Interviste Cinema

Il Ladro di Giorni: Riccardo Scamarcio, corsaro del cinema, presenta il film

Insieme al regista Guido Lombardi, l'attore ci racconta la sua esperienza in un road movie in uscita il 6 febbraio che è anche un melò su un padre e un figlio.

Il Ladro di Giorni: Riccardo Scamarcio, corsaro del cinema, presenta il film

Abbiamo rivisto, in una versione leggermente tagliata e modificata Il Ladro di Giorni, il film di Guido Lombardi già presentato alla Festa del Cinema di Roma 2019 e in uscita il prossimo 6 febbraio. Ci è piaciuto ancora di più della prima volta: per la maniera in cui mescola road-movie, revenge-movie, melò e western, mettendo comunque i generi al servizio della storia, per l'interpretazione di Riccardo Scamarcio e del giovanissimo Augusto Zazzaro e per come viene raccontato un rapporto padre-figlio che si ricostruisce dopo anni di dolorosa separazione.

Il Ladro di Giorni è nato come un soggetto che si è aggiudicato il Premio Solinas ed è diventato contemporaneamente un romanzo e una sceneggiatura con qualcosa di autobiografico, come spiega Lombardi nel giorno dell'incontro con la stampa: "Una volta mio papà, che era un giudice, mi portò nel suo ufficio, all'epoca avrò avuto 8, 10 anni. Ricordo di essermi improvvisamente reso conto di quanto la sua vita fosse diversa al di fuori della famiglia, piena di battute con i colleghi e di caffè al bar. In quel momento mio padre mi apparve per la prima volta come uno sconosciuto. Ne Il Ladro di Giorni, quindi, ho voluto narrare questo mio percorso di conoscenza mescolandolo con con un artificio narrativo, così ho pensato a quattro giorni di viaggio durante i quali un bambino impara a capire un genitore. Salvo non sono io, non c'è nessuna vocazione realistica nel film, ma solo il piacere di inventare una storia di fantasia".

Proprio la relazione fra l’ex galeotto Vincenzo che viene dal sud e Salvo, che abita nel Nord Italia, è stata la calamita che ha attratto Riccardo Scamarcio, che al momento è fra gli attori italiani più richiesti e che nel noir (perché Il Ladro di Giorni è anche un noir) si muove ormai con disinvoltura: "La dinamica padre-figlio è ancestrale e fondamentale per ognuno di noi. Io ho avuto un ottimo rapporto con mio papà, che ho perso qualche anno fa, quindi ho pensato a lui facendo il film. La bellezza del cinema è proprio questo aspetto, soprattutto per chi lo fa a tempo pieno. A volte i film coincidono con il tuo stato d'animo e quello che devi interpretare è la tua condizione umana".

Poi l'attore spiega cosa lo abbia appassionato della relazione fra il suo personaggio e quello di Zazzaro: "Mi piaceva l'idea di mettere in luce un rapporto padre-figlio dove esistono dinamiche di pudore e difficilmente ci si abbraccia perché si è maschietti. L'amore fra Vincenzo e Salvo è potente perché non è mai dichiarato, c'è un’incomunicabilità endemica fra questi due individui i cui corpi non si toccano per buona parte del film, nemmeno io avevo con mio padre un rapporto tattile, ma c'era grande amore. Vincenzo scopre che Salvo è un'entità anche esterna a lui, una persona indipendente, in gamba, un amico insomma, un alleato, in un'escalation di eventi che corrisponde alla progressione emotiva del loro ritrovarsi".

Ne Il Ladro di Giorni l'intesa tra Scamarcio e il suo compagno di lavoro è ottima ed è bello che i due personaggi di tanto in tanto si scambino i ruoli, e se Augusto ha imparato da Riccardo i trucchi del mestiere, Riccardo non ha mai trovato complicato o rischioso lavorare con un bambino, cosa che per molti è la più grande sfida che esista. "Augusto è un animale incontrollabile" - commenta l'attore. "E’ una spugna. Va detto, però, che ha imparato da uno bravo. Cosa gli ho dato? Un paio di paccheri. Con i bambini non è sempre facile misurarsi, sono imprevedibili, ma io adoro gli incidenti sul set, li assecondo, nel mio modo di lavorare non parto da un'idea prestabilita di una scena, conosco il percorso emotivo, e se le battute sono scritte bene, le dico, sennò le cambio, sono uno che si lascia andare a raccogliere quello che accade, per questo per me i bambini, e perfino gli animali, sono fantastici compagni d'avventura. Augusto era diligente, anche troppo, ho cercato di insegnargli tutto quello che non si dovrebbe insegnare, in fondo il cinema è fatto di corsari, lo possono fare soltanto i pirati. I ragionieri non sono in grado di fare il cinema".

Nel Ladro di Giorni Riccardo Scamarcio ha inoltre ritrovato Massimo Popolizio, incontrato in Romanzo Criminale e Mio fratello è figlio unico. L'attore interpreta un amico di vecchia data di Vincenzo nonché un suo compagno di malefatte: "Massimo è un attore che stimo" - dice Scamarcio - "abbiamo avuto modo di parlare a lungo la sera, come due disperati mangiavamo al ristorante alle 8:30 di sera a Gravina di Puglia, mandavamo giù brodo di pollo, ci raccontavamo di noi, eravamo due attori soli come due cani".

Un po’ meno bene sono andate le cose fra Riccardo Scamarcio e Lombardi: "Ho avuto un rapporto conflittuale con Guido, non c'è niente di male ad ammetterlo. Avevamo un approccio diverso al lavoro, io dovevo proteggere e portare a casa quello che mi interessava, cioè il personaggio, lui invece doveva pensare al film".
"E’ stata la prima volta che mi è capitato di lavorare con un attore con un'esperienza così grande” - interviene timidamente il regista. "Riccardo mi ha consigliato, fra le altre cose, di alzare la voce mentre gridavo: azione! Abbiamo discusso, ma in sede di montaggio ci siamo trovati d'accordo su tutto".

Il romanzo "Il Ladro di Giorni" è stato pubblicato nel 2019 e non è proprio uguale al film: "Il libro è molto più esaustivo" - spiega Guido Lombardi - "e si sofferma maggiormente sul bambino, un bambino di 11 anni in cui mi sono davvero calato. Salvo mi parlava e io scrivevo. Nel passaggio al cinema mi sono reso conto di quanto fosse importante la trama e che era necessario focalizzarsi di più su Vincenzo. Però poi Vincenzo e Salvo diventano una coppia picaresca, due soci di malaffare che si vogliono bene. Nel cambiare linguaggio, desideravo che fossero soprattutto le immagini ad avere potenza, per cui mi sono affidato molto ai silenzi, anche perché la complessità al cinema non la puoi raccontare per bene. Un'altra cosa che è cambiata riguarda Salvo, che nel romanzo è un campione di tuffi. Ciò mi ha spinto, all’inizio, a cercare atleti ragazzini. Poi Nicola Giuliano mi ha fatto notare che il film sarebbe stato più diretto con un bambino normale che fa un corso di nuoto. Anche la tenera richiesta di Vincenzo 'dammi un bacio' è stata un suggerimento di Nicola, che a differenza di me è un papà. La carnalità che alla fine caratterizza il rapporto tra Salvo e Vincenzo è farina del sacco di Nicola".

Prodotto da Indigo Film, Bronx Film con Rai Cinema e Minerva Pictures Group, Il Ladro di Giorni è distribuito da Vision Distribution. Il film è stato candidato al Premio Caligari per il miglior noir del 2019 dal Noir in Festival.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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