Interviste Cinema

Giorgio Tirabassi fa Il Grande Salto col suo primo film da regista

Presentato alla stampa romana, insieme al suo coprotagonista Ricky Memphis, il riuscito e originale debutto del poliedrico attore, in uscita il 13 giugno.

Giorgio Tirabassi fa Il Grande Salto col suo primo film da regista

È un film pensato, scritto, realizzato e interpretato col cuore Il grande salto, prima regia di quel poliedrico personaggio (non solo attore ma anche cantante e musicista) che risponde al nome di Giorgio Tirabassi, che per interpretarlo ha voluto accanto a sé l'amico Ricky Memphis, suo collega in Distretto di polizia, e ha costellato il suo film di piccole e preziose partecipazioni speciali di altri attori noti ed amati come Valerio Mastandrea, Marco Giallini e Lillo, oltre a ruoli più corposi affidati ad attori di provata bravura come Paola Tiziana Cruciani e Gianfelice Imparato. Realizzato in modo indipendente e a basso budget con la Sunshine, Il grande salto è stato in seguito visto e apprezzato da Medusa Film che lo distribuisce in 250 copie da giovedì 13 giugno. Ed è sicuramente uno dei debutti più originali e ben fatto che abbiamo visto di recente nel nostro cinema.

“L'idea" – ha raccontato Tirabassi nella conferenza stampa di presentazione – "nasce da dei racconti che facevo a teatro, scritti da Daniele Costantini - che è anche autore della sceneggiatura assieme a Mattia Torre - su questi due rapinatori disgraziati e sfigati, Nello e Rufetto. La versione teatrale era molto surreale e le situazioni erano esilaranti. Per portarlo al cinema abbiamo deciso di abbassare un po' i toni e l'abbiamo portato verso una recitazione sempre più realistica, così come nella messa in scena che non ha niente di surreale. Come coprotagonista ho pensato sempre a Ricky, gli avevo anche proposto, ma senza successo, di farne uno spettacolo teatrale. Poi abbiamo trovato questi coraggiosi produttori che hanno creduto al progetto e mi hanno dato la possibilità di fare il film che volevo, senza nemmeno dover difendere il finale e il tono amaro che va un po' controcorrente”.

Ricky Memphis dice di aver rifiutato la versione teatrale perché “Il teatro un po' mi spaventa, sono troppo emotivo per fare teatro mentre al cinema mi sento a casa e ho accettato subito perché volevo fare un film con Giorgio e il fatto che l'avesse scritto e che l'avrebbe diretto è stato una spinta in più”. Tirabassi commenta così la sua prima esperienza dietro la macchina da presa: “Come regista, anche perché erano tutti attori bravissimi, ho avuto pochissimo da dire, in tutti i reparti. All'inizio alcuni, come i costumisti e l'autore delle musiche, pensavano che si dovesse esagerare un po', ma quando quest'ultimo mi ha proposto un commento ironico alle situazioni gli ho detto di restare nel mood dei personaggi, che sono disperati. Non c'è da ridere, c'è da essere con loro. Sono poi felicissimo del cast, come nel caso di Roberta Mattei che è la giovane moglie, Salvatore Striano che è il camorrista, Gianfelice che conosco da 30 o 40 anni, da quando era in coppia con Salemme, la Cruciani, Mia Benedetta, Mastandrea, Giallini e Lillo, attori intelligenti che hanno i tempi comici ma anche l'intelligenza di saperli usare quando servono. È stato tutto naturale".

Le location periferiche in cui è ambientata la storia non sono immediatamente riconoscibili: “Non volevamo riferimenti abusati dei palazzoni di Tor Bella Monaca, dove abbiamo anche girato, ma nella parte più vecchia. Loro sono dei malviventi vecchio stile, abbiamo cercato di raccontare due disperati, due disgraziati che potrebbero essere anche due commercianti o due giovani che tentano una start up, perché l'esigenza della svolta è presente nella vita di tutti noi, quella di avere un aiutino”. Nello stile sembra riecheggiare qualcosa del cinema di Sergio Citti: “Daniele Costantini è stato per tanto tempo aiuto regista di Sergio Citti, non è stato un riferimento conscio ma mi piace, abbiamo pensato di raccontare una storia seconda il nostro gusto, e noi siamo cresciuti con Scola, Risi, Monicelli. Per me il cinema italiano va preso come riferimento invece di scimmiottare il cinema americano o qualcosa che non ci appartiene”.

Come è stato essere diretto dall'amico e collega per Memphis? “Non è stata neanche una sorpresa, sapevo che Giorgio è preparato su tutto, sa far tutto e ha fatto tutto. Sapevo che volevo fare il regista, sul set ho sempre visto che si interessava al dietro le quinte anche a livello tecnico, è preparato e ha le idee chiare, è un regista che non perde tempo ma gira quello che monterà. Ha l'orecchio e l'occhio per la poesia, per le immagini, le cose scritte ma anche le pause e gli sguardi, quello che non è scritto. È un ottimo regista e un ottimo compagno di lavoro”.

Nel film c'è anche una scena che ha comportato un certo ammattimento con gli effetti speciali: “Per quei cinque, dieci secondi del fulmine a ciel sereno sul Ponte di Campotosto in Abruzzo abbiamo impiegato due mesi e mezzo. Il problema dei costi, di avere una macchina sola, di gente che ti fa vedere al computer cose inguardabili... ci siamo stati tanto tempo sopra che eravamo diventati matti e a un certo punto abbiamo detto basta. Non so se si capisce, Claudia Pandolfi quando l'ha visto mi ha chiesto “ma che succede alla macchina?”. Sulla carta era facile, poi però realizzarlo è stato difficile. Comunque con Massimo Intoppa, che è il direttore della fotografia anche di Distretto di polizia, abbiamo sempre cercato di ottimizzare al meglio. Non sono deluso dal film se lo rivedo, forse l'effetto speciale della macchina non è perfetto, ma per quel che riguarda il racconto, l'esigenza di seguire i personaggi, vedo quello che volevo. Spero di avere la stessa fortuna o capacità anche la prossima volta”.

E una prossima volta, stando ai risultati, ci sarà sicuramente, o almeno noi glielo auguriamo di cuore. Non capita tanto spesso, nel cinema italiano, di vedere qualcuno che tenta una strada diversa da quella a cui siamo abituati, col rischio perfino di spiazzare il pubblico dandogli qualcosa che non si aspetta ma che un tempo ha reso grande il nostro cinema comico. Dal 13 giugno Il grande salto vi aspetta al cinema.



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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