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Darkest Minds sta arrivando al cinema: ce ne parlano la regista e il produttore Shawn Levy

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Il film, diretto da Jennifer Yuh e tratto dall'omonimo romanzo best-seller di Alexandra Bracken, arriverà nei cinema italiani il 14 agosto.

Darkest Minds sta arrivando al cinema: ce ne parlano la regista e il produttore Shawn Levy

Adattamento dell'omonimo romanzo best-seller di Alexandra Bracken, il primo di una trilogia che comprende The Darkest Minds, Never Fade e In the Afterlight, arriva nei cinema italiani martedì 14 agosto Darkest Minds, il film diretto da Jennifer Yuh Nelson, già regista di due capitoli della serie Kung Fu Panda, e qui al suo primo film in live action.
La storia, in estrema sintesi, racconta di alcuni ragazzi che realizzano di possedere abilità supereroiche: le loro inspiegabili capacità spingono il mondo degli adulti a rinchiuderli. Tra di loro la sedicenne Ruby, quella dotata dei poteri più forti, riesce a fuggire e a unirsi ad altri giovani dotati di analoghe capacità: capiranno di doversi difendere da un mondo che li teme e li attacca.

Del film, che vede Amandla Stenberg nei panni della giovane protagonista Ruby, ci parlano la regista e il produttore Shawn Levy

JENNIFER YUH NELSON: a proposito del tema principale del film
Uno degli aspetti fondamentali di questo film è sicuramente il modo in cui si concentra sulle emozioni, sulle relazioni e su tutto quello che questi ragazzi provano. Il loro essere “oscuri” deriva proprio da tutto quello che questi ragazzi hanno dovuto affrontare, tuttavia ogni fotogramma del film parla di colori, della loro bellezza e pienezza. Per tutte le scenografie, anche quelle inevitabilmente più cupe, abbiamo dato massima importanza ai colori. È per questo che il risultato è un film pieno di gioia e di emozioni che da forza allo spettatore senza mai deprimere.

JENNIFER YUH NELSON: a proposito dell’attualità dei temi trattati
Siamo rimasti stupiti dall’attualità dei temi toccati nel film. Sia il libro che la sceneggiatura del film sono stati scritti ormai qualche anno fa e all’epoca non doveva essere altro che un film di fantascienza, che portasse semplicemente a pensare “Wow che idea assurda, non accadrà mai!”. Invece non è andata così. Penso a quello che il film riesce a trasmettere ai ragazzi, a quanto li invogli a diventare responsabili della propria vita e del proprio destino e mi rendo conto che è proprio questo il messaggio che volevamo trapelasse. È solo strano che tutto ciò accada nella vita reale.

SHAWN LEVY: a proposito dell’attualità dei temi trattati
Abbiamo lavorato allo sviluppo del film per quasi 5 anni, ma non avrei mai immaginato che avremmo toccato temi di attualità e questa cosa per me in realtà è un po’ scioccante. Non vorrei mai che il mondo reale si trovasse a dover affrontare queste cose. Tuttavia sono molto orgogliosa di aver partecipato alla realizzazione di un film che mostra come i Governi possano aver paura del diverso, dello straniero. Il film è pieno di speranza proprio perché mette in mostra il valore dell’ “altro”. Parla di famiglie nuove e alleanze che si formeranno nonostante le difficoltà, ma soprattutto parla di una generazione di ragazzi capaci di stringersi insieme per far ripartire il Mondo. Quello che mi auguro è proprio che questo accada anche nella vita reale.

JENNIFER YUH NELSON: sulle differenze fra libro e film
Quello che ci interessava della storia è che il libro ha un ampio numero di personaggi e quando ho parlato con l’autrice ha voluto essere rassicurata che non ne avremmo eliminato nessuno. Ne avremmo potuti aggiungere, ma non avremmo potuto escludere nessuno di loro. I personaggi, in effetti, erano già tutti lì dentro. Ad eccezione di Ruby che non veniva mai descritta nel libro perché tutto è raccontato dalla sua prospettiva, tutti i personaggi vengono raccontati con molta cura nel libro. Quindi per noi è stato molto semplice pensare ai personaggi come li vedete. La parte più complessa è stata trovare una chimica fra gli attori ed essere certi che il nostro cast fosse affiatato. Siamo stati molto fortunati da questo punto di vista perché non solo c’era un’ottima intesa fra gli attori, sono effettivamente diventati grandi amici. Si sono divertiti sul set e credo che sia parte del… si vede che sono stati scelti con cura e che si piacciono a vicenda anche nella vita reale.




SHAWN LEVY: Su Jennifer Yuh Nelson.
Quando ho incontrato Jennifer, sapevo che veniva dall’animazione, ma aveva un’idea così definita del film non solo sul piano visivo, che è una cosa che ti aspetti da chi ha lavorato nell’animazione, ma anche precisamente del tono “di voce” ed emotivo della storia e poiché parto dal presupposto che voglio che le persone pensino a me per quello che sono ancora in grado di fare, allora mi sforzo di essere una persona che pensa a quello che gli altri siano ancora in grado di fare.

JENNIFER YUH NELSON: Sul passaggio dall’animazione al live action.
Non è un passaggio facile, ma è stato più semplice di quanto temessi. Forse perché le mie paure sono davvero assurde. (Qual è la tua paura più grande?) …Che vada tutto a fuoco. Ma il primo giorno sul set è stato davvero bello. La vera differenza è nelle fasi di vero e proprio shooting. La pre-produzione e post-produzione dell’animazione e del live action sono pressoché le stesse, ma lo shooting, le esterne, che in questo film rappresentano la maggior parte delle scene perché non abbiamo usato teatri di posa. Quindi abbiamo dovuto confrontarci con la materialità delle cose, la pioggia, gli insetti, il fango, le macchine del vento e gli extra, tutto contemporaneamente, mettendoci anche un po’ di fulmini in aggiunta! È stato davvero incredibile.

JENNIFER YUH NELSON Sul Lavoro con gli attori.
È molto diverso. Ci sono molte somiglianze con il lavoro che fai con gli attori nell’animazione; il processo che attraversi per raggiungere l’espressione di un’emozione reale è lo stesso. In questo caso il problema è che sei su un set, e porti avanti questo lavoro contemporaneamente con tutti i personaggi. Quello che è estremamente appagante è che tutti loro si alimentano a vicenda e possono reagire a quello che gli accade intorno, senza doverlo semplicemente immaginare in una stanza buia. Questa è anche la cosa più divertente.

JENNIFER YUH NELSON Su "Ruby".
Una delle cose eccezionali di Ruby è il suo enorme potenziale. Come molte persone nella vita reale, non sa se le proprie azioni siano buone o cattive; quello che fa la differenza è l’atteggiamento positivo o negativo. Nel caso di Ruby, lei è spaventata dal proprio potenziale. Il percorso che compie la trasforma da ragazza spaventata da quello che è in grado di fare, di ferire le persone intorno a sé, di sentirsi colpevole e insicura fino a vederla diventare consapevole della sua posizione e di chi è in realtà. E non ne resta solo consapevole, ne diventa anche fiera. Credo che sia il percorso che molti di noi sperano di attraversare.

JENNIFER YUH NELSON Sulla scelta di Amandla Stenberg.
Il casting di Amandla è stato molto veloce perché i nostri produttori la conoscevano e, oltre a essere consapevoli della qualità del sua lavoro come attrice, conoscevano bene la sua personalità. Quando l’ho incontrata per la prima volta ho capito subito che aveva esattamente quell’equilibrio di forza e vulnerabilità e saggezza che ci occorreva per Ruby. Sono caratteristiche molto rare in ragazze così giovani. E lei semplicemente aveva già tutto in sé. Questo ha reso estremamente semplice dirle “Hey, ti andrebbe di farlo tu? Saresti perfetta!”



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