Interviste Cinema

Il colpo del cane: presentato alla stampa il secondo film di Fulvio Risuleo

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Edoardo Pesce, Daphne Scoccia e Silvia D'Amico sono gli ottimi protagonisti di questa insolita commedia che uscirà il 19 settembre.

Il colpo del cane: presentato alla stampa il secondo film di Fulvio Risuleo

Fulvio Risuleo ha solo 28 anni ma ha alle spalle già due corti pluripremiati, Varicella e Lievito madre, webseries e fumetti (scritti e/o disegnati) e un bel lungometraggio di esordio, Guarda in alto. Il giovane e talentuoso autore romano ha presentato oggi, insieme alle sue attrici, Daphne Scoccia e Silvia D'Amico, il suo secondo lumgomentraggio, Il colpo del cane, che uscirà il 19 settembre distribuito da Vision in circa 70 copie. È una storia originale e singolare, che partendo dal furto di un cane pregiato ci porta ad esplorare altri spazi di una Roma poco vista (ma i cinefili in questo caso riconosceranno almeno una location), raccontata con uno sguardo poco consueto per il nostro cinema e con un bell'orecchio musicale, come dimostra la (seconda) notevole colonna sonora originale, composta ancora una volta da un artista americano, stavolta della East Coast: Robert Aiki Aubrey Lowe. Era assente purtroppo in conferenza il terzo, fondamentale protagonista, Edoardo Pesce, di cui però si è giustamente molto ben parlato, mentre c'era il quarto attore, il piccolo bulldog Ugo.

“L'idea – racconta Risuleo - è nata da quella scena in cui Mopsi incontra Marti nel parco col cane. All'inizio volevo fare un corto su una dogsitter che si trova ad accettare questa proposta economica e la mia idea era di farlo subito dopo Varicella, ma poi ci siamo detti che poteva essere anche una storia più lunga, che ha preso due direzioni. Io ho seguito il flusso, sono partito da lì ma mi mancava ancora il personaggio di Orazio, che poi si è espanso e ha occupato quasi un'ora di film”. Silvia D'Amico, che abbiamo visto in Non essere cattivo e che ritroveremo presto in Brave ragazze, racconta che “la scrittura di Fulvio era molto particolare, noi abbiamo rispettato il suo modo di ragionare e non è stato semplice entrarci. Fulvio ha scelto due temperamenti scatenati, specialmente quello della signorina al mio fianco. Io ho cercato di tenerla a bada, che è quello che devo fare nel film, ma si è creato un bell'equilibrio. In quel minuscolo abitacolo faceva un caldo incredibile, mentre inseguivamo una Croma per i campi della Magliana, con un'auto che raggiungeva al massimo i 50 km orari”. Daphne Scoccia, l'indimentabile protagonista di Fiore, tanto sfacciata ed esuberante appare nel film quanto timida e di poche parole è in pubblico, dice che “Con Fulvio mi sono sentita un po' a casa, è raro trovare personalità del genere. E nel personaggio ci ho messo del mio, come accade quasi sempre se la sceneggiatura ti piace”.

La vicenda del film è raccontata attraverso vari punti di vista, una struttura che il cinema ha utilizzato anche in esempi alti come Rashomon di Kurosawa. Risuleo racconta da cosa gli deriva l'amore per questo tipo di narrazione:

“Sono sempre stato affascinato dalle strutture che ritornano su loro stesse e in particolare da Uno studio in rosso di Arthur Conan Doyle, la prima storia di Sherlock Holmes, che tutti conoscono ma pochi hanno letto. La prima parte è ambientata a Londra e la seconda, staccata, nel deserto. E mentre lo leggevo alle medie mi dicevo 'che strano, ma cosa sto leggendo, perché c'è il deserto?' E poi tornava Sherlock Holmes'. Mi piace il fatto che il film a un certo film finisca e ne cominci un altro. Non è stata una struttura costruita a tavolino, ho scritto molto, all'inizio volevo fare un film equilibrato tra i vari protagonisti ma essendo Orazio l'antagonista andava approfondito, per cui alcune scene, come quelle con la mamma, che in teoria potrebbero essere superflue, mi servivano per dare informazioni allo spettatore, mentre altre sono state tagliate. Io mi ritrovo a scrivere molto perché parallelamente porto avanti il lavoro come fumettista e autore di webseries, quindi mi interessa esplorare tutte le direzioni della narrazione. In Ziggurat ho sperimentato con l'interattività, perché lo spettatore poteva scegliere l'ordine in cui vederlo. Il film tra tutte le cose che faccio è il modo migliore per arrivare a tutti, mi aiuta a fare qualcosa di sperimentale fino a un certo punto e anche qualcosa che sia interessante e coinvolgente per il pubblico”.Sulle location, diverse da quelle del film precedente in cui erano i tetti a legare varie zone romane, il regista spiega perché ha scelto la periferia:
“Conosco bene quei luoghi tra Magliana, Laurentino ed Eur perché ci sono nato e cresciuto. Per lo più quelle zone sono campagna e io per anni ho aspettato gli autobus in mezzo al verde guardandomi intorno e vedendo il raccordo anulare che incrocia la natura e i ruderi antichi. Trovo che spesso la periferia nel cinema venga scelta in maniera ideologica, ma io che ci sono nato e cresciuto so che si tratta di una semplificazione della realtà perché ci vive gente di ogni tipo. Inoltre visivamente è molto cinematografica, è il posto dove l'antico e il contemporaneo non solo si sovrappongono ma si confondono. Per me è il massimo aver potuto ambientare questa storia in un set del genere”. “Tra l'altro con lui – aggiunge Silvia D'Amico – non sai mai quanto le cose siano casuali. Stavamo in queste zone della Magliana, sopra un colle con l'erba molto alta e una torre e io gli ho detto che era un luogo pasoliniano e lui mi ha risposto 'certo, qua hanno girato Uccellacci e uccellini”.

Sul grande assente, Edoardo Pesce, già protagonista di Varicella e pluripremiato per Dogman, è un coro di lodi unanime. Risuleo:

“Per me è il miglior attore che abbiamo in questo momento, ho scritto le ultime stesure quando era già stato scelto perché ci conoscevamo da Varicella e volevamo fare un film insieme, quindi l'ho potuto fare con lui in mente. Questo è un privilegio grandissimo per chi scrive. Lui è ossessionato dalla credibilità, ha provato vari dialetti ma poi ha rinunciato perché non vuole sembrare una macchietta irreale, è affascinato dai personaggi strani e dal mimetizzarsi all'interno di essi”. Daphne Scoccia: “Ho fatto un altro film con lui che non è uscito, e forse è stato meglio, ma ho fatto scuola. Sul set c'erano anche la Cardinale e Tognazzi. Conoscevo già Edoardo ed è una persona alla mano, ci si lavora bene, è anche umile, non se la tira per niente, è un bravissimo attore e non puoi che assorbire da lui, cogliere il meglio e farlo tuo”. Silvia D'Amico: “Mi ha colpito come si è messo a disposizione, come hanno costruito insieme il suo personaggio. Sul set era fiero di noi quasi come se ci avesse scelto lui, ha avallato ogni scelta di Fulvio ed è un tipo di condivisione molto bella tra attore e regista".

Infine, una nota sull'importanza del sonoro e sulla musica del film:

“Il suono è una vera e propria ossessione per me, ho imparato al Centro Sperimentale e continua tutt'ora. Il sound designer adesso vive in Spagna ma lavoro sempre con lui perché siamo cresciuti insieme. A volte se i film italiani sembrano amatoriali è quasi sempre colpa del suono che appiattisce l'immagine, si vede tantissimo negli horror quanto sia importante il suono, ma anche un film romantico tutto ambientato in una stanza ha bisogno di un ambiente sonoro che contribuisca a creare narrazione, è molto importante lavorare al mix in fase di post-produzione. Ho coinvolto il musicista scrivendo sul web al suo agente. Lui lavorava in coppia con Jòhan Jòhansson che purtroppo non c'è più, hanno fatto Arrival e Sicario. Aveva voglia di esprimersi da solo e io non gli ho imposto niente, è venuto due settimane a Roma con una strumentazione elettronica che ha costruito lui ed ha fornito un punto di vista esterno su tutta la vicenda”.

Contemporaneamente al film uscirà per Coconico Press anche un graphic novel, Sniff, scritto da Fulvio Risuleo e illustrato da Antonio Pronostico: “sono contento che escano la stessa settimana, sono due arti che porto avanti parallelamente e che si contaminano e ho la fortuna di poter scegliere cosa raccontare con l'una e con l'altra”. Quindi sono due gli appuntamenti con questo giovane autore, in libreria e, dal 19 settembre, al cinema con Il colpo del cane.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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