Interviste Cinema

Cyrano: Peter Dinklage, Joe Wright e Haley Bennet presentano il film sull’amore più romantico al mondo

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Fa parte della Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma 2021 Cyrano, trasposizione dell’omonimo musical ispirato alla pièce di Edmond Rostand. A parlare del film, in conferenza stampa, sono stati il regista Joe Wright e i due protagonisti Haley Bennett e Peter Dinklage.

Cyrano: Peter Dinklage, Joe Wright e Haley Bennet presentano il film sull’amore più romantico al mondo

La terza giornata della Festa del Cinema di Roma è dedicata anche a uno dei personaggi più sfortunati ma romantici e intelligenti del teatro francese: Cyrano de Bergerac. Del suo tormentato amore per Rossana, inconfessato fino all'ultimo, ha scritto Edmond Rostand nel 1897, e il personaggio è stato più volte portato al cinema. E’ diventato anche protagonista di un musical scritto da Erika Schmidt per il marito Peter Dinklage e per Haley Bennett. Oggi, dal musical, è stato tratto un film sempre intitolato Cyrano e diretto dall'inglese Joe Wright.

Cyrano fa parte della Selezione Ufficiale del Festival e ad accompagnarlo all'Auditorium sono il regista e la Bennett, il cui personaggio si chiama Roxanne. Quanto a Dinklage, è in collegamento dagli States, ma è comunque un piacere vederlo e ascoltarlo. Il primo a parlare ai giornalisti è però Wright, che spiega l'origine del progetto: "Haley mi ha invitato a uno spettacolo in cui recitava e che andava in scena al Chester Theatre di Chester, in Connecticut, un teatrino da 12 posti. Avevo sempre amato la storia di Cyrano perché mi riconoscevo nel personaggio: a ogni adolescente sarà capitato di sentirsi strano, non amato, fuori posto. Quando sono andato a vedere la rappresentazione, non mi aspettavo certo l’impatto fortissimo che Haley e Peter hanno poi avuto su di me. Ho pensato che fosse una bella reinterpretazione della storia di Cyrano e ho subito avvertito il desiderio di trasformarla in un film".

Poi il regista parla dei suoi attori protagonisti: "Sono stati Haley e Peter a scegliere me, non il contrario. Ho chiesto ad Haley di poter incontrare Peter ed Erica, e credo che l'esperienza di vita di Peter abbia molto a che fare con l'autenticità che riesce a infondere al personaggio. Peter conferisce un incredibile pathos al ruolo, e l'intesa fra lui e Haley era sensazionale. Haley, inoltre, era una versione di Roxanne che non mi era mai capitato di vedere prima".

La messa in scena di Cyrano è davvero notevole. Il merito è senz'altro del talento di Joe Wright e della sua immaginazione, ma le location hanno certamente aiutato. Il film è stato girato in Sicilia, regione che il regista, innamorato dell'Italia, adora: "Ho una lunga storia d'amore con il cinema italiano, che per me è il cinema migliore in assoluto. Il film preferito da mio padre è Ladri di biciclette. Fellini è il mio eroe, amo Antonioni e Visconti, e Rocco e i suoi fratelli è uno dei miei film del cuore. Mi piace anche il vostro cinema contemporaneo, ad esempio quello di Paolo Sorrentino, adoro la ricchezza e la vitalità del vostro cinema, caratteristiche che non trovo nelle altre cinematografie europee o in quella americana. Ho sempre cercato un'opportunità per lavorare in Italia. Amo stare nel vostro paese. Quando dovevamo girare Cyrano, eravamo nel bel mezzo del lockdown, è stata un'idea folle lavorare in piena pandemia, forse la più pazza della mia intera carriera. Ho pensato che su un'isola saremmo stati meno esposti al contagio, e avevo bisogno di una cornice fantastica, di un posto da sogno, e Noto lo è senz'altro. Con il suo stile barocco, credo che sia il luogo più romantico al mondo. Per la scena di battaglia abbiamo scelto l'Etna, eravamo a una discreta altezza e rischiavamo in continuazione di scivolare sulla sabbia nera. Una settimana prima che cominciassimo a girare, ha nevicato, e l'ultimo giorno c'è stata un'eruzione: era la dea dell'Etna che voleva mandarci via".

Sull'etna che eruttava Haley Bennett ci tiene a dire la sua: "Durante le riprese mi sono dovuta allontanare dal set per andare a Londra. Quando sono tornata, ho visto dall'aereo che c'era una luce fortissima nel cielo. Poteva essere la luna, però era una luna rossa. Mi hanno detto: 'E’ l'Etna che sta eruttando'. Mi è preso un colpo: nessuno mi aveva detto che una parte del film sarebbe stata girata su un vulcano ancora in attività".

Dopo che hanno parlato Joe Wright e Haley Bennett, arriva il grande momento di Peter Dinklage, che saluta la platea e magnifica la sua compagna di lavoro: "Ciao, Roma, grazie per l'opportunità di rendermi partecipe di questa conferenza. Mi trovo ad Atlanta, in Georgia. E’ stato un piacere lavorare con Haley, perché quando sono arrivato sul set, c'era già un’ottima intesa tra noi. Sapete, è complicato per un attore dover creare un feeling con un collega che non ha mai visto prima".

La Bennet restituisce il complimento, coinvolgendo l'intera squadra di Cyrano: "Sarò sempre grata a Erica per aver adattato per il cinema il musical e per avermi aiutato a sentire mio il personaggio. Sembrava di stare in una vera famiglia. Erica aveva appena avuto un bambino e negli ultimi cinque anni la vita di ciascuno di noi è cambiata drasticamente. Li abbiamo trascorsi insieme. E’ bello avvicinarsi a dei personaggi insieme. Ci capitava di sbagliare ma non ci sentivamo insicuri, non indossavamo nessuna maschera, non ci preoccupavamo di essere cool. Eravamo là pronti solo ad aiutarci".

I costumi di Cyrano, davvero notevoli, sono del nostro Massimo Cantini Parrini, che, emozionato, racconta la sua esperienza: "Quando sono stato chiamato per il film, non riuscivo a crederci. Poter lavorare con un regista così è stato un sogno. Joe si è dimostrato molto comprensivo. Sono stato chiamato un mese prima che si girasse, ci sono stati problemi con le stoffe, perché c'era il Covid, le frontiere erano chiuse e quindi non arrivavano. La bellezza Joe è la sua estrema libertà, ha un'enorme cultura visiva e riesce a catturare l'essenza delle cose. Anche io sono così, devo arrivare all'anima delle cose. Non amo gli abiti pomposi, e il poco tempo a disposizione ha fatto sì che la mia testa si mettesse in moto in maniera diversa. Ho studiato le linee del pittore Watteau. Ho tratto ispirazione dagli acquerelli che ho visto in una serie di musei di Roma e Milano, che mi hanno fatto venir voglia di cercare la leggerezza e la trasparenza. Colleziono abiti da quando ho 13 anni e quindi sono fissato. Quando hai padronanza della materia, è bello riuscire a stravolgere le cose. Il nostro 700 è alleggerito. Volevamo la modernità. Gli attori sono sempre stati meravigliosi. Ho visto film ieri sera e ancora non mi sono ripreso dalla perfezione che Joe ha raggiunto".

Una delle ragioni per cui Peter Dinklage ha detto sì a Cyrano è stata la contemporaneità del testo: "Ogni grande opera letteraria del passato è grandiosa perché è ancora attuale. In questo senso Cechov è uno dei miei autori preferiti, perfino fra 300 anni sarà un contemporaneo. Lo stesso dicasi per Cyrano. Sono un attore e fa parte del mio lavoro nascondermi dietro a diversi personaggi e divertirmi nel farlo. Come Cyrano, tutti noi abbiamo dei lati che non vogliamo mostrare. Se ci pensate, le lettere che Il mio personaggio fa passare come opera di Christian hanno molto a che vedere con gli odierni profili che abbiamo online, e con le identità che scegliamo di mostrare. Ormai nessuno si telefona più: si mandano messaggi, email e le nostre migliori fotografie, i nostri migliori selfie. E’ come se volessimo regalare al mondo la versione migliore di noi stessi. Cyrano fa lo stesso: utilizza l'identità di qualcun altro: oggi questa abitudine, molto diffusa, si chiama catfishing, come sapete".

L'ultima dichiarazione della conferenza stampa è di Dinklage, che parla di lettere e di concentrazione: "Cyrano è molto preso dalle sue lettere, e quello che abbiamo voluto fare con Erica e Joe è stato trasformare le lettere in canzoni. Al giorno d'oggi mantenere l'attenzione è difficile. Una rappresentazione teatrale di Cyrano che dura 4 ore verrebbe poco seguita, perché le persone hanno tante cose da fare durante la giornata e non riescono più a stare sedute a teatro mantenendo alta la concentrazione per l'intera durata dello spettacolo. Mi è capitato di essere a teatro e vedere gente che guardava il cellulare. E’ una cosa irrispettosa, ma è così che va. Il nostro Cyrano voleva conservare il cuore dell'opera di Rostand, trasformandola però in una finestra di due ore per il pubblico contemporaneo. E quindi, la trovata di parlar d'amore attraverso il canto mi è sembrata geniale. Cantare d'amore è molto più suggestivo che parlare d'amore".  

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