Generazione 1000 euro: la parola ai protagonisti

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Generazione 1000 euro: la parola ai protagonisti

Generazione 1000 euro: la parola ai protagonisti

Generazione 1000 euro di Massimo Venier è molto diverso dal celebre libro di Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa che lo ha ispirato. “Mentre nel libro” - ha spiegato il regista - “si segue la lotta alla sopravvivenza di un unico personaggio che ha un lavoro precario, noi abbiamo voluto concentrarci sui diversi modi di affrontare il problema. Per questo abbiamo introdotto nella storia 5 personaggi che reagiscono al precariato ciascuno in una maniera particolare”. Massimo Venier, che ricordiamo al timone dei primi cinque film di Aldo, Giovanni e Giacomo e alla guida di Ale e Franz in Mi fido di te, non ha simpatia – ammette – per la parola precariato, una condizione che viene talmente generalizzata da impedire una soluzione pratica e immediata del problema. “Avrei potuto affrontare l'argomento in maniera diretta, magari attraverso la denuncia, il film politico, ma non è la mia strada, ci sono corde che non so suonare, per questo ho voluto percorrere la strada della commedia, dell'ironia e del sarcasmo”.

Ironia e sarcasmo sono anche le armi che il protagonista della vicenda Matteo usa per combattere l'incertezza che distingue la sua vita personale e soprattutto professionale. “Matteo riesce a ridere della sua sfortuna” - sostiene l'attore che lo interpreta, e cioè Alessandro Tiberi, famoso protagonista della serie tv Boris. “Per lui gli altri sono lo specchio di una realtà che cerca faticosamente di capire. E' un ragazzo intelligente, che ama la matematica e vorrebbe insegnare all'università, ma è costretto a scendere a compromessi lavorando per una grossa multinazionale”. Per Tiberi la condizione di Matteo non è così dissimile dal mestiere che lui ha scelto di fare: “In fondo l'attore è il precario per eccellenza, ma noi abbiamo scelto di essere precari e questo è un privilegio che molti non hanno. La maggior parte dei trentenni sono ostaggi del proprio lavoro. E' anche per il rispetto che abbiamo nei loro confronti, che abbiamo deciso di non fare ridere ad ogni costo, che abbiamo cercato di essere seri. In fondo, raccontavamo dei ragazzi che soffrono”.

Uno dei personaggi più positivi di Generazione 1000 euro è quello di Valentina Lodovini: Beatrice, una ragazza di Todi che aspetta con pazienza che le arrivi una supplenza in Lettere in qualsiasi città italiana. “Beatrice ha una presenza mentale ben precisa” - ha detto la Lodovini. “Ha un presente da costruire, non si arrende, e quando la vita cambia, lei sa reinventarsi. Il suo sogno è di insegnare il greco. In questi tempi si parla tanto di crisi. La parola crisi deriva dal greco e significa cambiamento, evoluzione, ed è questa l'essenza di Beatrice”. Come l'altro personaggio femminile del film, la donna in carriera Angelica, impersonata da Carolina Crescentini, Beatrice rappresenta la grinta e l'ottimismo delle trentenni di oggi. “Le donne sono abituate storicamente a risolvere i problemi e ad apportare grandi cambiamenti” - ha continuato l'attrice, a cui Massimo Venier ha subito dato ragione, sentenziando: “Sono le donne che cambiano il mondo, dandogli un senso. Gli uomini si adeguano”.

Quanto alla Crescentini, ottimista, positiva e innamorata della sceneggiatura e del cast del film, ha definito Angelica: “Un bel personaggio, una donna che ha un obiettivo, cioè fare carriera, e che desidera raggiungerlo in ogni modo. C'è ancora la luce nei suoi occhi, l'entusiasmo. Se ne sta lì, sempre con il trolley in mano, ma senza un amico. Trascorrerà le notti negli alberghi di tutto il mondo, sarei curiosa di incontrarla nuovamente fra 5, 10 anni, e vedere se avrà ancora il sorriso sulle labbra”. Parlando di precariato degli attori, la Crescentini ha confessato di aver attraversato momenti difficili, specialmente prima che Fausto Brizzi la selezionasse per Notte prima degli esami oggi. “Facevo la cameriera, avevo 50 Euro in banca e non sapevo assolutamente se sarei riuscita a pagare l'affitto, ma ero ottimista, ho avuto fortuna”. La giovane attrice definisce il suo mestiere “il gioco più bello del mondo”, anche se è un gioco che va preso sul serio e giocato fino in fondo”.

Sul lavoro dell'attore è intervenuto infine anche Venier, secondo il quale il tema meriterebbe un film a parte. Forse qualcuno lo farà. Lui intanto spera, con Generazione 1000 euro, che i giovani precari italiani possano imparare a non arrendersi e a non rendere fuggevoli ed effimeri anche i sentimenti e gli affetti.


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