Interviste Cinema

Il mio amico robot, il regista: "Una tragicommedia sulla gioia di vivere"

Abbiamo intervistato Pablo Berger, regista del film Il mio amico robot: dal 4 aprile al cinema, il lungometraggio è stato meritatamente candidato all'Oscar come miglior film di animazione. Lo approfondiamo con il suo autore.

Il mio amico robot, il regista: "Una tragicommedia sulla gioia di vivere"

Lo confessiamo: ci sarebbe piaciuto che Il mio amico robot, dal 4 aprile finalmente anche nei cinema italiani, avesse vinto l'Oscar per il miglior film di animazione. Non ce ne vorrà Hayao Miyazaki, che adoriamo con tutto il cuore e che ha realizzato una grande opera con Il ragazzo e l'airone, però il lavoro di Pablo Berger, in un sorprendente suo esordio nel cartoon, ha il pregio di una commovente freschezza da non sottovalutare. Vi presentiamo qui in basso la nostra intervista con Pablo. Leggi anche Il mio amico robot, la recensione del capolavoro animato di Pablo Berger

Pablo Berger su Il mio amico robot: "Il mio maestro per me è Chaplin" [SPOILER]

Il regista Pablo Berger si è cimentato per la prima volta con il cinema d'animazione con questo Il mio amico robot, tratto dall'omonima graphic novel di Sara Varon, pubblicata nel 2010. Storia semplice, tema più complesso di quel che sembra: in una New York tra gli anni Settanta e Ottanta, abitata da animali antropomorfi, Cane si sente solo e ordina per posta un Robot da compagnia. Diventa il suo miglior amico, ma un imprevisto li separa. Si riuniranno? Premettiamo che qualche elemento della conversazione che segue è a rischio spoiler: se preferite vivere il film serenamente, tornate qui per approfondirne i temi dopo la visione.

Pablo, è un vero onore per me parlare con te, ho adorato il film!

Mi fa piacere sentirlo, i film sono come figli, li scrivo, li dirigo, li produco, è una gestazione di cinque anni! Tu sarai un giornalista ma sei pure uno spettatore, un appassionato di cinema, quindi ricevo questi complimenti con gioia, grazie!

Cominciamo dall'inizio, qual è stata la reazione di Sara Varon quando le hai espresso il desiderio di adattare la sua graphic novel in un film?

Penso che fosse sorpresa. Mi ha risposto che secondo lei non se ne sarebbe mai fatto nulla, perché non avremmo ottenuto i diritti, non avremmo trovato i soldi... ma era chiaro che non mi conosceva! Perché sapevo che ce l'avremmo fatta, sapevo che avremmo avuto dei producer molto bravi, ed ero in un momento della mia carriera in cui sapevo che, se fossimo riusciti a farlo per un budget ragionevole, ci saremmo riusciti. Quello che nessuno immaginava era il successo che avremmo avuto con il film, lei ora si sta proprio godendo tutta l'esperienza, ogni minuto. È venuta agli Oscar, è stata presente al Toronto Film Festival, è entusiasta del successo del film.

Per me Il mio amico Robot è un film sull'amore, nel senso più ampio e profondo. Secondo me riesce a esplorare vari aspetti dell'amore. Sei d'accordo? L'amore è realmente il cardine di Il mio amico robot?

Sì, certo. Naturalmente ogni film ha diverse interpretazioni, e nel caso del Mio amico robot questo è ancora più vero, perché non vengono pronunciate parole. Per esempio i bambini, vedendo il film, pensano che parli dell'amicizia, ma ovviamente molti lo leggono come storia d'amore. Ma dopotutto l'amicizia è amore, a volte non c'è differenza tra amicizia e amore, però decisamente è una storia d'amore, una storia d'amore profonda e sentita. Alcuni lo leggono come la storia di un primo amore, altri vedono il rapporto col Procione, il secondo proprietario del robot, come una storia d'amore in età avanzata. Ci sono molte interpretazioni... ma parla delle relazioni, di come possano essere fragili, di come tutto possa accadere e di come a volte devi sapere lasciar andare qualcuno.

A proposito, c'è anche quest'idea della felicità. Quello che capisco dal film è che la felicità collettiva è più importante della nostra felicità, della felicità del singolo. Almeno, questo è quello che deduco dalla fine del film, che per inciso è molto coraggiosa e matura.

Sì, io penso che Robot sia molto generoso e maturo, per me Robot ha messo su una bilancia i suoi ricordi del rapporto avuto con Cane, ma anche quello che gli è accaduto con l'altro rapporto. Credo che l'amore sia un atto di generosità e naturalmente questo Robot non è una macchina, è una metafora, non è una macchina con CPU e intelligenza artificiale, è una metafora del compagno ideale, sia nel senso di amico sia di amante. È meraviglioso, tutti dovremmo avere un compagno di vita come Robot.

È curioso che tu dica questo, perché mi rendo conto che il film si ambienta tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta, direi. Ho anche avvistato una console Atari 2600! In quell'epoca c'era un enorme entusiasmo romantico per la tecnologia. Pensi che il vostro Robot sia l'incarnazione di quel romantico spirito pionieristico?

Decisamente, come hai detto tu negli anni Ottanta non vedevamo la tecnologia come minaccia, oggi invece vediamo i robot, la tecnologia e l'IA come minaccia. Ma c'è anche un nesso con la cultura giapponese, che mi influenza molto, il mio collaboratore più stretto Yuko Harami è giapponese, ed è anche il mio compagno di vita, perciò vado spesso in Giappone. E in Giappone non hanno mai visto i robot come minacce. E mi piace pensarla così. Poi come ho detto prima Robot, prima di essere un robot, è una metafora. E voglio che, quando il pubblico viene a vedere Il mio amico robot, lo concepisca così, non voglio che prenda Robot e Cane letteralmente. Voglio che li viva come ho fatto io quando ho letto il libro tanto tempo fa, ci ho visto tutti i miei amici, tutti gli amanti, tutti i compagni, quindi per me è bello che il film parli a diverse fasce del pubblico in modo diverso.


Robot aiuta un uccellino a crescere e a volare, perché ha tempo di osservare la vita intorno a sé. Pensi che sia la chiave per essere felici nel nostro mondo? Voglio dire, prendersi il tempo per empatizzare col mondo che ci circonda?

Penso di sì, questo film è sulla gioia di vivere. Per esempio l'Italia, così come la Spagna e i paesi mediterranei, questa gioia di vivere ce l'hanno, noi viviamo le piccole cose, incontriamo la gente al bar, pranziamo con i colleghi... credo che ci sia tanta solitudine nel mondo, ma meno nel mondo mediterraneo. Sì, Robot è uno che presta attenzione, che impara dalle esperienze, per esempio - ed è una delle parti che preferisco del film - proprio nella scena con l'uccellino, è così generoso... è una meraviglia. C'è un nesso col tema del film: da adulti sappiamo che nella vita ci può capitare di essere molto vicini a qualcuno, che è importantissimo per noi, poi per una ragione o per l'altra avviene un distacco. Ma ci rimangono i ricordi che ci aiutano a superare la perdita, e questo per me è uno dei temi portanti del film.

Mi è piaciuto particolarmente che il film sia dolce ma non ingenuo. Ogni tanto i personaggi subiscono azioni inaspettatamente cattive da altri personaggi. Quanto era importante per te mostrare azioni anche maligne nella storia?

Io penso che sia importante, il mio maestro per me è Chaplin, io sono solo un apprendista. E dei primi film di Chaplin, il mio preferito è Luci della città, dove convivono umorismo, dramma, lacrime, gioia. Ma quando un film diventa sdolcinato o troppo sentimentale, hai bisogno di un cazzotto nello stomaco. Io odio il sentimentalismo, credo che nel mondo ci sia un sacco di cattiveria, accadono cose terribili, gli antagonisti esistono, ma dobbiamo schierare il nostro senso dell'umorismo per affrontare la vita. È per questo che il mio genere preferito è la tragicommedia, e credo che Il mio amico robot sia una tragicommedia.

Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming