Interviste Cinema

Due italiani a Narnia - intervista a Sergio Castellitto e Pierfrancesco Favino

Fra i protagonisti de Il Principe Caspian, secondo film de Le Cronache di Narnia, ci sono anche i nostri Sergio Castellitto e Pierfrancesco Favino, che interpretano due nemici delle graziose creature che popolano Narnia. Li abbiamo incontrati a Roma e con loro abbiamo parlato di film per ragazzi e di generi cinematografici, primo fra t...

Due italiani a Narnia - intervista a Sergio Castellitto e Pierfrancesco Favino

Due italiani a Narnia - intervista a Sergio Castellitto e Pierfrancesco Favino

Accade sempre più spesso che attori italiani attraversino l’Oceano per andare a lavorare sui set americani, spinti dall’atavica fascinazione per il grande cinema hollywoodiano o dal semplice desiderio di farsi conoscere all’estero. Solitamente vengono chiamati per interpretare ruoli non da protagonista in film ad alto budget, pellicole di grande entertainment dalla struttura drammatica più o meno complessa e più o meno ricche di effetti speciali.È successo, per esempio, qualche anno fa, ad Alessandro Gassman con Transporter: Extreme, o a Caterina Murino e Claudio Santamaria con il penultimo Bond movie Casino Royale. Oggi tocca a Sergio Castellitto e Pierfrancesco Favino, che il regista Andrew Adamson ha fortemente voluto nel cast de Il principe Caspian, secondo capitolo cinematografico della saga fantasy di C.S. Lewis Le Cronache di Narnia.

Incontrare i due attori a Roma, in occasione della presentazione del film alla stampa, è stato come parlare con dei vecchi amici, che dopo un’avventura straordinaria in terra straniera, sono tornati a casa ebbri di gioia ma anche contenti di tornare alle buone abitudini di sempre. “Una delle prime cose di cui mi sono accorto” – ha subito raccontato Pierfrancesco Favino – “è stato il marchio della Disney, il castello. Siamo andati a New York … e c’era il castello, e ho detto a Sergio: guarda, c’è il castello!”Meraviglia e stupore, dunque, da parte di Castellitto e Favino, incantati, durante l’intera lavorazione del film, dalla musica che Andrew Adamson faceva ascoltare ai suoi attori per aiutarli a entrare in parte e dalle location scelte dalla produzione, prima fra tutte la Nuova Zelanda. “Andrew Adamson è una persona straordinaria” – ha detto Sergio Castellitto. “Era sempre pronto ad ascoltarmi e ha accettato ogni mio suggerimento sul personaggio che stavo interpretando, dalle battute al look.” Il personaggio in questione è il perfido e avido Lord Miraz, re dei Telmarini e nemico giurato di Narnia. “È il mio primo vero cattivo” – ci ha confidato l’attore – “e per renderlo ancora più feroce ho voluto che avesse i capelli cortissimi, in modo che quasi gli si vedesse il cranio”.A metà fra Saladino, un soldato spagnolo del quindicesimo secolo e un Barbablù, Miraz è l’esempio perfetto del sostanziale mutamento a cui il villain sta andando incontro nel cinema e nella cultura americani. “È un cammino dal biondo allo scuro” – ha continuato Castellitto. “Se il cattivo una volta era slavo, sovietico, occhi di ghiaccio, adesso è più mediorientale, più scuro, nero, doloroso”.

Fiero, impavido e dritto come un fuso nella sua armatura scintillante, ne Il principe Caspian Pierfrancesco Favino è invece il Generale Glozelle, che comanda l’esercito di Lord Miraz. È un uomo valoroso e buono che il suo interprete ha amato fin dal primo momento, forse perché da bambino giocava con i soldatini, quando non trascorreva i pomeriggi al cinema a guardare i film di Walt Disney. “Io invece sono rimasto folgorato da I magnifici sette!” – ha esclamato Sergio Castellitto. “Yul Brinner … e tutti quei cowboy …. che emozione!”. Va detto, però, che quando Castellitto era bambino, al cinema il fantasy praticamente non esisteva. Forse è per questo che l’attore, frequentandolo per la prima volta da vicino, lo ha tanto amato. “Il fascino del fantasy” – ha raccontato – “è che spesso nella fantasia c’è più verità che nella realtà. La fantasia ha un’immediatezza che ci sorprende sempre, che ci spiazza sempre”. “Il fantasy” – ha continuato Favino – “è un genere che ti dà la possibilità di inserire una quantità enorme di messaggi, di simboli. In questo caso, Andrew Adamson lo ha affrontato come se si trattasse di qualcosa di molto più serio, dando alla storia moltissimi livelli di lettura”.

Quando arriva il secondo capitolo cinematografico di una saga, sorge spontaneo chiedersi – o chiedere ai diretti interessati – se il nuovo film sia meglio del primo o viceversa. A Il leone, la strega e l’armadio Sergio Castellitto ha preferito Il principe Caspian perché “è più scuro, gotico, complesso. Si avvale di diverse strutture drammaturgiche, chiamando in causa Shakespeare e i film di guerra. Non a caso, la scena più importante, è quella della battaglia finale”. “Uno dei motivi della complessità del film” – ha concluso Pierfrancesco Favino – “sta nel fatto che i protagonisti in realtà non sono più i bambini che erano prima, ma stanno entrando in un periodo in cui stanno perdendo gran parte della loro innocenza. Le loro azioni iniziano a richiedere delle decisioni, e lo stile più gotico, più ruvido, meno morbidamente fantasy di questo film descrive bene il modo in cui stanno cambiando i visi dei quattro protagonisti”.

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