Euthanizer: il regista Teemu Nikki ci racconta il suo Dirty Harry degli animali

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Euthanizer: il regista Teemu Nikki ci racconta il suo Dirty Harry degli animali

Euthanizer è un noir che sconfina nella black comedy e che ha per protagonista un uomo che di mestiere uccide gli animali malati o semplicemente indesiderati a modico prezzo, servendosi o della pistola o del gas. Si chiama Veijo, è un uomo irrisolto negli affetti ma dotato di grande sensibilità, un duro con l'orecchino alla Harrison Ford che il regista finlandese Teemu Nikki ha affidato a un ottimo ed espressivo attore di nome Matti Onnismaa, al suo primo ruolo da protagonista. La società in cui questo personaggio si muove è un po’ ottusa e popolata da maschi che tentano di rimediare al loro scarso testosterone giocando a fare i violenti. E la violenza è una lingua che Veijo conosce bene, e che parla insieme a quella della vendetta, anche se il il film contiene anche un messaggio di speranza. Fra San Francesco e unantieroe dei vecchi polizieschi, Veijo rivela un’inaspettata umanità che permette al pubblico di fare il tifo per lui, come ci racconta Teemu Nikki al Noir in Festival, dove il film (che uscirà in Italia distribuito da I Wonder Pictures) concorre per il Black Panther Award.

Come nasce il personaggio di Vejio, un uomo che non si leva il cappello né gli occhiali neppure quando fa sesso?
Desideravo creare un personaggio un po’ vecchia maniera, che somigliasse ad alcune icone degli anni ’70 come l’Ispettore Callaghan o che ricordasse i personaggi interpretati, all’epoca, da Charles Bronson o, appunto, da Clint Eastwood. Mi piaceva l'idea di un uomo che fosse saldamente ancorato al suo mondo e alle sue convinzioni e incapace di cambiare. Per questo ho deciso di fargli tenere sempre il cappello, che gli vola via solamente quando qualcuno gli dà una bastonata in testa.

Come si è avvicinato al personaggio Matti Onnismaa? Il suo Veijo fa paura ma a volte è comico.
In tutti i miei film l'elemento noir si mescola spesso alla commedia, mi piace ridere delle cose serie, drammatiche, cupe. Con Matti ci siamo incontrati diverse volte per parlare del suo approccio al personaggio. Gli ho detto: "Veijo è un po’ matto, ma tu cerca di renderlo il più vero possibile perché solo così il pubblico riuscirà a simpatizzare con lui".

Se in un film, specialmente americano, qualcuno massacra un'infinità di persone, nessuno dice niente, ma se viene ucciso un cane, allora tutti protestano. Come ha reagito la gente in Finlandia di fronte a un protagonista che procura la morte a cani e gatti?
Qualcuno dice che se vuoi rendere un personaggio davvero cattivo, devi fargli uccidere un cane. Io volevo giocare con questo cliché e inventarmi un personaggio, dotato di una sua umanità, che fa qualcosa che nessuno spettatore vorrebbe mai vedere, anche se gli animali a cui toglie la vita sono malati. Rambo può uccidere migliaia di persone, ma se volesse ammazzare un cane, non potrebbe, dopotutto è un eroe americano. Mi è sempre sembrata una cosa ridicola. E’ ridicolo considerare la vita di un animale più importante di quella di un uomo. E poi nel mio film gli animali vengono uccisi per finta. Comunque in Finlandia nessuno ha protestato, perché in fondo Euthanizer sta dalla parte degli animali.

Parliamo del look del film...
Della fotografia di Euthanizer si è occupata mia moglie. Volevamo celebrare l'estate in Findlandia e per noi era importante che la natura fosse protagonista, che si vedessero i boschi e i campi. Desideravo anche mostrare luoghi molto maschili (officine, per esempio), perché in questo film si parla anche della profonda stupidità del maschio bianco. Mia moglie ha trovato colori perfetti e ha dato al film un look che lo rende simile ad alcuni classici degli anni ’70 tipo Taxi Driver. Io però non conisdero Euthanizer retrò. Per me, anche visivamente, è molto moderno.

In una scena del film, Veijo dice a un uomo che desiderla sbarazzarsi di un cane ribelle: "Gli animali sono come gli uomini, diventano aggressivi se non riescono a trovare un posto nel mondo. Lei crede che sia questa mancanza di un obiettivo, questo vuoto di senso, a rendere sempre più violenta la gente?
Sì. Se non hai uno scopo nella vita, se non hai rispetto per la società in cui vivi, ti sentirai frustrato e finirai per diventare un criminale o una cattiva persona. Tutti vogliono essere amati, accettati, e vogliono avere una meta. Molti attribuisono le brutte cose che stanno succedendo nel mondo alle religioni, o ai movimenti di estrema destra, ma alla fine credo che la fonte dei nostri mali sia questa diffusa indeterminatezza. Chi gira a vuoto non sa cosa fare, e alla fine, magari, diventa neonazista.

Eppure la gang di estrema destra che si vede nel film non è poi così cattiva…
Più che essere malvagia, direi che è triste. I personaggi che ne fanno parte non dovevano essere per me solo i cattivi della storia. Dovevano essere umani, per questo li ho mostrati mentre facevano il karaoke. Sono uomini comuni, e questo sta a indicare che anche la persona più normale può diventare malvagia. Allo stesso modo, perfino un balordo può rivelare un animo buono.

Lei ama gli animali? Possiede un cane?
Amo gli animali, ma non ho un cane. A dire la verità preferisco i gatti. Più che essere un amante dei gatti, però, sono un amante dei polli, perché viaggio moltissimo e non posso certo tenere un gatto. Ma io e mia moglie abbiamo dei polli, che non sono affatto animali stupidi.

Qual è il complimento più bello che ha ricevuto per questo fim?
Euthanizer ha avuto molto successo. Ho ricevuto tantissime email di persone che mi ringraziavano, che mi dicevano di essere rimaste scioccate, di aver riso, di aver pianto. Uno mi ha detto: è il miglior film finlandese di sempre. Dopo la première, durante la festa che è seguita al film, una donna mi si è avvicnata e mi ha detto che, dopo la visione di Euthanizer, ha camminato da sola per mezz'ora e ha pianto perché era rimasta molto colpita dalla morte degli animali e dal personaggio del padre malato di Veijo. Questa cosa mi ha emozionato e mi ha reso orgoglioso, perché è molto più facile far ridere la gente che non piangere. Se riesci a far piangere qualcuno, nel senso che sei in grado di commuoverlo, allora hai fatto il tuo dovere di artista e di narratore di storie.


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