Interviste Cinema

I 2 soliti idioti presentato alla stampa: volgari o non volgari? Questo è il dilemma

La conferenza stampa de I 2 soliti idioti è stata segnata dall'arringa del produttore Pietro Valsecchi contro i benpensanti e dalla verve di Biggio e Mandelli.

I 2 soliti idioti presentato alla stampa: volgari o non volgari? Questo è il dilemma

Si apre all’insegna della polemica la conferenza stampa de I 2 soliti idioti.
Con l’ostentata sicurezza del produttore che ha visto giusto e se la ride della crisi del cinema italiano, Pietro Valsecchi arriva, si siede e sferra il suo attacco: “Voi non siete il pubblico adatto a questo film” – comincia. “Voi guardate con diffidenza a tutto ciò che è nuovo e non vi rendete conto di quanto questi due ragazzi abbiano rivoluzionato il linguaggio del cinema. Pensatela come volete… a voi il giudizio, a noi gli incassi”.
Lanciato il sasso, Valsecchi passa poi a illustrare le meraviglie della sua nuova creatura: “Francesco e Fabrizio sono due giullari che ci fanno guardare dentro noi stessi e mettono in discussione tutto quello che noi non abbiamo il coraggio di criticare. Prendono in giro figure autoritarie come i padri o i preti ed esprimono la loro indignazione attraverso una volgarità che non è nelle loro corde ma appartiene al mondo che si divertono a dissacrare”.
“Il nostro segreto” – interviene più pacatamente Fabrizio Biggio: “sta nel politicamente scorretto. Per noi è importante essere liberi di dire ciò che vogliamo e di rompere le regole. Quando abbiamo cominciato a lavorare per MTV non avevamo vincoli e restrizioni, e il nostro modo di scherzare è rimasto inalterato quando siamo passati al cinema. Il bello della nostra collaborazione è che ci divertiamo tantissimo quando siamo sul set”.
“La parolaccia” – aggiunge Francesco Mandelli – “per noi non è mai casuale, deve avere un significato preciso. Parlare di volgarità, nel caso di Ruggero De Ceglie, non ha senso. Ruggero è una caricatura. Il suo ‘dai, cazzo’ non è che la punta dell’iceberg, perché ad essere detestabile in lui è soprattutto la furbizia. La volgarità, per noi, sta nella realtà che cerchiamo di rappresentare”.

A chi li accusa di essere diseducativi, Mandelli e Biggio rispondono con cognizione di causa, dicendo che il compito di educare i giovani spetta ai genitori. “Quando ero adolescente” – racconta Mandelli – “ascoltavo sempre le canzoni di Elio e le storie tese, che erano molto sboccate. Le cantavo a squarciagola per casa. Un giorno mia madre venne da me e mi disse: ‘adesso basta, piantala di urlare queste oscenità’. Obbedii e la cosa finì là. Non dateci la responsabilità di formare le nuove generazioni. Noi non vogliamo essere educativi, ma distruttivi”.
Parolacce a parte, la galleria di personaggi ideati da I soliti idioti parte da una precisa osservazione della realtà: “Tantissimi figli si riconoscono in Gianluca De Ceglie e vi assicuro che, in alcuni quartieri di Milano, è pieno di gente che dice: ‘fica, boh’. Noi non facciamo altro che registrare e riprodurre un linguaggio sempre più impoverito. Ci fa piacere che alcune nostre frasi siano diventate dei tormentoni, ma i nostri non sono tormentoni fini a se stessi. Quando i bambini ci guardano in televisione, attraverso i nostri personaggi capiscono quello che hanno intorno”.

Come era successo per il primo film, I 2 soliti idioti affida buona parte della narrazione a Ruggero e Gianluca De Ceglie, i due personaggi che, secondo Francesco Mandelli sono più cinematografici: “Ci siamo resi conto che non potevamo mettere nel film tutti i nostri personaggi, così abbiamo dovuto fare delle scelte dolorose, come lasciare da parte la postina e Sebastiano. Volevamo che il film seguisse una sua linea narrativa. Prima di arrivare sul set, c’era una sceneggiatura, ma l’abbiamo in parte riscritta mentre giravamo. In fondo è meglio così, perché se c’è improvvisazione, il pubblico avverte una maggiore spontaneità. Più de I soliti idioti, I 2 soliti idioti è un film di pancia”.
Ricco di citazioni cinematografiche e forte di un’uscita in circa 450 copie il 20 dicembre, I 2 soliti idioti avrà probabilmente un sequel, che sarà ambientato a New York. Ad annunciarlo è Pietro Valsecchi, che conclude l’incontro stampa spiegando: “Vogliamo esportare il fenomeno all’estero, ci piacerebbe inventare due idioti italoamericani e fare un film parlato in inglese”.



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