per Armando Iannucci solo lui poteva essere David Copperfield: "David è un perfetto David Copperfield perché ha quella nobiltà, quella fragilità, quella vulnerabilità e quel talento che sono qualità che ogni attore dovrebbe possedere. Dave può recitare in film drammatici, storie d'amore, commedie slapstick".
Nel film Patel sperimenta una pluralità di registri ed esprime l'amore sia di Dickens che di Iannucci per la parola e per la scrittura: "La vita straordinaria di David Copperfield è un film che parla di scrittura, ma anche di amicizia, di amore, di comunità, e siccome non ho visto molto spesso celebrare nel cinema la figura di uno scrittore, ho colto la sfida e ho cercato di incoraggiare il pubblico a godere dell'uso delle parole. Anche io come David mi sono preoccupato se quello che facevo potesse avere un esito positivo o negativo, mi sono sentito spesso a disagio e ho impiegato tantissimo tempo ad avere fiducia nelle mie capacità di raccontare storie. Il consiglio che vorrei dare a quelli come David e come me è: non preoccupatevi troppo se non occupate una determinata posizione, cercate invece di celebrare ciò che siete capaci di fare".

L'Inghilterra e le preoccupazioni da pandemia

La vita straordinaria di David Copperfield è un ritratto dell'Inghilterra, paese gentile che la pandemia ha messo a dura prova. Dice a questo proposito Iannucci: "Quello che ho cercato di fare è stato cogliere l'essenza della Gran Bretagna, di un paese generoso, altruista, divertente, fantasioso, un paese gentile. La pandemia è stata sicuramente un atto d'accusa nei confronti dell'operato del governo, ma è stata una rivelazione, perché ha gettato luce su quello che le persone sono state in grado di fare. Alcuni individui si sono isolati, altri hanno distribuito cibo e medicine. Anche David Copperfield e Betsey Trotwood avrebbero cercato di rendersi utili, ne sono certo.
Il regista conclude l'incontro virtuale con la stampa esprimendo la sua preoccupazione per le sorti future del cinema: "Sono molto agitato, credo che a patire sarà soprattutto il cinema indipendente. Oggi è molto facile prendere i soldi e investirli su un film che poi andrà su Amazon o su Netflix, però la ragione per cui io faccio cinema è che amo l'esperienza della sala cinematografica, adoro l'idea di andare in un posto dove l'intera platea ride all'unisono. Cedo che sulle prime bisognerà lottare, però alla fine il pubblico vorrà tornare nei cinema, e penso che questo sarà anche uno stimolo per i cineasti, che tenteranno di realizzare qualcosa di diverso, avvincente, accattivante, entusiasmante.

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