Interviste Cinema

I Vanzina presentano Sotto il vestito niente

Non aspirano a fornire motivazioni chissà quanto elaborate, a sostegno del loro nuovo film c'è solo il sacro gusto di fare cinema di genere rispolverando il loro primo amore, il thriller. I fratelli Vanzina, Carlo alla regia, parlano insieme al cast di Sotto il vestito niente – L'ultima sfilata, presentato a Roma.

I Vanzina presentano Sotto il vestito niente

I Vanzina presentano Sotto il vestito niente

Non  aspirano a fornire motivazioni chissà quanto elaborate, a sostegno del loro nuovo film c'è solo il sacro gusto di fare cinema di genere rispolverando il loro primo amore, il thriller. I fratelli Vanzina, Carlo alla regia, parlano insieme al cast di Sotto il vestito niente – L'ultima sfilata, presentato a Roma.

Dopo un breve excursus su quello che fu all'origine del film del 1985 (doveva essere affidato ad Antonioni che invece rinunciò), divenuto sorprendentemente un cult, Carlo Vanzina parla di come sia cambiato il mondo della moda, scenario di luci e ombre scelto anche per questo reboot: "negli anni 80 e 90 la moda era identificata con il made in Italy, grandi stilisti emergenti e vere e proprie top model, da Claudia Schiffer a Renée Simonsen, lo spirito era quasi pionieristico. Oggi molto è cambiato, la società globalizzata privilegia il vestito, il marchio, non la star".

Sotto il vestito niente – L'ultima sfilata intreccia tre storie, come spiega lo sceneggiatore Franco Ferrini: quella dell'ispettore di polizia che indaga su una morte misteriosa, quella di una Cenerentola che entra nel modo della moda e il dramma familiare di uno stilista di successo.

"Avevamo voglia di fare un giallo. Sono un appassionato del genere - dice Carlo Vanzina - di film, vecchi e nuovi, e di tutta la letteratura che in questo momento sembra aver trovato nuovo vigore, da Stieg Larsson (la modella che muore all'inizio del film ha lo stesso cognome, ndr) a Camilla Läckberg. Ne è testimonianza la molteplicità di omaggi e citazioni cinefile distribuite in tutta la pellicola." Anche il fatto che, a differenza del primo (ambientato quasi esclusivamente a Milano), questo film è girato in Svezia, prima a Stoccolma e poi a Fjalllbacka, in Svizzera, a Cernobbio, a Milano e a Roma: "Sono le mie suggestioni cinematografiche a guidarmi. La scena sulla panchina è ispirata alla conversazione tra Cary Grant e Ingrid Bergman in Notorius, la clinca di Davos richiama quella di Io ti salverò. Penso che gli spostamenti, il cambio del paesaggio aggiunga sempre qualcosa ad un film, lo impreziosisca".

Enrico Vanzina ha raccontato di come sia stato bizzarro il modo in cui Pino Donaggio ha preso parte al progetto, curando nuovamente le musiche del film a 25 anni di distanza dal primo. "Mentre stavo facendo una gara di canotaggio a Venezia, l'ho visto che mi incitava da una finestra e ho avuto la prontezza di dirgli: ti chiamo, Sotto il vestito niente!".
Enrico, co-autore della sceneggiatura, ha parlato della centralità del melodramma in questa storia, segreti, relazioni pericolose e il mondo della moda sullo sfondo. Quello stesso che, come il meccanimo del thriller, rivela e nasconde, affascinando lo spettatore. "Divertiva noi per primi raccontare questa storia, speriamo che il pubblico abbia piacere di uscire da questa sbornia di commedia che ci accompagna di recente. Ne sono contento ma è bello anche raccontare altro".

Venendo agli attori, il film è visto molto con gli occhi del commissario di polizia, dice il regista, che ha trovato il suo interprete in Francesco Montanari, noto ai più come il "libanese" della serie di Romanzo Criminale. "Ho trovato eccellente la collaborazione con Carlo ed Enrico Vanzina, al 51esimo film sono dei professionisti sempre pronti all'ascolto e al confronto". Il personagggio testardo e simpatico che interpreta Montanari sembra rispecchiare alcune sue caratteristiche: "la determinazione sicuramente mi appartiene - dice l'attore. Ho cercato di rendere l'ispettore Malerba un uomo normale e non banale, l'ironia, che ho costruito anche grazie al mio collega poliziotto (Vincenzo Zampa), penso sia una sfumatura fantasiosa e credibile".

La Cenerentola, o il "cigno bianco", come l'hanno definta i Vanzina, di questo film è Vanessa Hessler. Giovane e bellissima modella italo-americana che dopo una parte in Natale a Miami si è trovata ad affrontare un genere completamente diverso. Il personaggio di Britt è quello di una ingenua ragazza di provincia che si trova d'improvviso catapultata nel mondo della moda, seducente e pericoloso. "In questo ruolo ho rivisto molto dei miei esordi, il mondo della moda lo conosco abbastanza bene, è affascinante, ma il cinema ti permette di conoscere più a fondo le persone. Sono stata felice di prendere parte ad un thriller, la cosa in un primo momento mi ha spaventato, proprio perchè era importante rendere credibile i tratti genuini del mio personaggio, ritrovare quella verità nella sorpresa".

La collaborazione tra Francesco Montanari e Vanessa Hessler è stata molto apprezzata da entrambi, si sono scambiati complimenti sinceri rivelando uno dell'altro una dedizione particolare al lavoro di squadra, che si è tramutato in sintonia.

A completare il cast Gisella Volodi, che non ha nascosto la sorpresa e il piacere dopo che le hanno chiesto di sfilare a Parma: "ci sono modelle che diventano attrici e attrici vecchiotte che diventano modelle"; Virgine Marsan, che ha descritto il lato oscuro del suo ruolo e Richard E. Grant. L'attore inglese, spesso interprete dei film di Robert Altman, che, nei panni dello stilista Marinoni, ha dato la sua impronta internazionale al film.



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