Gerard Butler a Roma per Geostorm: "Il mio eroe è mia madre"

-
384
Gerard Butler a Roma per Geostorm: "Il mio eroe è mia madre"

"G" come Grinta, la caratteristica che distingue la maggior parte dei suoi personaggi e che lui stesso decisamente possiede
"E" come Eroe, il ruolo che da sempre gli calza a pennello
"R" come Ridere, cosa che fa spesso, nella vita e nelle interviste
"A" come Adesso ci penso io a salvare il mondo
"R" come Roma, dov’è venuto a presentare Geostorm, di cui è protagonista
"D" come Dio, com’è affascinante, sorridente e soprattutto simpatico.
G+E+R+A+R+D = Gerard, e di Gerard per noi ce n'è uno solo, Gerard Butler, l'intramontabile Leonida di 300, e, da almeno un decennio, lo scozzese più famoso di Hollywood.
Nella prima vera giornata autunnale di questo 2017, lo abbiamo incontrato in occasione dell'unica tappa italiana del tour promozionale del film di Dean Devlin nel quale è uno scienziato che ha il compito di evitare la tempesta "definitiva", lanciandosi in un'impresa che fa sembrare le ardimentose gesta dell'agente Mike Banning di Attacco al potere - Olympus Has Fallen un gioco da ragazzi.
Nella Sala Torlonia dell'Hotel De Russie Butler sorride, e non indossa un abito di sartoria - come avrebbe fatto se avesse continuato a esercitare la professione di avvocato - ma una t-shirt sotto una camicia. Siamo in pochi a intervistarlo, ma di tempo ce n'è, e quindi parliamo di tante cose: dalla questione ambientale, ai progetti futuri, alla famiglia Butler.

Gli eroi di Gerard Butler - Se dobbiamo parlare di veri eroi, per me nessuno lo è più di mia madre, una donna che ha tirato su tre figli da sola, che ha lasciato il Canada con solo 14 dollari in tasca, che ha implorato l’Air Canada perché le consentisse di salire a bordo e che, non avendo titoli di studio, ha cominciato a frequentare corsi serali occupandosi contemporaneamente della famiglia. Grazie a lei sono riuscito a diventare avvocato e poi attore. Mia madre mi ha insegnato i valori che contano veramente: l’impegno e il duro lavoro.

Come Gerard Butler aiuta l'ambiente - Cerco di ridurre l’impatto della mia presenza, limitando le emissioni inquinanti, riciclando, riducendo il consumo di acqua, di luce. Quando ci siamo trovati di fronte, in questi mesi, a tragedie come quelle che hanno colpito la città di Houston, in Texas, o i Caraibi, mi sono reso conto che l’umanità ha di fronte un impegno importante e spero, con il mio piccolo contributo, di poter convincere anche gli altri a fare qualcosa, o quanto meno a essere più consapevoli delle sfide che dobbiamo affrontare.

Essere salvati da un'eroina - Uno dei film che ho amato di più negli ultimi tempi è stato Wonder Woman, la protagonista è interpretata da un’attrice straordinaria. Non avrei nessun problema a essere salvato in un ipotetico nuovo film d’azione da un’eroina. Sarebbe bello se alla fine mi dicesse: "Bene, ora possiamo partire insieme, fare un bel viaggio".

Il fratello di Gerard Butler - Mi piace il rapporto che il mio personaggio, Jake, ha con il fratello Max. Con Jim Sturgess ne abbiamo parlato molto, facendo congetture su come avrebbe potuto essere stata la relazione fra i due prima dell’inizio del film. Io sono un po’ come Max, ho un fratello maggiore che si caccia continuamente nei guai, è sempre stato così, indipendente e ribelle. Gli ho sempre detto: "Guarda che sei tu il fratello più grande, dovresti essere tu a dare il buon esempio e aoccuparti di me". Purtroppo non è mai successo.

Prepararsi per un film - Per prima cosa parlo con il regista e mi consulto con gli altri attori. Di solito cerco di "evocare la memoria dei sensi", e spesso ascolto musica e leggo, se occorre mi preparo fisicamente. Quando ho a che fare con un film d’azione, a volte mi toccano 200 ciak al giorno, ed è tutto un correre, cadere, essere preso a pugni: è un lavoro estenuante, spesso doloroso. E quindi ogni tanto mi dico: sto invecchiando, non so per quanto riuscirò ad andare avanti così.

Armageddon come ispirazione per Geostorm - Mi è capitato di fare un provino proprio per Armageddon, certamente non per il ruolo del protagonista. Ammetto di non aver fatto un buon lavoro, non riuscivo affatto ad essere convincente con il mio finto accento texano, non credo di aver regalato al regista una buona performance. Nel caso di Geostorm, per me ha contato molto l’ambientazione e la possibilità di lavorare con il personale della NASA, incontrando, a New Orleans, dove abbiamo girato, astronauti e scienziati.

Angel Has Fallen - Più che concentrarsi sull’ipotetica distruzione di una città, il film è una reinvenzione del franchise e del personaggio, un po’ come è successo con Logan. Mike Banning è stanco, sta pagando il prezzo di ciò che ha fatto, non si sente più un supereroe.

Cosa direbbe Gerard al se stesso più giovane - Siccome a 50 anni mi sento piuttosto malconcio, direi: "Occupati di te stesso, anche dal punto di vista fisico". Mi sono trovato a dover prendere circa 12 chili di muscoli per fare un film, e poi a perderli per farne un altro. Non è una cosa sana. Dobbiamo ricordarci di avere una vita, spesso gli attori si spingono troppo in là mentre cercano di essere speciali. Io ancora pago le conseguenze degli sforzi fatti per alcuni film che poi non mi hanno portato a ciò che volevo. Direi al me stesso più giovane: "Divertiti, vai a camminare, vai in campeggio, vai in bicicletta, viziati".

Cantante o attore? - Avevo una band quando ero avvocato e chissà che un domani io non riesca a unire cinema e musica facendo un musical. Mi viene da sorridere al pensiero. Quando lavoravo ancora in uno studio legale, mi chiedevo semplicemente: farò l’avvocato civile o l’avvocato penale? Mai immaginavo che un giorno mi sarei domandato: sono più cantante o attore? A pensarci bene, però, sono tre professioni in cui in qualche modo ci si esibisce, si deve salire su un palcoscenico.



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
Lascia un Commento
Schede di riferimento
Lascia un Commento