Interviste Cinema

Fausto Brizzi e il suo cast presentano Pazze di me

Arriva in sala il 24 gennaio, distribuita stavolta dalla 01 in quasi 600 copie, la nuova commedia di Fausto Brizzi, Pazze di me.

Fausto Brizzi e il suo cast presentano Pazze di me

Arriva in sala il 24 gennaio, distribuita stavolta dalla 01 in quasi 600 copie, la nuova commedia di Fausto Brizzi, Pazze di me. Un film ancora una volta corale, ma interpretato da un cast quasi interamente al femminile, concepito da Brizzi col partner di sceneggiatura Marco Martani e con la scrittrice Federica Bosco, autrice del libro che ne è stato tratto.

Brizzi presenta il suo settimo film da regista accompagnato dal cast quasi al gran completo (assenti giustificate Lucia Poli e Marina Rocco), capitanato da una grande protagonista dello spettacolo italiano, Loretta Goggi, e da Francesco Mandelli, che smessi i panni – e il trucco – da solito idiota, indossa quelli di interprete “puro” e si immerge nel ruolo di un ragazzo buono e paziente, tartassato da tutte le donne della sua famiglia, badante inclusa.
Se qualcuno può pensare che queste figure femminili, veri e propri archetipi di una certa tipologia di donna, siano esagerate, Brizzi ci tiene a precisare: “Avevo voglia di tornare a un cinema di ispirazione autobiografica, come Notte prima degli esami. E queste donne le conosco tutte, sono le mie ex fidanzate, delle amiche, alcune mie parenti di primo e secondo grado. E poi volevo fare una commedia per tutta la famiglia. Mentre nel mio film precedente c'erano situazioni un po' scabrose, questo è il classico prodotto, come si diceva un tempo, consigliato “dagli 8 agli 80 anni”. E scegliendo le attrici ho preso semplicemente quelle che mi facevano ridere, senza ragionamenti di marketing come in passato mi hanno accusato di fare, senza cercare l'attrice di moda in questo momento, ma solo quelle che conoscevano, che mi divertivano, e con cui avevo voglia di lavorare”.

Francesco Mandelli, che arriva alla sua sua giornata campale febbricitante, è riconoscente a Brizzi per aver creduto nelle sue doti di attore “puro”: “In effetti mi fa strano ritrovarmi qua, neanche un mese dopo I soliti 2 idioti. Conoscevo Fausto per aver partecipato a un paio di film da lui scritti, dei cinepanettoni diretti da Neri Parenti, e mi aveva già detto che avrebbe voluto lavorare con me. Mi chiamò lo scorso febbraio e mi raccontò la storia del film, come fa in genere, proprio di tutti i 90 minuti: è bravissimo in questo, riesce a fartelo proprio vedere, perché l'ha già in testa, e mi è piaciuta molto l'idea di questo ragazzo che cerca di provvedere alle donne di una famiglia che l'abbandono da parte del padre ha reso a dir poco disfunzionale. Per fortuna però nella mia vita non sono mai stato “vittima” di donne del genere, ho un buon fiuto e riesco a tenermi lontano dalle pazze”.
La cosa più difficile in un film del genere? “Fare tutto il contrario di quello che faccio col personaggio di Ruggero, con cui posso permettermi di tutto. Qua invece mi si chiedeva di sottrarre, fare sempre meno, non fare niente di troppo, di essere e comportarmi in modo naturale, come farebbe un ragazzo di trent'anni. E grazie a Fausto sono riuscito a evitare le smorfie, le faccette, e a trattenere il famoso sopracciglio che a volte parte di sua volontà”.

Quanto a Loretta Goggi, la mitica entertainer ha avuto finora pochissima attenzione da parte del cinema. Perché? Con la sua consueta simpatia e spontaneità racconta che “è stato un amore non ricambiato. Ho fatto solo dei musicarelli, che all'epoca erano inevitabili, ma allora piacevano le Lolite e io ero una ragazzina col cerchietto, i calzettoni e le gambe non depilate, tutto il contrario di Catherine Spaak. Nel 2006 poi ho fatto un film, Gas, per cui sono stata candidata al Nastro d'Argento, e con quel nastro poi mi ci hanno strozzata, e fino a Fausto nessuno mi ha più chiamata. Tanto che all'inizio ho pensato quasi che fosse uno scherzo. Non so perché lui ha pensato a me per il ruolo del “sergente Hartman”, la madre autoritaria e organizzatissima - che poi tanto organizzata non doveva essere se le son venuti su dei figli così squinternati - ma mi è piaciuto moltissimo far parte di un cast così composito e con cui, data anche la differenza d'età, tutto potevo fare fuorché mettermi in competizione. Sono tutte attrici bravissime con cui mi sono divertita moltissimo. Non ho ancora visto il film perché ho aspettato l'anteprima di stasera al Sistina, ma mi piacerebbe che il cinema mi chiamasse ancora per ruoli come questi, di donna “di una certa età”. Perché a me non piace il giovanilismo oggi imperante, se sei una donna di spettacolo ti chiedono di avere un aspetto che per me è disumano. Io voglio invecchiare con la mia faccia, senza botulino e lifting, e stare sulla scena con quella finché potrò, facendo il lavoro che amo. L'unica cosa scomoda del cinema sono le alzatacce. Alla mia età stare sul set alle 5 di mattina per essere la prima al trucco, perché ovviamente io e Lucia Poli avevamo bisogno di più tempo mentre con le ragazze si faceva presto, è effettivamente dura”.
In privato Loretta ci confessa, col consueto candore, di aver sempre amato il cinema ma di averlo trascurato (“chissà, mi sa che l'ultimo film visto in sala è stato i 10 comandamenti”) anche per il marito, l'amatissimo compagno di una vita e di lavoro Gianni Brezza, scomparso nel 2011, che “era molto alto, quindi al cinema stava scomodo e in più non poteva fumare”. Ma “certi incontri devono accadere, prima o dopo non importa, l'importante è che avvengano. Io il cinema lo aspettavo, come aspettavo il Principe Azzurro. Poi mi sono sposata a 50 anni, ma è uguale, basta che succeda, e adesso finalmente ho fatto questo film”.

In questa bella galleria di interpreti femminili spiccano Valeria Bilello (il volto fresco di Happy Family e Come non detto) nel ruolo della “fidanzata perfetta”, che ci racconta di essersi trovata molto a suo agio con Francesco “con cui ho condiviso un'esperienza di lavoro da adolescente a MTV”, e Chiara Francini, la spiritosa attrice toscana che nel film canta – come  la vera cantante Margherita Vicario –, esibendosi in una versione ubriaca di “Non son degno di te”. “Beatrice, il mio personaggio, è la donna perfetta. Troppo perfetta: bella, brava, intelligente, sa fare tutto, è stata miss maglietta bagnata per cinque edizioni consecutive, il notaio più giovane d'Italia ecc. Tanto che il fidanzato l'abbandona sull'altare, e alla fine lei capisce che nella vita forse tanta perfezione non è richiesta, è eccessiva. E' un ruolo che mi è piaciuto anche perché in genere ho fatto sempre parti in cui parlo molto, mentre qua per buona parte del film ho potuto mettere in mostra anche un'altra parte del bagaglio di un attore, quella che serve per recitare senza parole, e spero di essere riuscita a creare un personaggio che resta”.

Paola Minaccioni,



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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