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Interviste Cinema

Il gioiellino - le interviste al cast del film

Il prossimo 4 marzo esce in sala il film di Andrea Molaioli, Il gioiellino, racconto visto dall'interno dello scandalo Parmalat. A presentarcelo il regista e i tre attori principali, Toni Servillo, Remo Girone e Sarah Felberbaum.

Il gioiellino -  le interviste al cast del film

Il gioiellino - le interviste al cast del film


L'atteso film di Andrea Molaioli sul crack finanziario che ha visto protagonista l'impero della Parmalat di Callisto Tanzi - che nel film diventa la Leda di Amanzio Rastelli - è stato presentato alla stampa. A parlarne il regista e i protagonisti Toni Servillo, Remo Girone e Sarah Felberbaum. "Oltre che un film su uno degli scandali finanziari più importanti del nostro tempo - esordisce Molaioli - Il gioiellino è anche in un certo modo un lungoemtraggio sulla capacità tutta italiana di non essere in linea coi tempi che corrono, di tentare di risolvere situazioni senza rendersi conto che non sono risolvibili. Alla fine i protagonisti del mio lavoro sono persone che non riescono ad avere una percezione lucida di quello che sta loro accadendo, e credono di poter sistemare ogni volta le varie crisi anche compiendo azioni illegali. E' un po' una caratteristica tutta italiana quella di pensare di poterla sempre sfangare."
Il personaggio protagonista viene delineato appunto in questo modo: un imprenditore che sembra vittima di una sistema economico più grande e spietato di lui, e insieme un uomo capace di falsificare bilanci e sacrificare tutti per continuare a rimanere a capo del suo impero industriale: "Quando si recita un personaggio - confessa Remo Girone, che interpreta Rastelli - è impossibile non parteggiare per lui in qualche modo. Con Amanzio non è stato facilissimo ad essere sincero, ma mi ha molto aiutato la sceneggiatura, che lo ha tratteggiato in maniera finemente ambigua. E' stata una bellissima esperienza poter raccontare questa figura in chiaroscuro, questo uomo d'affari che per tutto il film può sembrare sia una persona che ha soltanto fatto il passo più lungo della gamba che uno "squalo" disposto a tradire chiunque per salvarsi. Anche la definizione del microcosmo paesano mi ha aiutato moltissimo a definire il carattere privato di Rastelli, il suo appartenere a un piccolo universo che lo coccola ma di cui si sente il padrone, e di cui crede di poter disporre a pure piacimento." Accanto a Girone nei panni del ragioniere Ernesto Botta, l'anima pulsante dell'azienda, un Toni Servillo più controllato e funzionale rispetto al recente passato: "Non essendo il mio personaggio uno di quelli maggiormente esposti all'attenzione mediatica - conferma l'attore - ho potuto delinearlo senza dover ricorrere a quello che l'opinione comune già sapeva di lui. Mi sono dedicato quindi alla sua vita interiore cercando di esprimerla soprattutto attraverso le sue azioni, sia quelle più quotidiane che invece attraverso il rapporto prima contraddittorio e poi amoroso che sviluppa con Laura Aliprandi (nel film interpretata da Sarah Felberbaum). E' la prima volta che mi capita al cinema di dover far conoscere al pubblico il mio ruolo attraverso un'attrazione sia fisica che mentale nei confronti di una donna. E' stata un'esperienza nuova, ma secondo me fondamentale per raccontare con pienezza chi è Ernesto Botta." Un lavoro molto importante per precisare la situazione schizofrenica - così l'ha definita la sceneggiatrice del film Ludovica Rampoldi - che vivono i personaggi è anche quello fatto attraverso le scenografie e i costumi, i quali immergono la storia in un’aurea polverosa e in qualche modo bloccata, in cui tutti si trovano invischiati senza rendersi conto che il mondo sta cambiando: "Per quanto mi riguarda i costumi mi hanno molto aiutato a fissare l’identità di Laura - conferma Sarah Felberbaum - una donna che attraverso il suo look algido dimostra all'inizio un'immobilità interiore. Man mano che il suo ruolo professionale all'interno dell'azienda aumenta e si sviluppa anche la sua relazione con Botta, Laura inizia a sciogliersi e a trovare una sua dimensione, esplicitata anche da un cambio di abbigliamento. Per dover interpretare una figura così chiusa, decisa, che ha una fisionomia precisa ma espressa con molta sottigliezza, per me è stato fondamentale." " Il lavoro fatto dalla scenografa Alessandra Mura - continua Molaioli – è stato indispensabile per esprimere la fangosità e l'arretramento di un sistema che crede di poter gestire tutto con un pranzo, una chiacchierata davanti a un bicchiere di vino, una visita a domicilio a un senatore, un ministro o il Presidente del Consiglio. L'arretratezza mentale e filosofica in cui stagna sia Rastelli che le persone su cui fa affidamento per risolvere i suoi problemi economici l'abbiamo studiata e riproposta con efficacia, non solo nelle scenografie ma anche nei setting: abbiamo ad esempio scelto un piccolo paesino piemontese, Acqui Terme, per restituire l'atmosfera dell’ambientazione principale, Parma. Credo che sia stata una scelta totalmente azzeccata."
Scritto con molta finezza e capacità di rendere interessanti anche situazioni probabilmente ostiche al grande pubblico come gli intrallazzi finanziari, Il gioiellino rappresenta al meglio una nuova tendenza del cinema italiano nel raccontare con lucidità le difficoltà politiche, economiche e sciali dell’Italia contemporanea. Ottimo esempio di cinema "civile" che funziona non soltanto per il tema trattato ma anche a livello puramente cinematografico. Un notevole passo avanti per Andrea Molaioli dopo un film probabilmente sopravvalutato come La ragazza del lago.




  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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