Interviste Cinema

Festival di Cannes - Poche sorprese, molte conferme e spazio anche all'Italia

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Presentato in conferenza stampa il programma del 67° Festival di Cannes.

Festival di Cannes - Poche sorprese, molte conferme e spazio anche all'Italia

Non sarà un’edizione come le altre, la prossima, del Festival di Cannes. I film e gli autori ci sono, il glamour non mancherà, ma sarà l’ultima come presidente e prima direttore di Gilles Jacob, che dopo 37 anni lascia la cabina di comando del festival.

Mancherà la sua classe, la sua memoria storica, ma anche il twittatore folle. Anzi, vi consigliamo di seguirlo @jajacobbi perché anche in questo festival siamo sicuro che non mancherà di stupirci con foto bizzare, magari adeguandosi alla moda dei selfie.

Jacob ha presenziato, insieme al vero maestro di cerimonia, il direttore Thierry Fremaux, alla conferenza stampa di presentazione del 67° Festival di Cannes. In un cinema sugli Champs-Élysées, sotto una gigante versione dello splendido manifesto di quest’anno, ha illustrato, uno per uno, i 49 film che costituiranno la selezione ufficiale, lasciando aperta la porta a qualche aggiunta dell’ultimo minuto. Il programma completo lo trovate qui.

Ci saranno molti dei grandi autori che Cannes ospita spesso, come i fratelli Dardenne, Nuri Bilge Ceylan, Mike Leigh o Ken Loach, che presenta quello che dovrebbe l’ultimo film della sua gloriosa carriera.

Una selezione che presenta anche un film italiano in concorso, cosa non scontata alla vigilia, per di più di una giovane autrice come Alice Rohrwacher. Si intitola Le meraviglie e Fremaux ha avuto parole molto dolci al riguardo “il suo è un film audace, come lo è stata la regista che lo ha girato, per di più giovane e al secondo film. Ci racconta come un'altra vita sia possibile, di una famiglia che ha deciso di vivere in campagna un'altra vita rispetto a quella che la società talvolta ci impone. Ci ha toccato che quando glielo abbiamo detto ha pianto dalla gioia".

Il cinema italiano sarà presente anche nella sezione Un Certain Regard con Asia Argento, da sempre amata dal festival, che presenterà un film molto personale, Incompresa, con Gabriel Garko e Charlotte Gainsbourg.
Un po’ d’Italia anche fuori concorso, nel documentario sui vignettisti prodotto da Radu Mihaileanu dal titolo Caricaturistes, coprodotto dal nostro paese.

Nonostante la crisi economica e produttiva Fremaux ha detto di aver visto film italiani, ma anche da altri paesi in crisi come la Spagna, di sicuro interesse: “la testimonianza di come sia fondamentale preservare l’arte anche nei momenti di difficoltà, la volontà di artisti, professionisti e spesso anche politici, di non far morire il cinema nazionale”.

La composizione completa della giuria, presieduta da Jane Campion, verrà annunciata la prossima settimana, mentre i film diretti da donne sono 15 su 49, come ha tenuto a precisare il direttore per rispondere alle critiche degli ultimi anni su una selezione troppo al maschile.

In risposta alla domanda di un giornalista sulla sua reazione alla maglietta con la plateale scritta ‘persona non grata’ all’interno del logo di Cannes, mostrata da Lars Von Trier al Festival di Berlino, Fremaux ha detto: "quando l'ho vista gli ho mandato un sms dicendo che era molto bella e se poteva mandarcene una. ha risposto che gli faceva piacere che la prendessimo così". Al che, però, Jacob ha chiosato: "però non ce l'ha mandata".

Il direttore non ha mancato di punzecchiare la stampa sempre alla ricerca della polemica, ma anche colpevole di aver sparato, come al solito, nomi un po’ a caso negli ultimi giorni, anche di film che non erano assolutamente pronti, come quello di Emir Kusturica, che ancora è in fase riprese.

Sugli autori assenti ha detto che non avrebbe commentato, ma ha fatto un’eccezione su Terrence Malick, “abbiamo conversazioni continue con lui, ma nessuno dei due suoi film era per lui pronto”.

Non deve aver gradito, poi, il ritiro di Fatih Akin del suo film, annunciato poche ore fa: “chiedetelo a lui. Io ho un’idea sul perché l’abbia fatto, è vero anche che il film non era totalmente finito”.

Dopo tredici anni di direzione Fremaux può anticipare le critiche che gli arriveranno e cerca subito di sottolineare come non ci siano solo i “soliti nomi”, ma molto spazio sia dato ai nuovi talenti. “Non è vero che abbiamo dei cocchi che riproponiamo perché piacciono solo a noi. Lo dicevano anche di Paolo Sorrentino, ma alla fine ha vinto l’Oscar.”

Allora, a proposito di giovani, va sottolineata la presenza del fenomeno più precoce del cinema di questi anni, Xavier Dolan, classe 1989, che dopo l’esordio in concorso a Venezia avrà l’onore della vetrina più prestigiosa anche a Cannes, due anni dopo non aver gradito, in maniera molto pubblica, la scelta di presentare il suo Laurence Anyways nel Certain Regard.

“Mommy è un film impetuoso, una tappa ulteriore che lo rende ora maturo per il concorso – dichiara Fremaux – il ritratto di un amore fra una madre e un figlio molto difficile, molto contemporaneo, con la presenza continua di smartphone e skype”.

Sarà un concorso con ben tre film canadesi, due inglesi, quattro francesi e solo due statunitensi. Un festival che comingsoon.it vi racconterà giorno per giorno, dal 14 al 25 maggio prossimi.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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