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George Clooney parla del suo Monuments Men: 'Era tempo di fare un film meno cinico'

Incontrando la stampa nel corso della Berlinale 2014.

George Clooney parla del suo Monuments Men: 'Era tempo di fare un film meno cinico'

A distanza di un paio di giorni dalla presentazione, in apertura della Berlinale 2014, di The Grand Budapest Hotel, un altro plotone di star è protagonista oggi; tutti sotto gli ordini di un vigile e ironico George Clooney, che presenta il suo nuovo film da regista, ma anche attore, sceneggiatore e produttore, dal titolo Monuments Men.

Ancora una storia che rimanda al passato per Clooney, quella di un gruppo di storici dell’arte, architetti ed esperti variamente assortiti e non giovanissimi che durante gli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale cercarono di recuperare migliaia di opere d’arte saccheggiate dai nazisti. I Monuments Men saranno presto a Milano, ma nel frattempo hanno dovuto schivare in conferenza stampa domande territoriali, tentativi di creare gag improbabili, o di scucire a Clooney qualche commento sulle varie crisi della politica contemporanea.

Ecco alcune battute, più propriamente cinematografiche.

Non penso razionalmente di voler fare film storici, ma è vero che mi è capitato di farne parecchi come regista. Vuol dire che sono le storie che più mi interessano. Riguardo a Monuments Men, mi ha attratto il libro che Grant Heslov ha proposto alla mia attenzione. In passato ci è capitato di fare molti film cinici, pensavamo da tempo di fare qualcosa che lo fosse meno, perché noi in prima persona lo siamo meno dei film che abbiamo fatto. I nostri riferimenti erano classici come I cannoni di Navarone o La grande fuga. Considerate, poi, che non è facile andare dalle major proponendo un film sulla storia dell’arte.

Ci piaceva la vicenda, ci sembrava che la gente non la conoscesse e valesse la pena raccontarla. Non volevamo fare un film patriottico quanto piuttosto porre l’attenzione su una cosa mai fatta nella storia delle guerre, con vincitori che non depredarono, ma piuttosto ritrovarono delle opere d’arte. È questa la ragione per cui l’abbiamo fatto.

Non mi va di parlare di eventuali cose poco piacevoli nel far parte dello star system. Non mi lamento di nulla, irriterebbe la gente, e anche me, sentirlo fare da qualcuno fortunato come noi che ne facciamo parte. Ho una splendida vita.

Si è parlato molto in questi mesi del recupero di opere d’arte rubate durante la Guerra, dopo il ritrovamento di Monaco. Vorrei dire che è tutta una strategia, anche costosa, messa in piedi con la Fox, ma ovviamente non è così. È successo e sono contento che siano state ritrovate così tante opere di valore. È sempre positivo poter restituire qualcosa che non ti appartiene.





  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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