Interviste Cinema

Dustin Hoffman, Ben Stiller e Adam Sandler parlano di The Meyerowitz Stories

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Il film Netflix di Noah Baumbach presentato in concorso al Festival di Cannes.

Dustin Hoffman, Ben Stiller e Adam Sandler parlano di The Meyerowitz Stories

Le conferenze stampa dei film, spesso, e non solo a Cannes, sono di una noia mortale.
Se però hai la fortuna di mettere assieme gente come Dustin Hoffman, Adam Sandler, Ben Stiller e Emma Thompson, ecco che possono diventare momenti assai divertenti.
E la conferenza stampa di The Meyerowitz Stories è stata un mix di risate e riflessioni esattamente come lo è il film di Noah Baumbach targato Netflix.

Faccia da poker su per tutto il tempo, Hoffman ha fatto ridere la platea con battute ironiche dal timing perfetto, come quando ha imbarazzato una giornalista norvegsese che ha definito il film "interessante" ribattendo: "Non è la parola giusta. Così si capisce che non le è piaciuto, dica la verità."; o quando, dopo l'ennesima domanda su Netflix e il grande schermo, ha commentato: "A casa mia ho uno schermo molto grande."

Tutto è cominciato, comunque, col racconto delle reazioni di questi attori alla lettura del copione scritto da Baumbach.
"Sono rimasto senza parole," ha detto Sandler, "quasi non ci credevo. Ho pensato fosse la cosa più incredibile che mi potesse capitare. Sapevo che sarebbe stato un film divertente e commovente, mi attiravano il mio personaggio e tutta la storia. Quando un comico come me riceve l’offerta di lavorare a film come questo, è una cosa speciale," ha continuato. "Il mio primo pensiero è quello di non deludere nessuno, di studiare e dare il meglio di me. Era da tempo che parlavamo con Ben dell’idea di recitare il ruolo di de fratelli in un film, e poi è venuto fuori Noah, che non smetterò mai di ringraziare per questo."

Emma Thompson, che da tempo desiderava lavorare con Baumbach, ha trovato che il copione avesse per lei "qualcosa di esotico e di affascinante, forse perché sono inglese. Non avevo idea di quel che ne sarebbe venuto fuori. Ho dovuto interpretare un’americana, cosa non facile, e un’alcolizzata, cosa molto più facile: la cosa mi ha rilassato, perché un’americana alcolizzata sarebbe stata meno impegnativa."

Stiller, alla sua terza esperienza su un set di Baumbach ha scherzato dicendo che "le prime 40-50 pagine mi sono sembrate un po’ lente, ma non c'entra che il mio personaggio appaia solo allora. Quanto poi ho saputo che Dustin Hoffman avrebbe fatto un provino per il ruolo di mio padre," ha continuato, "mi sono convinto. Scherzi a parte, la scrittura di Noah è precisa, unica, il suo stile è personale: dalle riprese, al montaggio, al risultato finale. E mi sento orgogliosi di far parte di questo lavoro."

"Già, tanto che abbiamo lavorato tutti gratis," è intervenuto sornione Hoffman. "Noah è molto esperto, dovevamo recitare i suoi dialoghi parola per parola, ci piacesse o meno: era dai tempi del Laureato che mi capitava qualcosa del genere, ma è stato giusto, perché c’è una musicalità unica nella sua scrittura. Non so se vorrò ancora lavorare con lui, ma non si può di certo negare suo talento."

In The Meyerowitz Stories, Hoffman, Stiller e Sandler interpretano i ruoli di un padre e i suoi due figli, e il fatto che tutti si conoscessero bene da prima ha di certo aiutato le riprese del film. "Conosco Ben da quando ho 22 anni, e anche con Dustin ci conosciamo da tempo," ha spiegato Sandler. " Suo figlio era un fan di Billy Madison, e allora mi ha invitato a casa sua, e siamo amici da allora. Emma Thompson? È meravigliosa, e i miei figli erano felici lavorassi con Tata Matilda."

"Non ho mai preso alla leggera essere alla presenza di Dustin sul set," ha detto Stiller. "Non solo perché lui è stato un modello e un’ispirazione, e perché abbiamo lavorato assieme nei Fockers, in un genere di film così diverso da questo. Ma perché è una persona divertente e generosa, anche non puoi evitare di sentirti frustrato dal suo curriculum, dal fatto che quando siamo a cena lui potrebbe tirare fuori in ogni momento aneddoti incredibili. Lavorare con lui è un enorme privilegio, anche perché per me è stato un modello e un riferimento per lui fin da quando ero piccolo"
"Non mi piace quando la gente dice di essere cresciuta guardanto i miei film," ha brontolato allora Hoffman con ironia. "Pensate che in The Meyerowitz Stories mi sentivo pronto per la parte di uno dei due figli, non per quella del vecchio padre. Non avrei accettato di fare un vecchio, ma poi mio figlio Jake mi ha convinto."

Baumbach ha poi raccontato di aver scritto i ruoli dei due fratelli espressamente per Sandler e Stiller: "Ma chissà perché quando la gente leggeva il copione se li immaginava sempre a parti invertite." Parlando dei temi del suo film ha poi aggiunto: "In modi diversi, nei miei film voglio esplorare il gap tra chi siamo e chi vorremmo essere, e quando è grande questo gap, il successo e la fama nell’arte può essere un modo di esplorarlo. Cosa è il successo? Volevo provare a rispondere a questa domanda."

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