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Frank Miller presenta il suo atteso The Spirit

Cappellaccio in testa, andatura dinoccolata, atteggiamento rilassato, teatrale ed ironico ad un tempo. Così uno dei geni del fumetto di tutti i tempi, Frank Miller, ha presentato a Roma il suo attesissimo The Spirit, il film ispirato dall’omonimo lavoro di Will Eisner che, dopo il Sin City firmato con Robert Rodriguez, segnerà il debut...

Frank Miller presenta il suo atteso The Spirit

Frank Miller presenta The Spirit

Assieme ad Alan Moore, Frank Miller è uno dei più grandi fumettisti viventi, nonché uno dei più grandi di tutti i tempi. Artista completo, in grado di scrivere, sceneggiare, disegnare e inchiostrare le sue opere, Miller ha contribuito a cambiare il volto dell’arte sequenziale, sia con le sue storie su icone già codificate come Devil o Batman, sia con opere originali come Sin City e 300. A lungo corteggiato dal cinema, solo all’inizio degli anni Novanta Miller si concesse ad Hollywood firmando le sceneggiature di Robocop 2 e 3. E, visti i risultati, pentendosene amaramente, tanto da dichiarare che non avrebbe mai più lavorato per il grande schermo e che non avrebbe mai concesso l’adattamento dei suoi fumetti. Poi, però, è arrivato Robert Rodriguez. “Robert mi ha insegnato che la tecnologia digitale di oggi mi permette di 'disegnare' i miei film,” ha raccontato Miller. “Le mie storie si basano sull'immagine, e non avrei potuto realizzarle con tecniche tradizionali: sarebbero risultate noiose. Inoltre le mie esperienze precedenti nel cinema mi avevano fatto capire che limitarsi a scrivere una sceneggiatura costringeva a cedere troppo controllo creativo. Io invece sono un control freak, e quindi ho voluto un ruolo più attivo: con Rodriguez ho diretto Sin City ed ora eccomi qui. Grazie a Robert e alle tecniche che mi ha fatto scoprire mi sento come un bambino alle prese con nuovi giocattoli!”

Eccolo qui, Frank Miller. Ed ecco The Spirit, attesissimo film che adatta l'opera omonima del maestro del fumetto Will Eisner e che debutterà sugli schermi di tutto il mondo, Italia compresa, il giorno di Natale del 2008. La prima impressione che deriva dalla visione delle immagini di The Spirit è che coloro i quali avevano giudicato l’accreditamento di Miller come co-regista di Sin City una specie di “atto dovuto” da parte del vero artefice, Rodriguez, avevano preso un gran granchio. Trailer e prime clip di The Spirit mostrano invece come Sin City fosse figlio di Miller almeno quanto di Rodriguez (se non di più), e che il fumettista ha già imparato a muoversi da solo con disinvoltura sul set.

“La differenza più grande nel passare dal fumetto al cinema è stata per me lavorare con gli attori,” dice Miller. “Gli attori sono davvero fantastici. Se ne sentono di tutti i colori su di loro: si dice che gli attori siano pigri, siano stupidi, siano pazzi e bizzosi. Invece lavorano duro, sono intelligenti e se sopportano con pazienza un tipo come me sul set vuol dire che non sono né pazzi né bizzosi.” Attori che nel caso di The Spirit sono Gabriel Macht nei panni del protagonista, Samuel L. Jackson in quelli del suo arci-nemico, Octopus, e uno stuolo di bellezze da mozzare il fiato: Eva Mendes, Scarlett Johansson, Paz Vega, Jaime King, Sarah Paulson, Stana Katic. “Le donne di questo film sono tutte bellissime,” ridacchia Miller sfidando il pubblico presente alla presentazione romana ad ammettere che sarebbe impossibile non cedere al fascino di una Scarlett Johansson. “The Spirit è un omaggio al mio maestro Will Eisner, e quindi si basa su quello che lui ed io amiamo di più: la città di New York e le donne.”

“È ovvio che a livello estetico il mio The Spirit è differente da quello originale,” sostiene il regista: “come prima cosa mi sono adattato ai tempi che viviamo e poi è comunque un mio lavoro, realizzato con la mia sensibilità e il mio stile. Ma lo spirito del vecchio Will era sempre con me, sul set. Non mi abbandonava mai.” A chi gli chiede poi come mai insista così tanto a lavorare in bianco e nero, Miller risponde tirando il ballo Lynn Varley, sua ex moglie nonché colorista di molte sue opere, da Ronin a 300 passando per Il ritorno del Cavaliere Oscuro: “Quando lei ha deciso di lasciare il fumetto per dedicarsi alla pittura, ho iniziato a lavorare in bianco e nero. Mi piace, mi piace la stilizzazione e utilizzare tocchi di colore per enfatizzare le emozioni e alcuni aspetti della storia.”

Se a livello estetico sono evidenti le analogie tra Sin City e questo The Spirit (“l’ispirazione è quella degli anni Quaranta, e come in Sin City anche questo The Spirit è fuori dal tempo, si svolge in un presente a-storico”), colpisce che tutte le scene del film mostrate da Miller siano caratterizzate da ironia ed umorismo. Come quelle in cui il protagonista mascherato si distrae per via del fascino della ladra di gioielli Sand Saref (Eva Mendes) o di quello del braccio destro di Octopus Silken Floss (Scarlett Johansson), o come quelle in cui lo stesso Octopus (Samuel L. Jackson) è alle prese con l’ennesimo esperimento di clonazione dei suoi scagnozzi fallito. Ma persino nelle scene di lotta – nelle quali, sostiene l’autore, si può ammirare “quanto bella da vedere possa essere la violenza” – è evidente uno spirito quasi cartoonesco piuttosto insolito per il “cupo” Miller. “Ovvio, stavo comunque adattando l’opera di Eisner,” sogghigna.

E a proposito di adattamenti: nel fumetto Octopus non appare mai in volto, ma è riconoscibile solo attraverso un paio di guanti. “Al cinema non era proponibile,” sostiene Miller, “quindi avevo bisogno di un interprete con un volto, e un volto spaventoso: e quale attore ha un volto più spaventoso di Samuel L. Jackson? Octopus è quello che viene definito uno scienziato pazzo, è un duro, come testimoniano le otto lacrime da carcerato che ha tatuate sul viso. Ed è un vero villain da fumetto, con tantissimi costumi diversi.” Era da tempo che Miller sognava una collaborazione con l’attore, e il risultato è stato letteralmente esplosivo: “Lavorare con lui è stato come lavorare con una bomba atomica pronta ad esplodere. È stato come al circo. Fantastico!”

Ma cosa pensa Frank Miller dell’(ab)uso che Hollywood sta facendo del mondo del fumetto? “È un bene che ora si comprenda il potenziale dei fumetti. La tecnologia digitale ne permette un’ottimale traduzione, e questa relazione sempre più stretta è il segno di un’industria vitale e in evoluzione. Quindi non ha senso dire che il fumetto, o Frank Miller, stiano salvando il cinema: il cinema non ha bisogno di essere salvato.” Insomma, Miller è dichiaratamente innamorato del cinema. Tanto da sostenere di non aver progetti fumettistici all’orizzonte (ma sarà vero?), ma solo cinematografici: “Non anticipo nulla, perché sono abituato a credere alla fattibilità di un progetto solo quando prende veramente il via. Ma per quanto riguarda Sin City 2, siamo davvero vicinissimi.”

Nel frattempo, e nella speranza che Miller torni anche ad occuparsi di comics su carta,  non vediamo l'ora di goderci il promettentissimo The Spirit .

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