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Interviste Cinema

Hilary Swank parla delle sue scelte da outsider al Locarno Film Festival 2019

Dopo alcuni anni dedicati alla sua vita personale la due volte vincitrice dell'oscar ha ricevuto il Leopard Club Award.

Hilary Swank parla delle sue scelte da outsider al Locarno Film Festival 2019

Il sorriso non l’è mai mancato, ma Hilary Swank in questi ultimi tempi ha ripreso con entusiasmo la sua carriera come produttrice, oltre che attrice, dopo alcuni anni in cui si è dedicata soprattutto al padre, che ha brillantemente superato una seria malattia. Un padre che per molto tempo non ha frequentato, e con cui i rapporti sono stati difficili per molto tempo, lei che è stata cresciuta nello stato di Washington, al confine col Canada, e poi da ragazzina in California, solo lei e la madre; un team impegnato a cavalcare il sogno della giovane outsider, Hilary, di sfondare nel mondo dell’entertainment.
Il Locarno Film Festival 2019 ha omaggiato la Swank con un premio, il Leopard Club Award, che premia una carriera ancora giovane - non dimentichiamoci che è classe 1974 -, ma già piena di altri riconoscimenti. Ovviamente, parliamo soprattutto dei due oscar vinti in cinque anni, nel 1999 con Boys don’t cry e nel 2004 con Million Dollar Baby di Clint Eastwood.

Incontrando gli spettatori a Locarno, nel corso di un affollata conversazione, la Swank si è prestata a molte domande e curiosità, raccontando ad esempio di come, nonostante un contratto per due stagioni, venne licenziata solo dopo 16 episodi della mitica serie televisiva Beverly Hills 90210, il suo vero debutto in grande stile in televisione. Al cinema, invece, mise a frutto le sue qualità fisiche da atleta, a livello anche nazionale, interpretando la protagonista di Karate Kid 4. Come dire, un allenamento per la successiva performance sul ring di Million Dollar Baby. L’attrice ha anche parlato del presidente Trump, e dei suoi commenti successivi alla sparatoria di El Paso, come l’accusa a Hollywood di essere “razzista”, probabilmente per la decisione della Universal di cancellare l’uscita di The Hunt, che ha proprio la Swank fra le interpreti.

“È importante celebrare le nostre differenze”, ha commentato, “la politica divisiva del presidente non ha cambiato il mio intento di raccontare storie significative. Sto sviluppando un progetto su un rifugiato siriano. Le scelte che ho fatto rappresentano in buona parte la persona che sono, e questo non cambierà. Scelgo storie sui meno fortunati, gli outsider, mi impegno per i diritti umani. Negli ultimi anni ci sono state altre cose importanti per me, nella mia vita. È stato un periodo meraviglioso, in cui mi sono anche impegnata nell’impegno umanitario e come imprenditrice. Mi sono ridefinita e sono cresciuta, in maniera diversa”.

Sono stati anni importanti per le rivendicazioni sul riequilibrio delle posizioni di potere a Hollywood, e non solo. Proprio lei alcuni anni fa aveva rivelato di aver ricevuto un’offerta del valore di un decimo rispetto al suo partner maschile, pur avendo vinto due oscar a zero. Ha anche confessato che si è talvolta sentita “una cittadina di seconda classe” per il solo fatto di essere una donna, affrontando il tema della ineguaglianza generale nell’industria americana dell’intrattenimento. “Ancora oggi non ricevo la stessa paga dei miei colleghi uomini, la cosa non è cambiata, e non credo sia giusto. Certo, ora ci sono però molte più opportunità, non solo per le attrici, ma anche per le registe e le donne della troupe. C’è più inclusività, non solo dal punto di vista di genere, ma anche della razza. Il che è molto importante, anche se c’è ancora molto da fare”.

E al proposito siamo sicuri, come ha confermato, che Hilary Swan sarà in prima fila, anche per sostenere i suoi valori in occasione delle presidenziali del 2020.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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