Interviste Cinema

Davide Manuli presenta La leggenda di Kaspar Hauser con Vincent Gallo

Ce ne parlano il regista e Fabrizio Gifuni

Davide Manuli presenta La leggenda di Kaspar Hauser con Vincent Gallo

Nonostante il fallimento della precedente casa di distribuzione che l'aveva in consegna, La leggenda di Kaspar Hauser di Davide Manuli, con Vincent Gallo, Fabrizio Gifuni e Claudia Gerini, seconda parte di un dittico ideale cominciato con Beket, riuscirà ad arrivare in sala il 13 giugno. E' il risultato di un impegno costante dell'autore e della casa di produzione Blue Film, per un film "rischioso ma non per forza underground", come lo descrive il suo autore.

Girato in Sardegna, in pellicola e in bianco e nero, in esterni e per piani sequenza, trionfo dell'astrazione, La leggenda di Kaspar Hauser non è una nuova versione della misteriosa storia vera ("l'ha già fatta benissimo Herzog"), bensì una libera rilettura di un mito, attraverso archetipi filtrati dalla modernità e dalla costante ricerca stilistica. Manuli non solo accetta l'etichetta di "sperimentatore", ma anche la responsabilità che una simile definizione gli impone. "E' un film senza grigi, pericolosissimo. Abbiamo deciso di procedere solo rischiando, pena il crollo dell'intero progetto."

La chiave di lettura di Manuli è stata suggerita dall'interpretazione che il filosofo austriaco Rudolf Steiner diede del mito: un Kaspar Hauser reincarnazione del Cristo, un nuovo Messia. Di suo Davide ha visto la vicenda come una prosecuzione di Beket: lì dove il precedente lungometraggio (sempre con Gifuni) esplorava l'assurdità dell'esistenza, questo è dedicato al non-senso della comunicazione contemporanea.

Oltre che con l'immagine, tale scopo è perseguito con la figura stessa dell'androgino Hauser, interpretato da Silvia Calderoni, attrice della compagnia Motus qui al suo debutto cinematografico: il principe-naufrago, che sconvolge la vita assurda di una manciata di personaggi in un'isola non-luogo, viene preso in consegna da un misterioso sceriffo (Gallo), che lo cresce come DJ.
Affascinato dalla musica elettronica "degli ultimi dieci anni", Manuli si è avvalso della collaborazione dell'artista francese Vitalic, che genera le particolari sonorità dell'opera, un battito cardiaco "non umano", aggiornando così all'oggi una formula estetica che visivamente vuole rifarsi alla Nouvelle Vague anni '60. Manuli sintetizza: siamo nel "retrò-futurismo".

Incuriosisce la presenza di Vincent Gallo, nel doppio ruolo dello sceriffo e di un suo gemello di animo opposto, un pusher. Legato al progetto per tre anni, pur preoccupato dalle vicissitudini produttive che il film ha avuto per il difficile reperimento dei fondi, Gallo si è dimostrato sul set estremamente professionale. Manuli assicura che la sua leggenda di uomo provocatorio e complesso da gestire vale solo in positivo: Vincent ha sempre fatto valere le sue idee sul film e sui contenuti del lavoro, anche con tensione, ma non si è mai comportato da star, accontentandosi di una sistemazione di fortuna in Sardegna, una prospettiva che altri suoi colleghi avrebbero rifiutato.

Alla sua nuova collaborazione con Manuli, Fabrizio Gifuni ha il ruolo di un prete che riconosce l'unicità di Hauser: un'altra folle presenza dalla sfrenata parlata pugliese, proposta dallo stesso Gifuni, che si vanta di aver messo in contatto lo sperimentalismo di Davide con le acrobazie letterarie di Giuseppe Genna, autore di un monologo che il prete esegue nella parte centrale del film. In entrambi gli autori, Gifuni vede una risorsa di sopravvivenza al "nuovo Medioevo in cui viviamo": Manuli e Genna ci propongono nei loro testi degli enigmi, come la Sfinge a Edipo, ma l'attore ci suggerisce di non provare a risolverli. "L'importante è continuare a giocare".

Manuli scherza sulla classica domanda "Perché ha fatto un film così?", rilanciando burlone: "E perché allora altri fanno un film cosà?" L'autore rivendica la propria libertà linguistica come alternativa alla narrazione codificata, un'alternativa peraltro che gli è stata ampiamente riconosciuta nel circuito dei Festival esteri già con Beket, portandolo con La leggenda di Kaspar Hauser a una distribuzione commerciale in Francia.
La diffusione italiana prevederà sulle prime solo dieci copie, ma Davide Manuli non pensa che il successo del suo lavoro sia valutabile dagli incassi di un paio di settimane. Si dà come tempo un anno e più, confidando anche in proiezioni singole ed eventi, chiudendo il discorso con fierezza: "Di questo film ci si ricorderà".
 



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
Suggerisci una correzione per l'articolo
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming