Interviste Cinema

Emir Kusturica e Monica Bellucci protagonisti dell'ultimo giorno di concorso al Festival di Venezia

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Dopo le polemiche nate attorno all’esclusione cannense, On the Milky Road concorre al Leone d'Oro 2016.

Emir Kusturica e Monica Bellucci protagonisti dell'ultimo giorno di concorso al Festival di Venezia

Dopo le polemiche nate attorno all’esclusione cannense, ecco finalmente On the Milky Road, il nuovo film di Emir Kusturica che il Festival di Venezia 2016 ha deciso di presentare il concorso. Storia d’amore caotica e surreale ambientata nel periodo finale della guerra civile che ha insanguinato i Balcani, il film vede protagonista lo stesso regista serbo e Monica Bellucci. Sono stati loro i protagonisti assoluti della conferenza stampa del film, durante la quale hanno raccontato e si sono raccontati così.

Emir Kusturica:

"Il mio corto di qualche anno fa che riprendo alla fine di On the Milky Road parlava di amore, ricostruendo la vita di un uomo che vive da solo come un monaco, e non spiegava perché dovesse portare delle pietre in cima a un monte. Quando ho dedotto questo film - perché l’ho dedotto e non sviluppato - sono partito da lì, da una fine, per andare a vedere come e perché si era arrivati a quel punto."

"Questa storia, che comunque parla anche dei traumi della guerra, parte quando la guerra nella ex Jugoslavia finisce: un momento che è stato critico per molte persone, come e più della guerra stessa."

"Il processo per la realizzazione di questo film è stato lungo e difficile, ma mi sono preso un tempo da scrittore per realizzarlo: se Jonathan Franzen ci ha messo nove anni per scrivere «Libertà», perché io non avrei potuto usarne tre per arrivare alla miglior versione possibile di questo film? Grazie alla disponibilità dei produttori, di Monica e di tutti gli attori, abbiamo fatto un lungo viaggio assieme, riscrivendo, rigirando, per ottenere precisamente quello che volevamo. Siamo stati dei privilegiati; oggi, forse, i film si girano troppo in fretta."

"Per la parte della sposa non sono partito pensando a una donna italiana: sono partito pensando a Monica Bellucci. Lei è un'attrice incredibile, una ragazza che accetta di sottostare alle esigente mise en scene, che per me è tutto nel cinema: ha accettato di fare tutto quello che doveva fare senza problemi, per far sì che il film fosse esattamente come doveva essere. Mi piaceva l'idea di poter far piangere Monica, una cosa che fa raramente nei suoi film, o di farla cantare: perché l'idea forte del film è parlare della guerra, ma sentendo le bombe sullo sfondo della cosa più importante, che sono le relazioni umane e le sofferenze delle persone."

"On the Milky Road non è un film realistico: io userò sempre il surrealismo nel mio cinema, perché mina la realtà. Qui giochiamo con elementi non ovvi, che non vengono solo dal mondo che ci circonda o dalla struttura classica della narrazione."

"Il lavoro con gli animali è come l’amicizia con gli umani: ma agli animali devi dare più cibo che non agli amici. Se gli dai abbastanza cibo e conosci dei trucchetti, puoi fare con loro cose incredibili. Gli animali portano un’istintività al film che è molto contagiosa: ho usato questi elementi come un mago al circo, per generare emozioni. Perché il cinema è emozione, e questo vale per tutti: anche per quegli autori che pensano di fare un cinema molto serio."

Monica Bellucci:

"Il mio personaggio dice nel film che la bellezza le ha solo reso le cose più difficili: e anche per me la bellezza è un arma a doppio taglio, bisogna saperla gestire attentamente. Devo dire però che l'ho sempre considerata una benedizione; e poi, come dico sempre, basta saper aspettare, e passa da sola."

"Lavorare con Emir è stato bellissimo, e ha rappresentato una vera sfida. C’è stata tanta improvvisazione, sul set, e lui è un personaggio incredibilmente eclettico: è regista, scrittore, musicista, artista, architetto. Ho imparato moltissimo da lui. È stato anche molto intenso girare in quella terra così piena di bellezze e sofferenze, lavorare a un film che ho approcciato dal punto di vista umano e non politico."

"Interpreto una donna femminile e materna, ma che non si fa scrupoli a entrare in azione. È uno dei ruoli più maturi e completi che abbia mai avuto in un film, e racconta amore, sessualità e sensualità oltre ogni regola. On the Milky Road parla di due persone che non si aspettano più nulla dalla vita, ma che incontrano la magia dell’amore, dimostrando il sesso e l’amore sono un fatto di energia e non di età. Si tratta di un messaggio di speranza oggi fortemente necessario."



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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