Interviste Cinema

I fratelli Vanzina e Raoul Bova parlano di Ti presento un amico

Presentata a Roma la nuova commedia dei fratelli Vanzina, che sterzano rispetto ai "tradizionali" cinepanettoni e si cimentano in una commedia sofisticata con protagonisti Raoul Bova, Martina Stella, Sarah Felberbaum, Kelly Reilly e Barbora Bobulova.

I fratelli Vanzina e Raoul Bova parlano di Ti presento un amico

I fratelli Vanzina e Raoul Bova parlano di Ti presento un amico

Anche se non dirigono un film di Natale dal 1999, e cioè dai tempi di Vacanze di Natale 2000, Carlo ed Enrico Vanzina restano, agli occhi dei più, gli autori di ogni singolo cinepanettone. E’ proprio questa scomoda etichetta che li ha spinti ad imbarcarsi nell’avventura di Ti presento un amico, un film che fa ridere, ma che appartiene a un genere con le sue regole e il suo preciso linguaggio: la commedia sofisticata. “Non c’è nulla di peggio” – racconta Carlo Vanzina -  “che sentirsi chiedere da uno spettatore: quest’anno dove portate in vacanza Christian De Sica? Nel nostro paese si ha la malsana abitudine di collegare un regista, un produttore, perfino un attore a una particolare tipologia cinematografica. Con questo nuovo film abbiamo deciso di variare, di esporci e di dimostrare che si può fare qualcosa di pulito e spiritoso senza ricorrere alla volgarità, alle battute a raffica, ai monologhi di comici collaudati, alla farsa”.
“Volevamo fare una specie di Notting Hill” – continua Enrico Vanzina, che anni fa aveva scritto una prima versione della sceneggiatura insieme a Francesco Massaro – “Ci interessava un film che si inserisse in una tradizione, se non anglosassone, comunque internazionale, e che proseguisse un discorso che avevamo iniziato con South Kensington, in cui recitava, per esempio, un attore inglese come Rupert Everett. In questo contesto, eravamo obbligati a scegliere un interprete che fosse non propriamente comico, ma brillante, e l’unico protagonista possibile era Raoul Bova, che potremmo definire un Hugh Grant all’italiana e che ha contribuito alla scrittura del suo personaggio”.

“Adoro le commedie sofisticate” – confessa Raoul Bova – “ e ammetto che per me fare una commedia è meglio di un anno di analisi. Di Ti presento un amico mi piaceva molto il personaggio principale, perché non è un macho, ma un uomo di oggi, fragile e a tratti confuso, che cerca l’amore e che in qualche modo è vittima di donne decisamente intraprendenti. Un po’ gli somiglio, anche io ho fatto degli incontri strani, quasi assurdi, quando ero più giovane, e anche io, come lui, ho sempre voluto lasciare aperta la porta del cuore. Le vicende che gli accadono mi hanno fatto riflettere sulla velocità degli incontri amorosi. Al giorno d’oggi, ci si innamora, ci si fidanza, ci si sposa nello spazio di qualche giorno.
Sulle analogie fra Bova e il suo personaggio sono d’accordo anche i fratelli Vanzina, che 17 anni fa hanno lavorato con l’attore in Piccolo grande amore: “Raoul è una persona limpida che ha portato la sua morale di uomo puro  in un personaggio onesto. Noi lo abbiamo scelto perché è un grande professionista, un attore che non si mette mai al centro dell’attenzione. La prima volta che lo abbiamo incontrato abbiamo notato subito la sua forte presenza scenica. L’esperienza e soprattutto il suo periodo americano lo hanno reso più maturo e consapevole”.
Ai complimenti di Carlo ed Enrico Vanzina Bova risponde con altri complimenti: “Era tanto tempo che desideravo tornare a lavorare con loro, ma non avevamo il progetto giusto. Certamente occupano un posto importante nella storia del cinema comico recente, eppure si mantengono sempre umili e disposti ad accogliere nuove proposte. Solitamente chi firma una sceneggiatura è molto attaccato a ciò che ha scritto e l’attore è costretto ad adeguarsi. In questo caso, mi è sembrato di tornare ai vecchi tempi, quando si era una grande famiglia e si condividevano idee, proposte e sogni. Magari potessi sempre lavorare così e avere a disposizione ruoli del genere, mi fanno crescere, migliorare, cosa rara nel nostro campo, dove non sempre è possibile essere messi in condizione di affrontare nuove sfide”.

Interpretato anche da Martina Stella, Sarah Felberbaum, Kelly Reilly e Barbora BobulovaTi presento un amico non è solo una commedia sentimentale, ma anche una riflessione sulla famigerata crisi economica che sta assalendo non solo il nostro paese, ma l’intero mondo occidentale. “Nella prima versione della sceneggiatura” –  spiega Carlo Vanzina -  “la crisi non c’era. All’inizio abbiamo pensato di ambientare la vicenda a Berlino, o magari tutta a Londra. Poi, visto ciò che stava accadendo intorno a noi, abbiamo deciso che la nostra dovesse essere una storia tutta italiana, una storia di licenziamenti e di tagliatori di teste. Quando alla scorsa edizione del Festival di Roma abbiamo visto Tra le nuvole, ci ha piacevolmente stupito il fatto che anche in America qualcuno avesse fatto un film che affrontava questi argomenti”.
“In fondo precorrere i tempi è il compito della commedia” – minimizza, scherzando Enrico Vanzina. “La commedia all’italiana è sempre arrivata 5 minuti prima della realtà, ha saputo vedere cose che nessuno avrebbe immaginato e nel raccontarle ha meravigliato la gente. Lo facevano Age e Scarpelli tanti anni fa e cerchiamo di farlo anche noi in ogni film che giriamo”.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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