Interviste Cinema

Il flauto magico di Piazza Vittorio: autori e attori cantanti presentano il film ispirato all'opera di Mozart

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Un film diverso, colorato, gioioso e magico che arriva finalmente al cinema il 20 giugno. Con Fabrizio Bentivoglio, Violetta Zironi e Petra Magoni.

Il flauto magico di Piazza Vittorio: autori e attori cantanti presentano il film ispirato all'opera di Mozart

Dalla lunga esperienza dell'Orchestra di Piazza Vittorio, nata nel 2002 all'Esquilino, forse il quartiere più multietnico di Roma, che ha portato sui palcoscenici europei, grazie al maestro Mario Tronco, opere cantate e suonate da artisti di tutto il mondo, una di queste arriva finalmente al cinema il 20 giugno. È Il flauto magico di Piazza Vittorio, dall'opera di Mozart, che il pubblico può finalmente vedere tre anni dopo la sua realizzazione e 8 mesi dopo l'anteprima alla Festa del cinema di Roma. A firmarla, assieme a Tronco, è Gianfranco Cabiddu, cui dobbiamo già il bellissimo La stoffa dei sogni. In veste di co-sceneggiatore e interprete c'è un superbo Fabrizio Bentivoglio, mentre le star sono due splendide cantanti, Petra Magoni (La regina della notte) e Violetta Zironi (Pamina), alla loro prima esperienza di recitazione, accanto al giovane cubano Ernesto Lopez Maturell nel ruolo di Tamino. A presentare questo piccolo film artigianale ma pieno di amore e fantasia, pura gioia per gli occhi, le orecchie e il cuore, c'erano tutti loro, che stasera lo vedranno assieme al pubblico di Massenzio.

Mario Tronco, che oltre a essere il fondatore dell'orchestra è una delle anime della Piccola Orchestra Avion Travel e deve alla visione a 13 anni de La gatta Cenerentola di Roberto De Simone la scelta del suo lavoro, racconta la genesi del film: “L'Orchestra è arrivata a Mozart per puro caso, ed essendo un'orchestra composta per lo più da musicisti popolari, che non leggono la musica, ho iniziato a pensare al Flauto Magico come se fosse un'opera tramandata oralmente, quindi ho iniziato a lavorare sulle arie fischiando le melodie o registrandole sul telefonino, poi gliele mandavo e loro le riportavano con degli errori che abbiamo fatto diventare partitura. Abbiamo cercato di far assomigliare i personaggi agli interpreti. Ernesto aveva 21 anni ed era in piena tempesta ormonale, quindi era perfetto per fare il principe innamorato. Papageno è l'anima semplice e profonda dell'orchestra, cibo e lavoro per lui sono la cosa più importante e così per ogni personaggio, fino a Petra Magoni regina della notte punk”.

Fabrizio Bentivoglio parla del suo rapporto con l'Orchestra: “nasce molto tempo fa, tanto che compaio tra i produttori del documentario di Agostino Ferrente, l'ho vista nascere e ho visto nascere lo spettacolo teatrale. Quando a Mario è stato proposito di scrivere una sceneggiatura mi ha chiesto di aiutarlo, è un tragitto molto lungo partito dall'idea che tutto potesse accadere in una notte, tra la chiusura dei giardini di Piazza Vittorio a sera e l'apertura al mattino. Da quel primo incontro al film sono passati 8 anni, quando vengono fatti questi film così piccoli è diventato complicato farli uscire in sala. E questa uscita mi dà orgoglio e gioia, sennò tutto questo impegno, fatica e passione rrestano nel cassetto, rischiano di cadere nel dimenticatoio e sarebbe un peccato per un film del genere”.

Per chi non è di Roma, Mario Tronco spiega la particolarità di piazza Vittorio: “Ci ho abitato per 25 anni, quindi c'è un rapporto sentimentale. Appena mi ci sono trasferito sono rimasto stordito dal frastuono, sembrava un'orchestra impazzita che aveva bisogno dell'oboe per essere accordata, è un posto romantico e a volte tragico e drammatico, ha una bellezza diurna e un'angoscia notturna, ha un'anima umana, il film non poteva essere che girato lì. Il rapporto col quartiere oggi è meno intenso, anche se all'inizio l'orchestra è stata finanziata dai cittadini, dagli abitanti del quartiere, oggi è nomade, Lione è diventata la nostra casa di produzione e ha prodotto i nostri spettacoli. Lo dico non con rammarico, perché mi rendo conto che la città ha problemi ben più gravi che quello di trovare una sede alla nostra orchestra”.

Come è stato creato il mix di stili visivi e musicali che vediamo nel film? “L'orchestra comprende musicisti folk, pop e classici, volevo una libertà assoluta di azione negli arrangiamenti, volevo cavalcare i generi senza essere etichettati come succede nella musica oggi, così anche nel film ci siamo divertiti a usare stili diversi assecondando la musica”. Cabiddu interviene in merito: "Mozart prendeva da tutte le parti e l'idea di fare un film trasversale e popolare che restituisse un senso di sorpresa è stata possibile perché c'era una troupe che amava questo progetto ed era pronta a buttarsi nel rischio, anche in corso d'opera. E' stato possibile osare anche oltre l'immaginabile, grazie a dei produttori eroici (Isabella Cocuzza e Arturo Paglia) che ci hanno dato una libertà assoluta. C'era un'atmosfera teatrale e c'è stata molta improvvisazione”.

Violetta Zironi, una delle bellissime voci uscite da X-Factor (anno 2013), oggi vive a Berlino e sta per andare in promozione del suo nuovo disco. Questo è stato il suo debutto come attrice: “Ci sono stati molti momenti di improvvisazione, io non sono un'attrice ma nel film ho potuto quasi interpretare me stessa, è stato più uno svago che un lavoro”. Petra Magoni invece conosceva il suo personaggio: “Avevo già fatto la Regina della notte a teatro e questo era un sogno nel cassetto da quando studiavo canto, realizzato con la libertà che contraddistingue il mio percorso artistico. C'è un solo attore nel film, noi siamo tutti musicisti, ma trovo tutti bravissimi. È stato bellissimo partecipare a questo progetto”. Ernesto Lopez quasi non ci crede: “Fare il principe non è facile ma avere una principessa così bella mi ha aiutato. Conoscevo già Mario e avevo un'idea di come interpretare Pamino perché già lo suonavo a teatro. A vedermi quasi non mi riconosco. È stato bello fare il film e merita di esser visto”.

Quanto ai cambiamenti rispetto all'opera di origine, qua c'è più attenzione ai ruoli femminili: “Nella nostra riscrittura – dice Tronco – è determinante il ruolo di Pamina, che nell'opera subisce e non determina, ma nel film alla fine è quella che determina la storia e fa riappacificare i genitori”. “E non c'è Papagena" – aggiunge Bentivoglio - “Papageno è lasciato libero alla sua umanità, Pamina si mette in condizione di scegliere, si libera da sola, e sceglie sia Tamino che l'amico Papageno”. I temi di questo film non sembrano essere così distanti da quelli de La stoffa dei sogni, conferma Cabiddu: “Io vengo dal teatro e dalla musica, quando ero molto giovane, ci sono dei punti di contatto anche nel testo tra Il Flauto magico e La tempesta. Il rapporto tra Sarastro e Pamina sembra quello tra Prospero e Miranda, c'è il senso dell'isola, di qualcosa che succede in un tempo altro, ed è stata la prima opera in cui c'erano le macchine in teatro. Il flauto magico è l'esaltazione delle macchinerie e c'è una contemporaneità in questo film che abbiamo voluto estrapolare in quella frase scritta all'inizio che sta sulla Statua della Libertà. È un mondo mischiato, dove si canta in 8 limgue, ci sono le musiche del mondo, persone che si incontrano e si scambiano la loro cultura in una maniera armonica”.

Ecco, noi vi raccomandiamo di fare esperienza del Flauto Magico di Piazza Vittorio, dal 20 giugno, e di tributare a questo piccolo film l'affetto che merita. Inizialmente in sala in 20 copie, si spera che riesca ad espandere la sua presenza con la libertà di cui si fa portavoce.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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