Schede di riferimento
Interviste Cinema

Era d'estate: Fiorella Infascelli presenta il suo film su Falcone e Borsellino

265

Sull'isola dell'Asinara con Beppe Fiorello, Massimo Popolizio e Valeria Solarino

Era d'estate: Fiorella Infascelli presenta il suo film su Falcone e Borsellino

Nell’agosto del 1985, in un’estate calda e afosa quasi quanto quelle del 2003 e del 2015, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino vennero trasportati, in gran fretta e in assoluta segretezza, sull’isola dell’Asinara. Insieme alle loro famiglie e senza le amate carte necessarie per ultimare la preparazione del maxi processo, i due giudici trascorsero diverse settimane nella foresteria di Cala D’Oliva, fra il sospetto di essere stati portati via da Palermo per volontà di qualcuno che remava contro la loro "missione" il sollievo di poter finalmente trascorrere del tempo insieme ai propri cari, senza scorte e senza un quotidiano incalzante e feroce.
Questa vacanza "forzata", o meglio questa quiete prima della tempesta – mentre a Palermo infuriava una vera e propria guerra -  è diventata un film di Fiorella Infascelli prodotto dalla Fandango e da Rai Cinema. Intitolato Era d’estate , è stato scelto per la pre-apertura della Festa del Cinema di Roma ed è stato presentato questa mattina alla stampa.

Ai giornalisti riuniti presso il MAXXI, la regista ha spiegato innanzitutto la magia dell’sola sarda in cui il film è ambientato: "L’isola dell’Asinara è molto misteriosa, bellissima e anche un po’ inquietante. Mentre giravo il documentario Pugni chiusi, ho incontrato un signore che mi ha raccontato di aver 'vegliato' su Falcone e Borsellino in quei giorni dell’estate del 1985. Tutti dicono che fu quello il luogo in cui venne scritto il maxi processo. Non è vero. Su quell’isola i due giudici, almeno sulle prime, furono costretti all’inattività. L’Asinara per me è il quinto protagonista del film, entra un po’ dappertutto, per me era importante far vedere in continuazione il mare che la circonda, e mostrarlo ogni volta diverso, in perfetto accordo con gli stati d’animo dei personaggi".

A Fiorella Infascelli, che ci ha messo a parte della calorosa accoglienza che la famiglia Borsellino ha riservato a Era d’estate, interessava più di ogni altra cosa fare un film intimo, raccolto, un po’ come quelli di una volta: "Non parlerei di un film vecchio, ma per me era essenziale che Era d’estate fosse semplice e in qualche modo geometrico, volevo che ci fosse un dialogo continuo fra dentro e fuori, fra la paura della morte che tormentava Falcone e Borsellino e la loro felicità. Paolo e Giovanni erano due persone positive, erano ironici, spiritosi. Volevo anche fare un film chiuso, non cupo, ma chiuso. Quella vacanza all’Asinara ho dovuto reiventarla. Ho incontrato la famiglia Borsellino, ho letto molto e, dopo aver conosciuto le persone che frequentavano sia Falcone che Borsellino, pian piano ho creato i dialoghi. Tenevo molto anche ai personaggi di Agnese e di Francesca: erano due donne importanti, avevo voglia di scoprirle e di osservarle chiuse dentro quella casa. Attraverso di loro mi sembrava di poter cogliere la solarità dei due giudici".

L’arduo compito di interpretare Paolo Borsellino è stato affidato a Beppe Fiorello, che inizialmente non si è sentito all’altezza del ruolo, nonostante la lunga esperienza di attore di cinema e di televisione e la "frequentazione" di personaggi reali: "Mi sono tremati i polsi subito quando mi hanno proposto di fare questo film. Paolo Borsellino e la sua storia parlano da soli. Subito dopo, la cosa che mi ha confortato di più è stata la sceneggiatura, l’avrebbero potuta scrivere Paolo e Giovanni tanto era verosimile. Mi sono sentito protetto dalla sceneggiatura e sicuro di poter inventare un personaggio che stava soprattutto nella mia immaginazione. Non volevo fare imitazioni, non volevo cercare somiglianze. Il film per me è stato questo: grandi paure ma anche grande conforto. Non ho letto libri, non sono andato a conoscere nessuno, noi attori di solito ci documentiamo, incontriamo i personaggi o gli amici dei personaggi che interpretiamo. Io non l’ho fatto, c’era Fiorella, lei sapeva più di tutti gli altri".

La sfida più grande che ha dovuto affrontare Massimo Popolizio – che presta il volto a Giovanni Falcone – è stata imparare a parlare in siciliano: "Da attore non siciliano, ho lavorato molto sul dialetto, è stata dura, ma alla fin ce l’ho fatta. A essere onesti, non ero tanto agitato. La cosa che mi confortava era che non si trattava della storia della vita di Falcone, ma di un segmento, un interludio, una bolla della sua esistenza. Dovevamo lavorare sul micro, non sul marco, sull’umorismo di Falcone, sulla sua malinconia. Questa via per affrontare un personaggio non è paragonabile all’Everest, ma una serie di piccoli altipiani. Con Beppe ci siamo affidati al terzo protagonista del film, che era l’isola. Siamo stati là 40 giorni e la foresteria era proprio quella in cu erano stati Paolo e Giovanni, e questo ha aiutato tanto la nostra interpretazione".

Al contrario di Beppe Fiorello, che di solito si accalora quando parla della Mafia e che ha detto di essere d’accordo con una battuta del film che dice: "Palermo ingoia tutto, ingoierà anche questo", Popolizio ha preferito non intervenire su questioni politiche e, con un pizzico di timidezza e grande sincerità, ha ammesso: "Essendo attore… non mi tocca fare altro che recitare, tutto passa attraverso la recitazione. Certe problematiche mi colpiscono, ma non sono il mio obiettivo. Quello che è richiesto a un attore è di recitare con umiltà, cercando di dare il meglio: attraverso questo passano tanti altri discorsi, più importanti e politici, ma non sono io a doverli fare. Però sono d’accordo, Palermo ha ingoiato tutto. Questa non è fiction questa, perché non raccontiamo una cronaca, questa non è televisione, perché costringe chi guarda a conoscere un po’ la storia. E per me è un merito".

A sbottonarsi un po’ di più, confessando un forte timore che la Mafia possa tornare a colpire, o meglio che continui indisturbata a fare i suoi traffici, è stata Valeria Solarino, a cui la Infascelli ha affidato il ruolo di Francesca Morvillo, compagna di Giovanni Falcone.
"E’ vero che in quegli anni a Palermo c’era la guerra” – ha detto l’attrice. “Ma quando c’è la guerra, la Mafia vacilla, mentre quando non c’è, la Mafia controlla. La Mafia mi fa tanta paura, io mi sento ancora in pericolo. Non ci sono più omicidi, stragi, quindi vuol dire che c’è un potere, io ho più paura adesso".
Poi, a proposito del suo personaggio, la Solarino ha raccontato: "La somiglianza non era richiesta, io sono diversa da Francesca, non ho cercato di avvicinarmi a lei. Tutto quello che ho letto su Francesca rimanda a Falcone. Ho parlato con Gianmaria, la persona che si occupava delle due famiglie sull’isola, e sono riuscita a capire alcuni tratti di questa donna. Lei e Falcone venivano entrambi da altre esperienze matrimoniali quando si sono conosciuti. Lui era già Falcone e lei conosceva i sacrifici a cui sarebbe andata incontro: la vita difficile, la scorta, i pericoli. Credo che personaggi come Francesca siano troppo per un attore. Per me andare ogni giorno in quella foresteria era un’emozione fortissima, mi sembrava di vedere Francesca e Giovanni che discutevano, che dicevano di essere stati portati là per non fare il maxi processo.”

Interpretato anche da Claudia Potenza, Elisabetta Piccolomini e dai piccoli Elvira Camarrone, Giovanni d’Aleo e Sofia Langlet, Era d’estate non ha ancora una data di uscita. Oggi, prima della conferenza stampa, gli attori si sono messi in posa insieme a Fiorella Infascelli per il consueto photocall. Ecco i nostri scatti.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming