Interviste Cinema

Easy Living: i fratelli Miyakawa presentano una commedia malinconica sui migranti

Arriverà nelle sale il 24 settembre Easy Living - la vita facile, l'opera prima di Peter e Orso Miyakawa, che nella città di confine Ventimiglia parlano di migranti con poesia e leggerezza.

Easy Living: i fratelli Miyakawa presentano una commedia malinconica sui migranti

Easy living significa la vita facile, la vita di chi, anche se non è allegro e non ha una quotidianità esaltante ed eccezionale, non deve combattere per avere un tetto sulla testa, mangiare un pasto caldo o raggiungere i propri cari oltre un confine impossibile da attraversare. Easy Living è anche il titolo di un film che mette a confronto i relativi agi di chi abita nel paese che ha scelto e chi vi sosta senza permesso di soggiorno in attesa di andare altrove. Easy Living è l'opera prima dei fratelli Peter e Orso Miyakawa, che l'hanno presentata al Torino Film Festival edizione 2019 e che avranno il piacere di uscire nelle nostre sale il 24 settembre.
Ambientato a Ventimiglia, il film incrocia i destini di una ragazza italiana che contrabbanda alcol, medicinali e sigarette, di suo fratello adolescente, dell'immigrato clandestino Elvis che vorrebbe raggiungere sua moglie incinta a Parigi, e del maestro di tennis Don, che ha un lavoro e una casa ma piange ogni mattina. Di come nascono questi personaggi hanno parlato i registi in occasione della presentazione di Easy Living - La vita facile alla Casa del Cinema di Roma.

"Siamo cresciuti trascorrendo le estati sul confine tra Francia e Italia" - ha spiegato Orso. "Siamo nati negli anni '90 e, mentre diventavamo grandi, per noi quella frontiera era un luogo inutile e abbandonato. Dopo il 2015 e gli attentati terroristici, Ventimiglia è tornata a essere un posto di attesa, speranza e dolore, ed essendo noi legati a quella città fin da piccoli, abbiamo sentito il desiderio di raccontare una storia ambientata là. Abbiamo scelto la strada della commedia malinconica e non del film drammatico perché ci sono troppi film seri che parlano di immigrazione e che allontanano il pubblico. Noi abbiamo cercato di percorrere la strada dell'empatia, soffermandoci su pochi personaggi e privilegiando toni leggeri”.

Ovviamente, prima di mettersi al lavoro sulla sceneggiatura, i fratelli Miyakawa hanno evitato sia retorica che presunzione. "Abbiamo trascorso diverse settimane a Ventimiglia" - dice ancora Orso. "Abbiamo incontrato diverse persone del luogo per capire le varie dinamiche. Volevamo evitare a tutti costi un approccio documentaristico. La gente ci diceva: 'vengono in tanti a fare film, stanno una settimana e credono di aver capito tutto'. Questo ci ha spinto a cercare di non dare una lezione, a concentrarci su una singola storia, a filtrare la vicenda attraverso gli occhi di un ragazzino e a prediligere un'atmosfera un po’ da favola per rappresentare un mondo che non corrispondesse esattamente alla realtà ma fosse un miscuglio fra verità e ricordi della nostra infanzia".

Se il punto di vista del racconto è quello del quattordicenne Brando, il personaggio forse più simpatico e sfaccettato di Easy Living è il maestro di tennis Ben, un uomo tenero, insicuro e in fuga da una famiglia opprimente. "Don" - dice Peter - "rappresenta l'espatriato privilegiato che ha dei problemi esistenziali in un paese che sente ancora estraneo. Il personaggio è un mix fra il tipico americano all'estero, alcune esperienze che ci sono capitate quando studiavamo in America e la vita del nostro attore Manoel Hudec, che è un'ex promessa del tennis".
"Siamo quattro maschi in famiglia" - interviene Orso - "e tutti molto fragili. Oggi si parla molto della voglia di rappresentare il lato maschile e femminile di ogni individuo con le giuste proporzioni, e per noi era fondamentale rappresentare la fragilità maschile, così come esaltare il corpo maschile al pari di quello femminile".

Poi i registi ci raccontano qualcosa dell'avventura produttiva di Easy Living e del loro percorso artistico. "Abbiamo studiato negli Stati Uniti" - dice Peter - "e mentre eravamo là, abbiamo deciso di provare a fare cinema in Italia. Ovviamente ci siamo subito scontrati con la realtà produttiva che c'è qui, così abbiamo creato una  piccola casa produzione indipendente e di famiglia, e abbiamo cercato contatti per trovare fondi. Easy Living è nato velocemente, abbiamo cominciato a scrivere la sceneggiatura e abbiamo impiegato poco tempo. Ci siamo affidati a un budget ridotto e abbiamo lavorato con una troupe di una ventina di persone tutte sotto i 30 anni. Abbiamo messo su una banda di ragazzi, molti alle prime armi, cercando di stabilire un clima familiare. In Italia spesso si viene rallentati dalla burocrazia, mentre in America l'approccio è diverso. Avendo una squadra di amici pronti a dare tutto, siamo riusciti a creare senza nemmeno troppe difficoltà quest'opera prima".

Per Orso e Peter essere fratelli aiuta a lavorare in armonia, e i compiti non vengono divisi in due con precisione matematica. "Non siamo di quelli che girano una scena per uno no" - ci tiene a precisare Orso. "Ci siamo documentati su cosa fanno altri registi, non è un caso se tante coppie di registi sono formate da fratelli, perché, se fai un film insieme, hai bisogno di un linguaggio comune, di una mentalità simile, di condividere ricordi e senso dell'umorismo. Sul set facevamo entrambi tutto, aggiornandoci costantemente. Eravamo un regista solo che si sdoppiava, si smaterializzava. Era come essere una persona molto grassa con due teste".

Easy Living è stato presentato in anteprima in diverse città italiane e gli spettatori hanno accolto con entusiasmo il film, perfino chi conosce da vicino la situazione dei migranti a Ventimiglia. "Un'anteprima di Easy Living si è svolta a Genova l'altro ieri. Alla fine della proiezione, due signore di Ventimiglia si sono avvicinate e ci hanno spiegato: 'eravamo venute apposta ed eravamo molto agguerrite. La lavoriamo per una di quelle organizzazioni che si occupano dei migranti. Abbiamo pensato: non si può fare una commedia su questo argomento'. Insomma, avevamo in sala dei sabotatori. Per fortuna ci hanno detto che avevano apprezzato molto Easy Living e che per la prima volta un film girato a Ventimiglia era riuscito a trasmettere anche il messaggio di queste organizzazioni, di queste realtà".

Easy Living - la vita facile è interpretato anche da James MiyakawaCamilla Semino Favro e Alberto Boubakar Malanchino. A distribuirlo in sala sono I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection.

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