I soliti idioti, noi li abbiamo incontrati

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I soliti idioti, noi li abbiamo incontrati

I soliti idioti, noi li abbiamo incontrati


Ruggero De Ceglie vestito di tutto punto e deturpato dalla vitiligine apre le portiere della sua jaguar, con l'effetto di una mina vagante, falciando ciclisti e poi imprecando contro di loro. Beve quattro o cinque negroni prima di mettersi alla guida, più che sportiva, per le strade di Milano. Lo scopo è condurre il figlio Gianluca lontano dalla chiesa in cui deve sposare quella "busta de piscio" o "crimine contro l'umanità", con cui sta da 15 anni. Parla "proprio-proprio-proprio" un ottimo romanesco, anche se, nascosto sotto quella maschera, chi gli dà corpo e voce è decisamente lombardo. Infatti Francesco Mandelli (che ha ricevuto anche i complimenti di Paola Cortellesi per il perfetto accento), dopo cinque ore al trucco, diventa da quattro anni questo scorretto e volgarissimo personaggio, uno dei principali, della serie di sketch dal titolo I soliti idioti, che dal 2009 vanno in onda su MTV. A farsi vituperare, inerme, Fabrizio Biggio, che si trasforma nel bamboccione di 30 anni, spina nel fianco del padre. Dal piccolo schermo al web, a suon di migliaia di visualizzazioni, i due sono esplosi come nuovo fenomeno, non soltanto con l'accoppiata "Father & Son", ma con altre macchiette ultra caricaturali, che hanno fatto sganasciare dal ridere gran parte dell'Italia. Ne hanno dovute scegliere alcune, quelle più cinematografiche, quando, oltre un anno fa, l'idea di portarle sul grande schermo è diventata concreta.

Ad accendere la miccia è stato il produttore Pietro Valsecchi, artefice di un altro grande salto, quello di Checco Zalone, certo di averci visto lungo anche stavolta; ed ecco che, venerdi 4 novembre, I soliti idioti - il film riempirà ben 550 sale. "Fare un film era un sogno che coltivavano da anni, e riuscire a realizzarlo con la stessa squadra con cui ha preso vita la sit-com, è stato davvero bello", confermano i protagonisti, che alla presentazione alla Casa del Cinema di Roma, sono in compagnia del regista Enrico Lando, che in questi anni, ci dicono, si è quasi meritato la beatificazione.
Il lavoro di scrittura è stato minuzioso, è durato un anno e ha subito diverse modifiche, perché dice Biggio "le nostre devono essere gag a tenuta stagna", peccato però che sul set, farsi travolgere dall'improvvisazione sia inevitabile, e il lavoro del regista è da reimpostare seduta stante! Il travestimento infatti spesso è più forte del copione, e i personaggi, che gli interpreti davvero amano, sembrano prendere vita propria.

Al centro c'è la vicenda dei De Ceglie senior e junior, ma irrinunciabile era l'idea di punteggiarla con personaggi amati dal pubblico. La coppia gay Fabio e Fabio, con le loro crisi uterine, come anche i coniugi Marialuce e Gianpietro (i perbenisti) sono gli invitati del matrimonio che non s'ha da fare; mentre il povero Sebastiano cerca di consegnare un pacco agli sposi, ma deve, ancora una volta, superare gli ostacoli di Gisella e del suo continuo "Sono subito da lei".

Se I mostri è il film che, con i suoi episodi di satira sociale, ha ispirato gli sketch televisivi, nella pellicola non mancano citazioni del grande cinema, con cui tutta la squadra si è divertita a giocare. Protagonista di una di queste è la splendida modella Madalina Ghenea, che seduce Gianluca, come Sophia Loren sedusse Mastroianni in Ieri oggi e domani, (quasi uguale, soltanto che lei, scopriamo essere zoppa, ed è per questo che si deve appoggiare!). "Inizialmente quando Pietro Valsecchi mi ha proposto il film", dice Madalina in conferenza "ero dubbiosa, io volevo esordire con un dramma, ma quando ho incontrato i ragazzi, di cui sono una vera fan, sono riusciti a convincermi che anche questo, in certi momenti, lo era!"

"La nostra non è risata amara, ci piacciono talmente tanto i difetti di questi personaggi, che poi sono quelli amplificati del nostro quotidiano, che non possiamo che generare risate genuine", dice Francesco Mandelli, "il punto di partenza è ciò che vediamo, naturalmente amplificato, vogliamo far ridere."

E se anche le polemiche e le stroncature riempiono le pagine dei quotidiani, e quindi sono segno di interesse, i due ragazzi si dicono affascinanti da questo tam tam mediatico, aspettano srenamente il verdetto del botteghino, e con loro anche i produttori, per poi iniziare a pensare a nuovi personaggi da inserire nel secondo capitolo, annunciato da un invitante “Continua..." a fine film. "Ci sono accordi per un secondo film, e noi sinceramente, vorremmo far diventare I soliti idioti una trilogia!"

L'entusiasmo non gli manca, e non potrebbe essere altrimenti, un po' di pazienza, e chi vivrà vedrà!



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