Giovannesi, Mastandrea e i giovani protagonisti raccontano Fiore: "Anche dal carcere può nascere qualcosa di buono"

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Giovannesi, Mastandrea e i giovani protagonisti raccontano Fiore: "Anche dal carcere può nascere qualcosa di buono"

Un bell’applauso ha accolto anche il terzo film italiano presentato alla Quinzaine di quest’anno, Fiore di Claudio Giovannesi. Un autore che dopo Alì ha gli occhi azzurri conferma attenta sensibilità nel ritrarre l’adolescenza. In questo caso racconta la vita nel carcere minorile di una ragazza, le visite del padre (Valerio Mastandrea), le giornate sempre uguali e l’amore per un giovane coetaneo del braccio maschile, che per lei rappresenta la possibile libertà.

Per il ruolo dei due protagonisti Giovannesi si è affidato a due non professionisti, il cui processo di selezione ci racconta così: “Daphne (Daphne Scoccia) l’abbiamo trovato in una trattoria di Roma in cui sono stato con la mia direttrice del casting. Lavorava come cameriera e aveva una bellissima faccia. Mentre Josh, che ora ha 20 anni, lo abbiamo trovato a Milano, il provino glielo abbiamo fatto all’ospedale, un’ora dopo la nascita della figlia”.

La produzione ha dovuto cercare in tutta Italia un carcere adatto e alla fine ha pescato a L’Aquila una struttura danneggiata dal terremoto, ristrutturata e mai più riconsegnata. “’C’erano anche i poliziotti - ha detto Giovannesi - abbiamo solo dovuto portare i criminali e la troupe. Per prepararci abbiamo trascorso sei mesi in un carcere, utilizzato testimonianze e consulenti fra ex detenuti e polizia. Il carcere minorile è uguale a quello vero, con celle d’isolamento e tutto il resto, l’unica differenza è che le guardie non sono in divisa. Un sistema che costa tanto e non serve a niente, si potrebbero usare quei soldi per migliorare la situazione dei ragazzi. Una cosa che mi ha colpito frequentando queste realtà, da cui sono partito scrivendo il film, è che l’innocenza a un adolescente non la togli anche se di fronte alla legge è colpevole”.

Daphne Scoccia ha raccontato l’esperienza inattesa che le sta cambiando la vita: “Non mi piace dire che sia nato tutto per caso, mi piace vederci un disegno. All’inizio mi verognavo, ho sempre avuto problemi nell’esprimermi, a parole ed emotivamente. Non è semplice far finta di amare una persona, ma poi con Josciua è nata una grande amicizia. Ho trovato molti punti in comune con il personaggio, anche io ho vissuto brutte esperienze. Ho fatto un grande lavoro su me stessa, grazie a Claudio ho superato la mia introversione, dando tutta me stessa, tirando fuori le mie emozioni. Come dopo una terapia mi sento migliore, cresciuta. Poi so che qui a Cannes stiamo vivendo in una bolla, che presto torneremo alla realtà. Un momento difficile è stato quando ho dovuto girare la scena di una telefonata. Per la prima volta mi sono guardata intorno, resa conto di dove mi trovavo e cosa mi stava succedendo.

Con i piedi per terra anche Josciua Algeri, che interpreta Josh, e che ha vissuto in carcere per un paio d’anni. “Ho avuto problemi con la giustizia fino a sabato scorso, quando sono riuscito con difficoltà a farmi concedere il diritto di espatrio. Il film è stata un’esperienza stupenda, ho lavorato molto a livello interiore, per tirare fuori gli aspetti positivi della carcerazione. Anche dal letame nascono i fiori. Riguardo all’emozione qui di Cannes, sappiamo da dove veniamo, io e Daphne, e non ce ne dimentichiamo. Due volte ho preso un aereo in vita mia, due situazioni cosi diverse: una volta per essere trasferito al carcere di Palermo e l’altro per venire qui al Festival di Cannes.

Due ragazzi che vivono l’oggi con la forza di chi non pensa al futuro, mentre Valerio Mastandrea interpreta il padre di Daphne. “Un personaggio molto abbottonato, sulle sue, ma che mi sembra si renda conto cosa vuole la figlia, abbia la forza di lasciarla libera di andare. Nel film recito in tuta, è una mia perversione, che mi viene dai film di Ken Loach. Mi avevano proposto quelle del Manchester United o del Liverpool, ma mi sono permesso di ricordare cosa avevano fatto quelle squadre alla Roma e abbiamo optato per l’Olympique Marsiglia, con cui non abbiamo mai giocato. “

Fiore uscirà il 25 maggio a Roma e Milano, e la settimana dopo, l'1 giugno, nel resto d'Italia.

Leggi anche: Fiore, recensione del film di Claudio Giovannesi con Valerio Mastandrea



Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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