Interviste Cinema

Ellen Page presenta Freeheld a Roma: "è ora di darsi una mossa, l'uguaglianza serve a tutti"

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Alla conferenza stampa l'attrice/produttrice e il regista condividono le loro esperienze.

Ellen Page presenta Freeheld a Roma: "è ora di darsi una mossa, l'uguaglianza serve a tutti"

Peter Sollett e Ellen Page sono alla Festa del cinema di Roma per presentare FreeHeld, un film fortemente voluto dall'attrice che ne è anche coproduttrice e che arriverà nelle nostre sale a novembre, distribuito da Videa, dopo un primo passaggio al festival di Toronto. Tratto da una drammatica storia vera già raccontata nel in un documentario che ha vinto l'Oscar nel 2007, il film è incentrato sulla lotta di una poliziotta del New Jersey (interpretata da Julianne Moore) per poter lasciare la pensione di reversibilità alla sua compagna, una volta scoperto di esser malata di tumore.

Peter Sollett, che per tutta la conferenza stampa è apparso un po' insofferente, si irrita quando qualcuno gli fa notare che con film del genere si rischia di cadere nel ricatto emotivo dello spettatore e più che soffermarsi a rispondere sulla questione, preferisce rispondere a domande pratiche:

"Abbiamo lavorato a stretto contatto con Stacie (il personaggio interpretato da Ellen Page), che è stata coinvolta nel progetto fin dall’inizio e ha anche un cammeo nella scena della vittoria finale ed è stato fantastico poterla avere con noi ed elaborare nel film quello che il documentario non ha avuto occasione di affrontare. Ad esempio era molto importante per noi far vedere anche i loro giorni felici prima della tragedia e del caso, come e quando si sono conosciute e innamorate. Penso che l’emotività che c'è nel film derivi strettamente dalla situazione reale e che sarebbe vigliacco evitarla nella finzione e credo che il pubblico dovrebbe farla propria, così come succede anche nella vita".

Anche Ellen Page ci tiene a sottolineare il contributo di Stacie al film: "E' è stata meravigliosa e molto aperta con tutti noi, è sempre stata disponibile, generosa e ovviamente anche vulnerabile nel dover rivivere quei momenti della sua vita. Per me conoscerla è stato fondamentale, ho visto un sacco di volte il documentario ma niente è stato paragonabile al tempo trascorso con lei".

Che effetto ha avuto la storia di Laurel e Stacie sul famoso coming out di Ellen?

"L’effetto che loro hanno avuto su di me e non solo su di me è stato di grande ispirazione, fondamentale, il loro esempio mi ha ispirato me a fare la cosa giusta per me e per il mio benessere emotivo. Ho scoperto che stare nascosta influiva molto più negativamente sulla mia carriera, mi rattristava e mi impediva di crescere e di fare chiarezza nei rapporti con gli altri. Uscire allo scoperto per me è stato soltanto positivo".

Ci sono state scene particolarmente dolorose e difficili da girare? "Ogni scena è stata potenzialmente difficile, soprattutto dover rappresentare la tristezza di una persona che vede morire l’amore della sua vita, ma avevamo una troupe particolarmente attenta e sensibile, abbiamo girato con un piano di lavorazione molto stretto ma c'è stata una partecipazione molto commovente da parte di tutti".

Il rapporto tra le due donne sullo schermo sembra molto naturale, come ha lavorato per costruirlo con Julianne Moore? "Julianne e io siamo enrrate subito in sintonia e siamo diventate amiche. Lavorare con lei è incredibile perché è molto generosa ed è stato naturale sul set abbracciarci e toccarci, interagivamo costantemente e siamo diventate davvero amiche, è stata una grande fortuna poter arrivare a far questo in modo naturale".

In un film dal tono sostanzialmente serio, l'attivista gay interpretato da Steve Carell colpisce per il suo essere sopra le righe, tanto che in certi momenti sembra avere la funzione di comic relief in una narrazione drammatica. Sollett, riferendosi al vero personaggio ritratto dall'attore, commenta: " Steve è un ottimo attore che non ha bisogno di molto aiuto e si è preparato passando del tempo con Steve Goldstein, che è un provocatore e vuole creare problemi in modo che si parli della causa, una strategia che funziona molto bene. In realtà lui è molto più chiassoso di come lo fa vedere Steve. Anzi, è stato l'unico caso in cui uno dei protagonisti è rimasto un po' scontento dell'attore perché secondo lui Steve doveva fare di più, esagerare di più. In realtà lui è convinto che questa fosse la sua storia, mentre per noi era la storia di Laurie e Stacie, per cui siamo stati molto felici di poter avere Steve, che non si è lasciato influenzare".

Cosa direbbe Ellen Page ai nostri politici che ancora si rimpallano la questione dell'eguaglianza e dei diritti omosessuali e delle coppie di fatto? "Direi loro che il cambiamento è inevitabile. L'America ha fatto degli incredibili passi avanti, ci sono persone più anziane nella comunità LGBT che non avrebbero mai pensato che si sarebbe anche solo discusso di uguaglianza, figuriamoci arrivare a farla accettare. C'è ancora molto da fare, ci sono ancora discriminazioni, ma non c’è modo di fermare l'avanzata di questi diritti e vorrei che la gente dunque si levasse il pensiero il prima possibile, perché ci sono sempre state persone gay e trans e dunque è l'ora di darsi una mossa, perché l'uguaglianza serve davvero a tutti".

Un film come questo può contribuire a cambiare la coscienza sull'argomento? Risponde Peter Sollett "Non credo che un film possa cambiare il mondo, ma magari può coinvolgere il pubblico e permettergli di entrare nella vita di persone a cui non si sarebbe altrimenti avvicinato, può farlo mettersi nei panni di qualcun altro per un paio d'ore e magari cambiare un po' il suo modo di vedere e aumentare la sua tolleranza".

Ellen Page, che dichiara l'intenzione e la speranza di fare altri film di argomento omosessuale, non necessariamente drammatici o con un messaggio, racconta la reazione più bella che ha avuto al film: "Dopo la proiezione a Toronto una ragazza che avrà avuto la mia età si è avvicinata molto commossa e mi ha detto che qualche giorno dopo aver visto il film aveva fatto coming out e che le avevamo cambiato la vita".



  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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